La scultura nomade. Terza e ultima mostra

Nomas Foundation, Roma – fino al 25 luglio 2014. Con “Scale”, la fondazione capitolina presenta alcuni degli artisti che fanno parte della sua collezione. Con Bettina Buck, Chiara Camoni, Attila Csörgö, Flavio Favelli, Marie Lund, Ute Müller, Nunzio, Raphael Zarka e Italo Zuffi si conclude l’indagine dedicata alla scultura e in particolare alle “questioni di scala”. In un confronto a tutto tondo con lo spazio, i materiali e il fruitore.

Raphael Zarka, Retrospective of the first 22 Prismatics (Studio version), 2014. 32 moduli in legno, perni di metallo.

Ancora per qualche giorno, prima della pausa estiva, Nomas Foundation propone To continue. Notes towards a Sculpture Cycle, ultima tappa di un percorso di ricerca dedicato alla scultura, che questa volta affronta e si confronta con le “questioni di scala”. Nell’esposizione curata da Cecilia Canziani e Ilaria Gianni si percepisce, all’intero di quel micromondo collettivo, un dialogo silente nel quale lo spazio e le dimensioni delle opere raggiungono, a prima vista, una costruzione matericamente suggestiva. Inoltre i colpi ritmici, che provengono dal breve video di Zarka, intitolato La sculpture vetre de Motreuil (2008), risuonano in mostra dove le immagini della ballerina, che percuote una scultura pubblica, si fanno carico di un rapporto che coinvolge forme piene dai suoni vacui, spazio espositivo ed impressioni sensoriali.
Le sculture, che catturano lo spettatore in relazione alla natura intima dell’opera, innescano un viatico concettuale con le monumentali visioni urbane della città. Così, a introdurre il discorso espositivo è Luca ovvero San Giorgio e il Drago ovvero San Michele (2010) di Chiara Camoni: l’artista piacentina utilizza un vecchio modello in gesso senza un braccio dove, accanto alla statua, è posizionata una lancia realizzata con un pezzo di tela dipinta; quello della Camoni è un intervento artistico che, nonostante la de- contestualizzazione, ha la forza di raccontare e sapersi rapportare.§
Tra le altre opere incontriamo La replica (2009) di Italo Zuffi che, con fare sobrio e ironico, propone copie di prodotti edili in marmo, dove il resistente materiale abbraccia la formalità ideale del classico. Il Senza titolo (2011/2014) di Nunzio, che sintetizza una “finestra” geometrica semiaperta, si pone come un mezzo di transito tra passato e presente in una connessione diretta e misurata tra arti visive, scultura e pubblico.

Giuseppe Arnesano

Roma // fino al 25 luglio  2014
To continue. Notes towards a Sculpture Cycle | Scala
a cura di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni
NOMAS FOUNDATION
Viale Somalia 33
06 86398381
[email protected]
www.nomasfoundation.com