L’arte contemporanea secondo Chen Zhou. A Shanghai

Aike-Dellarco, Shanghai – fino al 15 maggio 2014. Chen Zhou spiazza il pubblico cinese con la sua personale dal titolo “Kaufman”. Siamo nel celebre distretto artistico M50 di Shanghai, dove opera la galleria fondata da Roberto Ceresia.

Chen Zhou, KAUFMAN particolare della mostra alla AIKE-DELLARCO, 2014

Artista sofisticato, Chen Zhou (Zhejiang, 1987) ha creato video caratterizzati da una cura estrema dell’immagine, studiati fin nei minimi dettagli; lavori impegnativi che vivono di riferimenti continui all’esperienza diretta dell’artista, alla propria identità e alla società cinese. Nella serie dei 9 jokes che compongono la mostra di Shanghai si è invece allontanato dalla prassi abituale, abbandonando il suo sofisticato e complesso metodo di ripresa; ha adottato uno stile semplice, breve, a tratti ingenuo.
Apparentemente nulla lega i video della mostra con la vita e l’arte di Andy Kaufman, geniale showman americano degli Anni Settanta, a cui il titolo dell’esposizione fa riferimento. Kaufman è stato pioniere dell’anti-humour, capace di mettere in scena performance surreali in cui spettacolo e realtà, personaggio e uomo si confondono. Nell’anti-humour lo scherzo è che lo scherzo non c’è; viene cioè proposto come comico qualcosa che non lo è, ma lo diventa. Ed ecco che, traslato nel campo dell’arte, il pensiero va a Duchamp, al quale Chen Zhou dedica uno dei pezzi della mostra.

Chen Zhou, KAUFMAN particolare della mostra alla AIKE-DELLARCO, 2014
Chen Zhou, KAUFMAN particolare della mostra alla AIKE-DELLARCO, 2014

La fascinazione che Chen Zhou prova per Kaufman è fonte d’ispirazione per la direzione di questi ultimi lavori video: nove brevi proiezioni in ognuna delle quali l’artista svela un aspetto ridicolo dell’arte contemporanea, dando prova di una straordinaria capacità di osservazione. La riflessione è sull’art system: apparenza, vuoto, valore, contesto e regole sono le parole chiave. Prende spunto dall’esperienza quotidiana, da situazioni banali e apparentemente insignificanti, le riprende con linearità, coinvolgendo amici artisti, custodi e persino il direttore della galleria, Roberto Ceresia. L’artista si pone di fronte al pubblico come un interprete di anti-humour, a rischio di derisione ma capace, quale maestro della performance, di scatenare la giusta risposta nello spettatore.
Questa mostra può essere considerata un prosieguo della personale del 2013 I’m not not not Chen Zhou tenuta al Magician Space di Beijing, nonché un’altra tappa del suo “yellow journey”, l’ossessivo colore giallo che ricorre nelle opere dell’artista.

Alessia Di Clemente    

Shanghai // fino al 15 maggio 2014
Chen Zhou – Kaufman
AIKE-DELLARCO 0 SPACE
Room 102, Bldg 0, 50 Moganshan Road
+86 (0)215 2527164
[email protected]
www.dearco.it


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Alessia Di Clemente
Alessia Di Clemente (Roma, 1980) ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Bologna e conseguito un master come Educatore esperto per la disabilità sensoriale presso l’Università degli Studi di Verona, con una tesi sul tema dell’esperienza estetica dell’arte per i non vedenti. Ha lavorato nel settore educazione della Galleria d’Arte Moderna di Bologna, delle Scuderie del Quirinale e del Palazzo delle Esposizioni di Roma. Ha dato vita ed è stata responsabile dei Servizi Educativi della Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso in Abruzzo. Esperta in pedagogia e didattica dell’arte, tiene corsi di alfabetizzazione all’arte contemporanea e lezioni per adulti; progetta e conduce laboratori creativi per giovanissimi. È curatrice, autrice e progettista culturale, esperta in europrogettazione. Attualmente vive a Shanghai.