London Design Festival: ecco tutti gli appuntamenti da segnarsi nella settimana del design inglese

La design week londinese continua a crescere, con oltre 450 eventi annunciati dal 16 al 24 settembre e il lancio del nuovo distretto di Mayfair. Tra mostre e installazioni che attirano gli sguardi, la presenza del design in città è sempre più evidente.

Villa Walala di Camille Walala, landmark project a Broadgate
Villa Walala di Camille Walala, landmark project a Broadgate

Un coloratissimo castello gonfiabile nel cuore della City e una “cabina urbana” che riflette su temi come il micro-housing e i modelli abitativi di domani mentre mette a disposizione dei passanti una biblioteca che, seppur minuscola, spazia da Dickens e Shakespeare fino ai più recenti libri di design. Sono i due landmark projects con cui il London Design Festival segnala la sua presenza in città, fino al 24 settembre. Appena conclusasi la sua omologa parigina, la settimana del design londinese ritorna per la sua 15esima edizione con un programma ancora più fitto – nelle otto giornate della manifestazione sono previsti oltre 450 tra mostre, fiere, talk e presentazioni –  e con un nuovo hub nel quartiere chic di Mayfair, già sede di eventi legati al mondo dell’arte.

LE INSTALLAZIONI, DALLA CITY AL VITTORIA & ALBERT MUSEUM

La scultura gonfiabile creata dalla designer di tessuti Camille Walala combina riferimenti colti – il ring di Masanori Umeda per il collettivo Memphis – con la voglia di stupire i passanti con un elemento palesemente fuori contesto e fuori scala. “Penso che possa essere molto divertente sbucare su Broadgate da una strada vicina e trovare un’enorme casa gonfiabile multicolore e piena di pattern diversi” racconta l’ideatrice “Naturalmente, tutti sono invitati a entrare e partecipare al gioco”. Sulla sponda opposta del Tamigi, anche il secondo landmark project di quest’anno, il modulo abitativo disegnato dall’architetto britannico Sam Jacob nell’ambito di un progetto di lungo periodo portato avanti con il brand MINI si presta all’interazione con i passanti: poiché le dimensioni minime sono la chiave di tutto, una micro-biblioteca funge da piattaforma per lo scambio di libri. Sempre sul fronte delle installazioni, si preannunciano come sempre notevoli quelle, frutto della collaborazione tra grandi nomi del design e aziende importanti, ospitate dal Victoria & Albert Museum, uno dei cuori pulsanti della design week.

VILLA WALALA

La Reflection Room di Flynn Talbot, che potrebbe contendere alla coloratissima Villa Walala il titolo di “installazione più instagrammata”, accende lo spazio della Prince Consort Gallery, mai toccato dalle iniziative del festival, con giochi di luce nei toni del blu e dell’arancio riflessi da pannelli Barrisol. Transmission, realizzato dal designer Ross Lovegrove con tessuti Alcantara, è uno spettacolare arazzo tridimensionale ispirato ai Devonshire Hunting Tapestries, quattro grandi arazzi conservati nel museo. La costruzione in pietra While We Wait, opera degli architetti palestinesi Elias e Yousef Anastas, parte da una vicenda reale – la costruzione di un muro lungo una vallata, a metà strada tra Betlemme e Gerusalemme, a separare un monastero dalla sua comunità di riferimento – per ragionare sulla relazione tra natura e cultura in un contesto problematico come quello palestinese.

DAI MARMI DEL DESIGN MUSEUM ALLE “FRONTIERE DEL DESIGN”

Tra le tante mostre segnaliamo Set in Stone, che nella nuova sede del Design Museum, all’interno di un edificio modernista rinnovato da John Pawson, esplora le potenzialità del marmo attraverso le proposte di otto architetti e designer (tra i nomi più noti, ci sono Eduardo Souto de Moura e Micheal Anastassiades), e la collettiva Design Frontiers a Somerset House, con i lavori di Vivienne Westwood, Arik Levy, Tord Boontje e uno stormo di uccelli colorati rivestiti di tessuto dal brand danese Kvadrat. Nella sede di Londra della galleria torinese Mazzoleni, è già visitabile da qualche giorno l’installazione di Britt Moran ed Emiliano Salci di Dimoregallery, con una serie di ambienti dal fascino retrò che si osservano dal buco della serratura. Per quanto riguarda le fiere, diverse e complementari, che rappresentano il fulcro della design week anche dal punto di vista commerciale, 100% design si avvale del contributo dello scrittore Max Fraser come curatore e sceglie il tema degli “Elements”, gli elementi, come filo conduttore, mentre Design Junction torna nella sua location di King’s Cross con oltre 200 espositori e la London Design Fair,nel cuore creativo dell’East End londinese, punta a confermarsi come “the place to be” per incontrare giovani creativi e designer indipendenti.

– Giulia Marani

Londra // Dal 16 al 24 settembre
London Design Festival
Londra, varie sedi
www.londondesignfestival.com

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Giulia Marani
Classe 1983, genovese di nascita e di cuore. Dopo la laurea in comunicazione all’Università degli Studi di Milano, soccombe al fascino di Parigi, dove vive per sei anni, lavorando come ufficio stampa in ambito editoriale e nella redazione della rivista di architettura e design Architectures à vivre.