Mgx e il futuro degli oggetti

Questa rubrica avrà ancora occasione di esistere tra dieci o vent’anni? Al di là delle fortune del nostro giornale, i fanatici della personal fabrication sostengono di no.

Necklace Black by Bathsheba Grossman

L’esistenza stessa delle aziende manifatturiere potrebbe essere messa in crisi dalla diffusione dei FabLab e dalla possibilità di realizzare noi stessi i nostri oggetti personali, grazie al ricorso – tra gli altri – a una stampante 3d. Impossibile, al momento, stabilire se lo scenario è avventato o se la possibilità di passare dai byte di un file 3d agli atomi di un qualsiasi artefatto escluderà i protagonisti dell’economia reale così come li abbiamo conosciuti finora.
Nel frattempo, a crescere a ritmi vertiginosi è un’azienda che prima degli altri ha fatto della stampa 3d il proprio cavallo di battaglia. Stiamo parlando di MGX, costola design-oriented della corporation belga Materialise, specializzata nella prototipazione rapida per stereolitografia e Selective Laser Sintering nei campi del design e del fashion in senso lato.

One shot MGX
One shot MGX

Arredo, abbigliamento, gioielleria e architettura di interni: non c’è settore con cui MGX non si sia confrontata per ripensare la configurazione formale di tipologie di oggetti che davamo per assodati. E se la grande massa di consumatori è ancora inconsapevole di questo fermento, i grandi musei di design hanno già cominciato a fiutare la novità: non certo in veste di novelli produttori on demand (magari per il loro shop?), quanto più tradizionalmente in qualità di collezionisti di queste nuove avanguardie.

Giulia Zappa

www.mgxbymaterialise.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #15

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Giulia Zappa
Laureata in comunicazione all’Università di Bologna con una tesi in semiotica su Droog Design, si specializza in multimedia content design e design management a Firenze e New York. Da oltre dieci anni lavora come design&communication strategist, occupandosi di progetti a cavallo tra comunicazione e prodotto. Ha insegnato Comunicazione Multimediale all’Accademia di Belle Arti di Roma. È consulente per programmi internazionali di design per lo sviluppo. Giornalista pubblicista, per Artribune è responsabile editoriale delle pagine dedicate al design.