Nasce Art Prison, una call per architetti per creare una residenza per artisti a Favignana

La fortezza di S. Caterina, nelle Egadi, in Sicilia, è da tempo abbandonata. C’è un premio di 10.000 euro per gli architetti che faranno la proposta migliore anche nell’ottica di valorizzazione turistica. Scadenza della call l’11 aprile.

Art Prison, Favignana
Art Prison, Favignana

Una residenza di arte contemporanea in cima ad una scogliera a picco sul mare. Uno scenario da sturm und drang che non è ambientato in nord Europa, bensì nel bel mezzo del Mediterraneo. Precisamente a Favignana, la maggiore delle Isole Egadi, da dove è partita da metà gennaio 2018 una call internazionale rivolta ai giovani architetti. Si tratta del recupero in chiave moderna del Forte di Santa Caterina, eretto mille anni fa, vecchia prigione abbandonata da più di un secolo. Il progetto è fare di quest’eremo, che domina la distesa di mare tra Sicilia occidentale e Maghreb, un centro culturale che sfrutti le caratteristiche storiche ed economiche favignanesi, valorizzate negli anni dall’elezione dell’isola a meta turistica grazie a meraviglie naturali quali Cala rossa.

L’INIZIATIVA DI YAC

Ma nelle intenzioni dei promotori di Art Prison – l’iniziativa gestita da Young Architect Competition (Yac) e voluta dal Comune di Favignana –.Gli architetti che parteciperanno al concorso, con un primo premio di 10 mila euro (l’intero montepremi è di 20.000 euro e comprende altre menzioni), dovranno pensare pure all’individuazione di un atelier, un art-luxury hotel, un ristorante di alto livello. Tutti moduli che comporranno l’interno del rinnovato Forte di Santa Caterina, comunque proprietà dello Stato, dell’Agenzia del demanio nello specifico, la cui direzione regionale Sicilia ha avallato il bando. A giudicare i lavori, da presentare entro l’11 aprile prossimo (pubblicazione dei risultati prevista il 30 aprile), sarà una giuria d’eccellenza, anch’essa di livello internazionale, in cui tra i diversi componenti spiccano i nomi di quattro grandi firme dell’architettura.

LA GIURIA

Primo tra tutti Daniel Libeskind, l’architetto polacco naturalizzato statunitense, sensibile ad un’architettura originale e sostenibile, che tra le tante sue creazioni ha dato vita al Museo ebraico di Berlino e che ha seguito la ricostruzione a New York del World Trade Center, mentre pure suo è il London Metropolitan University Graduate Centre. Ad affiancarlo altri protagonisti della progettazione, come il portoghese Joao Luis Carrillo da Graça, padre del Conservatorio di Portoalegre e della Scuola superiore di comunicazione sociale a Lisbona. Secondo lusitano in giuria è Manuel Aires Mateus, che col fratello Francisco ha disegnato il Museo del faro di Santa Marta a Cascais e la Casa dello studente dell’Università di Coimbra. Quindi Felix Perasso di Snøhetta, proveniente da Innsbruck, Austria, dedito alla riabilitazione di infrastrutture abbandonate, che ha ad esempio preso parte al progetto per la trasformazione dello storico grande magazzino KaDeWe a Berlino. D’altronde Favignana già nel passato è stata un centro di sperimentazione architettonica, sotto l’influsso della famiglia Florio, a cui si deve lo sviluppo propriamente moderno di quest’isola in provincia di Trapani. Erano la fine del diciannovesimo secolo, gli anni della Belle Époque, dello stile Liberty e di Klimt, quando nella Palermo di allora si va affermando la drogheria della famiglia Florio, la cui crescente fortuna permise, nel 1874, l’acquisto dell’isola di Favignana e della propria tonnara, arrivata ai giorni nostri come esemplare modello di archeologia industriale.

LA STORIA DELLA FORTEZZA

Ma proprio sul finire del milleottocento iniziò il declino della fortezza oggi oggetto di un tale piano di recupero in chiave contemporanea. Furono i patrioti risorgimentali nel post-unificazione italiana a volere cancellare ogni traccia borbonica anche dal castello di Santa Caterina, usato fino ad allora come prigione. L’erezione del fortilizio invece risale a prima della dominazione normanna, anno Mille circa, essendo l’originaria costruzione molto probabilmente riferibile ad una torre di avvistamento saracena. Adesso la sfida lanciata dal Comune di Favignana e dalla Yac, società promotrice di concorsi di idee ed architettura rivolti a giovani progettisti, è quella di trasformare un’antica prigione in scrigno delle opere e dell’azione creativa dei più importanti artisti ed intellettuali dello scenario internazionale. Altra sfida è fare di un’antica isola di pescatori un museo d’arte contemporanea a cielo aperto. In questo senso le suggestioni più affini, nelle idee dei committenti di Art Prison, sono quelle dei grandi parchi d’arte moderni, dal Kröller-Müller Museum nei Paesi Bassi, al giapponese Naoshima Contemporary Art Museum.  Il nuovo Forte di Santa Caterina a Favignana quindi, in sintesi, sarà pensato come «un luogo di incontro, mostre, spettacoli e performance, di cui l’architettura contemporanea si faccia elegante scenografia – stando a quanto si legge nel brief del concorso – e nel quale gli artisti possano trattenersi per dare forma alle proprie visioni e utopie, esprimendo germi di novità e bellezza.

Alessandro Teri

http://www.youngarchitectscompetitions.com/competition

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Alessandro Teri
Giornalista professionista, laureato in Scienze della Comunicazione, cresciuto professionalmente a Palermo tra cronaca e politica. La passione per l'arte nasce dopo un soggiorno a Roma di due anni. Tornato in Sicilia alla ricerca di notizie, scrivo su ciò che di contemporaneo c'è anche qui.