E l’accessibilità vola verso Miami e Hong-Kong. Parla miss AAM

68 gallerie nazionali e internazionali e più di 150 artisti provenienti da tutto il mondo. Parliamo di AAM – Arte Accessibile Milano, fiera d’arte contemporanea che a metà aprile ha animato Spazio Eventiquattro e PwC Experience, sede del Sole 24 Ore e di PwC. Un bilancio insieme all’ideatrice e qualche succosa novità.

Open Art, Milano - AAM 2012

Ideata da Tiziana Manca e curata da Chiara Canali, Fortunato d’Amico e Ivan Quaroni, AAM, giunta quest’anno alla sua quarta edizione, ha posto l’accento sulle esigenze del mercato esterno e sul rapporto tra l’arte e i suoi fruitori. “La scelta dello splendido edificio disegnato da Renzo Piano come sede espositiva”, precisa Tiziana Manca, “e l’assenza del biglietto d’ingresso sono due segnali molto forti: da un lato si vuole sottolineare la qualità dell’offerta e dall’altro fare in modo che il pubblico si lasci avvicinare dall’arte contemporanea senza troppi timori”.
Ad aprire l’edizione 2012, Federico Comelli Ferrari e la sua Metacittà virtuale, installazione site specific distribuita, per ben 400 mq, sulle due facciate esterne di PwC, a ricostruire idealmente un frastagliato e composito tessuto urbano che l’artista ha precedentemente smembrato.
Novità di quest’anno, la presenza di 26 progetti curatoriali dedicati agli artisti emergenti, veri protagonisti di questa manifestazione che al Best Artist Price Award 2012 ha affiancato il Best Curator Price Award 2012. E non è tutto: i laboratori didattici per i più piccoli, il concorso di fotografia culturale Back Stage e la rassegna cinematografica I cineasti del futuro. Il resto ce lo racconta Tiziana Manca.

Com’è nata l’idea di un'”arte accessibile”?
Arte Accessibile Milano nasce dalla mancanza di manifestazioni d’arte contemporanea alternative alle fiere tradizionali, accoglie un pubblico eterogeneo da un punto di vista sia culturale che sociale e si rivolge tanto ai collezionisti più esigenti quanto ai neofiti. Accessibilità poi è un termine alquanto inflazionato, un aggettivo ambiguo, quasi banale, che nella sua semplice polivalenza racchiude però un messaggio fondamentale. La declinazione in accessibile, infatti, non si riferisce all’idea di “quadri economici”: accessibile è invece la fiera stessa, gratuita e aperta fino a tarda ora. Ad attirare l’attenzione dei visitatori, potenziali collezionisti, ci sono appuntamenti di ogni tipo: performance, videoarte e momenti enogastronomici. Non ultimo, accessibili sono gli stand per le gallerie e la curatela personalizzata, che si rivolgono a tutti coloro che hanno l’entusiasmo e l’energia per cogliere quest’opportunità e abbattere così qualche barriera, che sia concettuale o commerciale.

Parliamo dell’edizione di quest’anno: soddisfatta?
Beh, AAM è ormai alla quarta edizione e sembra pertanto che il “format” funzioni. In un panorama di grosse fiere in cui è facile perdere l’orientamento, c’è evidentemente bisogno di un evento a misura d’uomo e, a giudicare dall’entusiasmo di pubblico ed espositori, direi che stiamo avendo successo. Rispetto all’edizione precedente, poi, c’è stato un miglioramento in termini di qualità e fruibilità. Sempre più spesso si paga un pedaggio per visitare fiere che altro non sono che gran bazar dell’arte, senza fascino né qualità. Quello che invece vogliamo evitare, affinché l’arte non perda il senso della sua mission, è discriminare e penalizzare il pubblico. Per questo gli offriamo un’esperienza educativa che lo vuole rendere ad un tempo interlocutore e protagonista, naturalmente a titolo gratuito.
Sono state più di 12mila (con un incremento del 10% rispetto allo scorso anno) le persone che in soli quattro giorni hanno visitato AAM 2012. 19 tra aziende e istituzioni hanno sostenuto questa edizione, mentre 31 media partner del settore arte, architettura, design e life style, tra cui anche una web-radio e una web-tv, hanno seguito l’intera manifestazione con interviste e servizi di approfondimento. Ancora una volta l’approccio trasversale della manifestazione, basato sul doppio concetto di “accessibilità e qualità”, è stato il vero valore aggiunto che ha permesso di avvicinare all’arte contemporanea – privilegiando l’approccio informale – un pubblico sempre più eterogeneo per età e livello socio-culturale.

Dario Milana - Postatomico - 2012 - Silbernagl Undergallery, Milano - AAM 2012

Parliamo delle vendite.
Vista la crisi, di un vero e proprio incremento nelle vendite non si può certo parlare. Ho potuto constatare però che le gallerie che hanno portato avanti un progetto innovativo hanno riscosso un notevole successo. Si può comunque sostenere, secondo il nostro sondaggio fatto tra gli espositori, che le vendite si sono mantenute stabili. In particolare, i collezionisti che seguono AAM sin dai suoi esordi sono rimasti soddisfatti dei propri acquisti, mostrandosi però anche critici nei confronti di alcune selezioni curatoriali. Il nostro affezionato collezionista, Jean-Pierre Petit di Parigi, ha acquistato, durante la sua visita-lampo, la nuovissima opera di Alessandro Brighetti, Schizophrenia, dalla Galleria Oltredimore di Bologna.

Novità per le prossime edizioni?
Per il futuro ci proponiamo un’ulteriore crescita sotto tutti i punti di vista: l’inserimento di nuovi ruoli curatoriali e l’apporto di ancora più numerose gallerie straniere. Il fine è consolidare la nostra posizione di evento indipendente e complementare alle fiere tradizionali, con l’auspicio che AAM accolga un pubblico sempre più eterogeneo dal punto di vista sia culturale che sociale, diventando così una kermesse di riferimento. Gli ambiziosi progetti previsti per la quinta edizione di AAM, che avrà luogo dal 12 al 14 aprile 2013, sono prematuri da divulgare, ma saranno senza dubbio innovativi.

Glaser-Kunz - Jane & Will - 2010-11 - Gagliardi Art System, Torino - AAM 2012

Quali altri progetti ha in cantiere?
Tanti, troppi! Oltre ad AAM 2013 ci sono una serie di interessanti progetti fuori dall’Italia. Il primo è senz’altro LINK Artfair a Miami e Hong Kong: si tratta di due progetti-fiera nelle città che hanno sapientemente saputo polarizzare tutto il sistema dell’arte contemporanea globale. In cantiere ho poi varie personali in Gran Bretagna… Insomma, poco riposo e tanto entusiasmo!

Alessia Delisi

www.arteaccessibile.com
www.link-artfair.com

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Alessia Delisi
Palermitana d'origine e milanese d'adozione, intraprende la carriera di giornalista freelance subito dopo la laurea in Filosofia Estetica che consegue con il massimo dei voti e una tesi su Rayuela di Julio Cortázar. Scrive di arte, design, cultura e culinaria ed è coautrice di una pellicola indipendente argentina. Il suo rapporto con la scrittura è di natura estremamente passionale.
  • thegrassisgreener

    Jane & Will erano uno spettacolo

  • Stiz

    ……12 000 spettatori avete esagerato la metà esatta se va bene… affordable art fair ne ha fatti veramente ed erano paganti.