Il Fondo Unico per lo Spettacolo dà i numeri

Dal 2015 i criteri e i parametri per l’attribuzione di parte del FUS cambieranno per decreto ministeriale. Con un meccanismo basato su tre parametri e valutazione in massimo 100 punti dei progetti selezionati. Ecco come funzionerà.

La sede MiBACT in via del Collegio Romano
La sede MiBACT in via del Collegio Romano

Nel 2014 il Fondo Unico per lo Spettacolo ammontava a 406 milioni (circa 187 milioni sono andati al settore della lirica, 64 a quello del teatro di prosa, 56.5 a quello della musica e rispettivamente 10.5 e 5 milioni sono stati assegnati a progetti dei settori della danza e delle attività circensi).
Nelle intenzioni del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali le nuove regole di assegnazione delle risorse del FUS rispondono alle esigenze di trasparenza e semplificazione richieste anche dalla legge cosiddetta Valore cultura, secondo la quale tale assegnazione deve avvenire tenendo conto “dell’importanza culturale della produzione svolta, dei livelli quantitativi, degli indici di affluenza del pubblico, nonché della regolarità gestionale degli organismi”.
La domanda da presentare al Ministero deve contenere, tra gli altri documenti e dichiarazioni richiesti, il progetto artistico triennale (o di durata massima di diciotto mesi nel caso di tournée all’estero) con il programma annuale contenente, per ogni anno di riferimento, i dati e gli elementi relativi ai tre nuovi parametri richiesti: qualità artistica, qualità indicizzata e dimensione quantitativa del progetto. Le domande di contributo presentate, infatti, sono valutate attribuendo ai relativi progetti un punteggio numerico, fino a un massimo di 100 punti, articolato secondo i parametri e le loro relative quote. La domanda di contributo viene respinta per carenza qualitativa qualora il punteggio complessivo conseguito sia inferiore a 30 punti.
I parametri sono indicati espressamente dalla normativa:

a) qualità artistica, fino a un massimo di 30 punti, attribuiti dalle commissioni consultive competenti per materia, secondo i parametri previsti per ogni settore di cui allo specifico allegato al decreto;

b) qualità indicizzata, fino a un massimo di 30 punti, attribuiti dall’amministrazione in maniera automatica secondo i parametri e la formula di calcolo previsti per ogni settore di cui ad altro allegato al decreto;

c) dimensione quantitativa, fino a un massimo di 40 punti, attribuiti dall’amministrazione in maniera automatica secondo i parametri e la formula di calcolo previsti per ogni settore di cui ad altro allegato al decreto.

Il problema? Negli allegati richiamati dal decreto sono elencati moltissimi indicatori, operanti in ciascun settore considerato, sistemati per tabelle e organizzati nella loro rilevanza secondo formule matematiche piuttosto complesse. Formule che sono di difficile comprensione e non appaiono esattamente l’attuazione migliore possibile della direttiva sulla trasparenza contenuta nella legge. Un esempio: provate ad aprire il link qui sotto…

Claudia Balocchini

http://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/serie_generale/caricaPdf?cdimg=14A0645400300010110001&dgu=2014-08-19&art.dataPubblicazioneGazzetta=2014-08-19&art.codiceRedazionale=14A06454&art.num=1&art.tiposerie=SG

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Claudia Balocchini
Claudia Balocchini è avvocato, iscritta all'Ordine degli Avvocati di Firenze dal 2007 è specializzata nel diritto degli enti e delle società, in diritto tributario nonché tutela dei beni culturali e delle opere creative e dell’ingegno. E' consulente per società ed enti no-profit in materia di costituzione e start-up, modifiche statutarie, governance, pianificazione fiscale, tutela dei patrimoni, fundraising e project managing. Dopo un master in diritto tributario a Firenze ed un corso di alta formazione manageriale in campo culturale presso la LUISS a Roma, applica le proprie competenze professionali anche al contesto culturale contemporaneo.