A Sydney verrà demolito e ricostruito il Powerhouse Museum. Per un costo di 890 milioni di dollari

Fa discutere in Australia il progetto faraonico che prevede la demolizione e la ricostruzione del Powerhouse, museo delle scienze e delle arti applicate nel cuore di Sydney. Nell’area su cui attualmente sorge il museo verranno eretti edifici commerciali e residenziali, un museo di design e un teatro. Costo dell’intera operazione? 890 milioni di dollari…

Powerhouse Museum a Sydney
Powerhouse Museum a Sydney

Ultimamente abbiamo parlato dei piani di espansione che vedono protagonisti soprattutto fondazioni e istituzioni museali americane, in questo periodo alle prese con ambiziosi progetti di rivitalizzazione e ristrutturazione dei propri spazi espositivi per investimenti che ammontano a diverse decine di milioni di dollari. Cifre da capogiro – in questo articolo potrete farvi un’idea –, ma niente a confronto delle centinaia di milioni di dollari che stanno per essere investiti per demolire e ricostruire ex novo un museo a Sydney. Protagonista di questa vicenda che sta facendo discutere l’Australia intera, è il Powerhouse, museo che, insieme al Sydney Observatory e al Museums Discovery Centre, fa parte del MAAS – Museum of Applied Arts and Sciences, istituzione fondata nel 1879 le cui collezioni vertono intorno a storia, scienza, tecnologia, design, industria, arti decorative, musica e trasporti. Un colosso della cultura australiana che ha intenzione di diventare ancora più grande: è prevista per il 2023 infatti la conclusione dei lavori di realizzazione della nuova sede del Powerhouse, un progetto che costerà – preparatevi – quasi 900 milioni di dollari.

DEMOLIRE E COSTRUIRE MUSEI

Il motivo di questa cifra esorbitante? Tutto sta nei numerosi, complicati e onerosi step di quello che è stato definito dal museo “The MAAS project”: l’attuale sede del Powerhouse si trova a Ultimo, nel cuore di Sydney, e presto verrà demolita per costruire la nuova struttura a Parramatta, a 23 chilometri di distanza da Ultimo. Per realizzare il nuovo Powerhouse dovranno essere demoliti ben 7 edifici storici di Parramatta, mentre a Ultimo verrà innalzato un grande polo cittadino dedicato alle industrie creative del design, della moda e dell’architettura, costituito da edifici residenziali e commerciali, un teatro in stile Broadway di 1500 posti e un museo d’arte. L’intera massiccia operazione immobiliare costerà ben 890 milioni di dollari, ma l’obiettivo del governo del New South Wales è quello di riuscire a ricavare fino a 500 milioni di dollari dalla vendita dei terreni – di proprietà statale – su cui attualmente sorge il museo. Scopo del MAAS, invece, è quello di realizzare il più grande museo del New South Wales con il più grande planetario australiano, 18.000 metri quadrati di spazi dedicati a esposizioni, eventi pubblici, attività per bambini e persino un “salotto” sulla riva del fiume Parramatta, con bar, negozi e angoli dedicati allo studio e ad attività ricreative.

L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

Quella in corso a Sydney è in tutta evidenza una rivoluzione urbanistica, che però lascia perplessi non pochi esponenti del mondo della cultura. Molti infatti si chiedono cosa sarà degli oltre 500.000 oggetti delle collezioni del Powerhouse, tra cui spicca un motore a vapore Boulton e Watt del 1785 e Catalina, il primo idrovolante ad aver attraversato il Pacifico meridionale per giungere in Sud America, nel 1951. “Siamo sull’orlo di un programma di alienazione di beni pubblici davvero pericoloso”, ha dichiarato Kylie Winkworth, ex fiduciario del museo Powerhouse. “Non hanno posti in cui collocare le opere molto grandi.Quale governo civilizzato programma un progetto da 900 milioni di dollari per ridurre un grande museo statale, renderlo meno accessibile ai visitatori declassando le sue strutture e facendo sorgere il museo su una riva del fiume soggetta a inondazioni? Sarebbe più economico mantenere il museo e costruirne uno nuovo museo a Parramatta”, conclude Winkworth.

– Desirée Maida

www.new.maas.museum

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.