Rubato capolavoro di de Chirico dal museo di Béziers in Francia. E scattano le polemiche

Sottratta in pieno giorno da un museo nel cuore Béziers, città del Sud della Francia, un’opera di Giorgio de Chirico considerata di valore inestimabile. La polizia francese denuncia il furto con una settimana di ritardo. E, passato lo sgomento, scattano le inevitabili polemiche…

Composizione con autoritratto Giorgio de Chirico
Composizione con autoritratto Giorgio de Chirico

Un furto che ha dell’incredibile, probabilmente commesso con un taglierino o un piccolo coltello da cucina. Sicuramente in pieno giorno. Scompare dal Musée des Beaux-arts di Béziers, città di 80.000 abitanti nel sud della Francia, l’opera “Composizione con autoritratto” di Giorgio de Chirico (Volo, Grecia, 1888 – Roma 1978) considerata di valore inestimabile.

IL MUSEO

Il Musée des Beaux-arts di Béziers ospita una collezione che spazia dall’arte medievale fino ai giorni nostri, distribuita su due sedi: l’Hôtel Fabrégat et l’Hôtel Fayet. Il museo presenta alcune opere d’arte di pregio come alcuni disegni di Géricault e Delacroix. La maggior parte dello spazio espositivo è occupato, però, dalla collezione di Jean Moulin, eroe della resistenza francese e simbolo della lotta al nazifascismo, nato proprio a Béziers. Moulin ha raccolto durante la sua vita una collezione cospicua di opere d’arte che nel 1975 è stata donata alla cittadinanza dalla sorella del patriota.

IL FURTO

L’opera, realizzata nel 1926 da de Chirico, faceva parte della collezione di Jean Moulin ed era conservata all’Hôtel Fabrégat. Il museo accoglie l’intera collezione di Jean Moulin che include opere di Soutine, Raoul Dufy, Krémègne e Suzanne Valadon, rimaste tutte al loro posto.
Il furto risale al 16 novembre, ma è stato annunciato con oltre una settimana di ritardo dalla polizia francese. È stato un custode del museo, che si trova nel centro della città, a scoprire, dopo l’orario di chiusura, che l’opera era stata sottratta. Un furto definito “chirurgico” dai media d’oltralpe per la modalità con cui la tela è stata staccata dalla cornice e che fa pensare ad una rapina su commissione. L’indagine è stata affidata alla polizia giudiziaria di Montpellier che, al momento, brancola nel buio anche perché il museo non ha nessun sistema di videosorveglianza né interno né esterno e, dunque, trovare i ladri sarà un’impresa non facile.

LE POLEMICHE

E, passato lo sgomento, naturalmente in Francia sono immediatamente scattate le polemiche. Ci si domanda come sia possibile sottrarre una tela di così grande valore da un museo di dimensioni limitate durante l’orario di apertura e in pieno centro e soprattutto come sia possibile che i ladri abbiano potuto agire indisturbati. Una tela che, a causa della sua fama e del grande valore economico, è assolutamente difficile vendere sia in Francia che all’estero. Ironia della sorte anche perché il sindaco di Béziers, eletto con il sostegno del Front National di Marine Le Pen, aveva fatto della lotta alla criminalità, della sicurezza e della tutela del patrimonio cittadino gli assi portanti della sua politica. L’opera di de Chirico, inoltre, era destinata ad essere spostata nel museo che dovrebbe sorgere all’interno della casa natale di Jean Moulin e i cui lavori sono stati bloccati dall’opposizione locale. Al di là di ogni polemica, resta il fatto che è scomparsa un’opera definita dagli esperti di valore inestimabile, perché se è vero che il padre della metafisica ha dipinto decine di autoritratti e pur vero che la “Composizione con autoritratto” in cui de Chirico si è rappresentato come un fantasma rappresenta un unicum assoluto all’interno della sua produzione.

– Mariacristina Ferraioli

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AutoreGiorgio De Chirico
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.