Viaggio in Olanda. Tra Vermeer e Alma-Tadema

Un’affascinante accoppiata di mostre inaugura l’autunno espositivo dei Paesi Bassi, puntando lo sguardo sulla produzione pittorica locale. Dal Mare del Nord alla Frisia, un colpo d’occhio su oltre due secoli di creatività olandese.

Sir Lawrence Alma-Tadema, The Roses of Heliogabalus, 1888, Colección Pérez Simón, Mexico. Photo © Arturo Piera
Sir Lawrence Alma-Tadema, The Roses of Heliogabalus, 1888, Colección Pérez Simón, Mexico. Photo © Arturo Piera

DUE MOSTRE, DUE STORIE
La nuova stagione espositiva dei Paesi Bassi ha preso il via con due focus museali di grande impatto storico e visivo, inaugurati a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro. Geograficamente e temporalmente lontane, le due rassegne accendono, tuttavia, i riflettori, su una tradizione artistica comune, che affonda le radici nel territorio olandese. Sia la mostra allestita presso il Mauritshuis dell’Aia sia la monografica intitolata a Lawrence Alma-Tadema dal Fries Museum di Leeuwarden – Capitale Europea della Cultura 2018 – parlano una lingua fatta di pittura e luce, ancorata all’identità del Paese che le ospita. Seppur indipendenti l’una dall’altra, le due rassegne celebrano un talento tutto olandese nell’evocare, attraverso materia e colore, vicende fatte di dettagli minuti e simbologie ariose, alternando registri che spaziano dalla quotidianità più concreta ai rimandi storici e mitologici più raffinati, senza dimenticare una tecnica meticolosa, quasi irreprensibile.

Jan Steen, A Woman at her Toilet, 1663, Royal Collection Trust - © Her Majesty Queen Elizabeth II 2016
Jan Steen, A Woman at her Toilet, 1663, Royal Collection Trust – © Her Majesty Queen Elizabeth II 2016

UN DIALOGO TRA CORONE
Mettendo in campo un vero e proprio dialogo fra corone, At Home in Holland: Vermeer and his Contemporaries from the British Royal Collection riporta temporaneamente “a casa” alcuni fra i capolavori della Golden Age olandese, che punteggiano un display tradizionale, ritmato da un azzurro tenue e da un rosso acceso. Ventidue dipinti appartenenti alla collezione reale britannica, di proprietà della regina Elisabetta II, cui si aggiunge un’unica opera custodita dal Mauritshuis – La giovane madre di Gerrit Dou – danno vita a una trama corale in cui l’ironica passione per il dettaglio – la memoria di Bosch è scolpita nei pennelli dei suoi successori – si mescola a una sfumatura di solennità quasi didascalica, tirando i fili di uno storytelling ante litteram. Ecco allora che le atmosfere scanzonate delle taverne e delle feste di paese – descritte da Jan Steen o Adriaen van Ostade, cariche di particolari curiosi e leggeri – cedono il passo all’intimità domestica tratteggiata da Nicolaes Maes, Gerrit Dou, Gabriël Metsu e alternata alla coinvolgente malizia di un’opera come Donna alla toeletta di Jan Steen, in cui un solo gesto, a prima vista innocente, è capace di catturare lo sguardo e di catapultarlo oltre la precisione delle quinte architettoniche. Attraverso una narrazione fluida, che raggiunge il suo acme nella sempre splendida Lezione di musica di Johannes Vermeer, si dipana la storia del popolo olandese secentesco, descritto in presa diretta dagli artisti allora contemporanei.

Sir Lawrence Alma-Tadema, The Roses of Heliogabalus, 1888, Colección Pérez Simón, Mexico. Photo © Arturo Piera
Sir Lawrence Alma-Tadema, The Roses of Heliogabalus, 1888, Colección Pérez Simón, Mexico. Photo © Arturo Piera

TRA PITTURA E CINEMA
Con le dovute differenze temporali, la medesima inclinazione da storyteller si ritrova anche nell’inarrestabile Lawrence Alma-Tadema (Dronryp, 1836 – Wiesbaden, 1912), protagonista di Classic Charm, la rassegna allestita presso il museo di Leeuwarden e destinata a fare tappa anche a Vienna e Londra. Innamorato del dettaglio e di una tecnica pittorica rigorosa, affinata negli anni, Alma-Tadema ha saputo dare corpo a un immaginario classico, fatto di atmosfere rarefatte, eppure incredibilmente puntuali. L’antichità egizia e romana, al pari dei rimandi alla mitologia greca, diventano, nella mani del pittore, una sorta di artificio scenico, da utilizzare per stabilire i contorni di una vita domestica quotidiana – dove il passato sfuma nel presente– usando lo studio come sfondo e, in un certo senso, teatro. Un sapiente gioco di scenografie abbraccia le figure ritratte da Alma-Tadema, spesso legate a lui da profondi rapporti d’affetto, accentuando la sensazione di una storia nella storia che emerge dalle tele dell’artista. Non è casuale che le sue opere abbiano ispirato l’immaginario cinematografico del primo Novecento, come sottolineato dall’efficace scelta espositiva di accostare alcuni dei migliori dipinti di Alma-Tadema a spezzoni di lungometraggi percorsi da suggestioni affini. Un’attitudine alla narrazione, quella mostrata dalla pittura olandese, che ha saputo mantenersi viva oltre il tempo e gli stili, influenzando l’immaginario visivo comune, ben oltre i limiti dei Paesi Bassi.

Arianna Testino

L’Aia // fino all’8 gennaio 2017
At Home in Holland: Vermeer and his Contemporaries from the British Royal Collection
a cura di Desmond Shawe-Taylor e Quentin Buvelot
MAURITSHUIS
Plein 29
+31 (0)70 3023456
[email protected]
www.mauritshuis.nl

Leeuwarden // fino al 7 febbraio 2017
Alma-Tadema – Classic Charm
a cura di Elizabeth Prettejohn, Peter Trippi, Ivo Blom
FRIES MUSEUM
Wilhelminaplein 92 
+31 (0)58 2555500 
[email protected]
www.friesmuseum.nl

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.