Sughero e droni. Il Muos di Niscemi visto da Aldo Premoli

L’aeroporto di Catania è il quarto in Italia per numero di transiti. La Sicilia ne vanta altri tre: Palermo, Trapani e Comiso. Più quello militare di Sigonella, in una posizione eccellente per sostenere le operazioni intraprese dalla Sesta Flotta della U.S. Navy nel Mediterraneo… Un editoriale di Aldo Premoli.

Sul tratto di autostrada che collega Catania con Sigonella mi capitato di osservare di recente il volo lento di un drone. Non di quelli giocattolo che si vendono ormai ovunque, ma di uno di quelli veri, con la sua sagoma grigia e il rilievo di un’inesistente cabina di pilotaggio. Troppo grande per semplici riprese del traffico su strada, poteva essere stato utilizzato per la ricognizione di quell’altro traffico che sono i barconi carichi di migranti alla deriva nel Canale di Sicilia? O rientrava da qualche missione sui molti territori instabili che circondano il sud del Mediterraneo?
La Sicilia vanta un nuovo primato: ospita da gennaio a Niscemi, in una sughereta già riserva orientata, il MUOS – Mobile User Objective System, un sistema di comunicazioni satellitari adottato dalla marina americana per connettere forze navali, terrestri e aerei con o senza pilota con i centri di intelligence situati in ogni parte del mondo.

Un murale di Blu a Niscemi
Un murale di Blu a Niscemi

Il sistema è composto da tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due antenne alte 149 metri. Funziona con tre postazioni gemelle a terra (in Virginia, Hawaii e Australia) collegate a quattro satelliti orbitanti.
In Sicilia doveva stare a Sigonella ma le radiazioni emesse sono così potenti da costituire un rischio per i detonatori dei sistemi d’arma presenti nell’aeroporto. Radiazioni del genere sono ovviamente pericolose anche per il personale militare, ma paiono invece non destare preoccupazione (tra le autorità) per i residenti di Niscemi e Caltagirone, che stanno a pochi chilometri di distanza. L’allora ministro La Russa ha fatto di tutto per avere il MUOS nella sua Sicilia, mentre l’attuale governatore Crocetta ha dapprima polemizzato, poi negato, poi ricorso, però alla fine la concessione è arrivata.
Quella forma che si librava a bassa quota sull’autostrada vicino a Catania è davvero la più perfetta per simboleggiare i tempi difficili che stiamo vivendo.

Aldo Premoli
trend forecaster

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #22

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Aldo Premoli
Milanese di nascita, vive a Milano, Catania, New York e Washington dove lavorano i suoi figli. Tra il 1980 e il 1982 collabora con le riviste Belfagor di Luigi Russo e Alfabeta di Nanni Balestrini. Nel 1984 cura l’edizione di “Moda e Musica nei costumi di Sylvano Bussotti”. Giornalista professionista, tra il 1989 e il 2000 dirige periodici specializzati nel settore tessile abbigliamento come L’Uomo Vogue, Vogue Pelle e Vogue Tessuti. Nel 2001 fonda Apstudio che fornisce consulenze di comunicazione e trend forecasting ad aziende e associazioni industriali italiane e straniere. Per questa attività, oltre ai Paesi europei, sono gli Stati Uniti e la Cina le mete più frequenti dei suoi spostamenti. Nel 2013 e 2014 dirige Tar magazine, rivista di arte scienza ed etica. Blogger di Huffington Post Italia, nel 2016 ha pubblicato insieme all’economista Maurizio Caserta “Mediterraneo Sicilia Europa. Un modello per l’unità europea” e ha fondato l’Associazione che porta lo stesso nome.
  • angelov

    Argomento molto scottante,
    che non riguarda la Cultura in generale,
    non certo in modo aperto,
    ma più ampi disegni di equilibri
    (di là dal mare, di là dei nostri sensi),
    che si estendono fino ad abbracciare
    persino i più profondi gironi dell’Inferno…