Il transfer of knowledge tra università e impresa

Università e impresa sono mondi ancora poco comunicanti e poche sono le esperienze di integrazione e scambio reciproco. Ma dall’Europa arrivano una serie di progetti che valorizzano le best practice e mettono insieme saperi distinti per un percorso di ricerca comune.

Il team di Glocalfinearte

Il ritardo della crescita e della competitività dell’economia italiana, di cui tanto si parla, si dovrebbe valutare su un doppio fronte: da una parte a causa dello stato deludente, se non addirittura arretrato, degli enti di ricerca, che in sede europea sono stati valutati come organi dall’operatività troppo blanda rispetto agli altri Paesi dell’Unione; dall’altro, fatti salvi i casi virtuosi, per una mancanza di spesa e di investimenti da parte delle imprese che, per conformazione e natura, sono spesso strutture di piccole-medie dimensioni, capaci di innovare senza avere però quell’impianto metodologico proprio della ricerca pura.
In una dimensione di integrazione e di risultati spendibili sul mercato, quella della cooperazione tra università e imprese è l’ipotesi che sempre più frequentemente viene presa in considerazione per produrre una sinergia proficua tra chi genera innovazione e chi genera ricerca in campi applicativi rilevanti. Su queste basi la Commissione Europea per la Ricerca e l’Innovazione ha promosso tale collaborazione attraverso borse di ricerca destinate a incentivare le eccellenze e a sviluppare processi virtuosi di complementarietà. Il programma IAPP ne è esempio. All’interno delle azioni Marie Curie, questo programma promuove partenariati e percorsi professionali tra industria e università, così da mettere in relazione pubblico e privato in uno scambio di competenze, di saperi e di discipline e portare alla luce soluzioni a problemi pratici che possano rendere competitivo e avanguardista il mercato comunitario.

Il Parlamento Europeo
Il Parlamento Europeo

Glocalfineart è il progetto di ricerca che nasce in seno alle azioni Marie Curie e che vuole fare chiarezza sulle complessità del mercato dell’arte contemporanea con l’obiettivo di produrre un modello econometrico predittivo con cui valutare i trend del mercato e le quotazioni future degli artisti. Una sfida che mette insieme competenze matematiche, economiche, informatiche e storico-analitiche grazie alla collaborazione dei suoi partner: la facoltà di Storia, Cultura e Comunicazione dell’Erasmus University of Rotterdam, la facoltà di Belle Arti dell’Università di Granada, l’azienda esperta nel settore ICT Bvisible e Monti&Taft. Lo scambio prevede che il team di ricercatori coinvolti si muova tra Italia, Spagna e Paesi Bassi per lavorare a una metodologia comune con uno scambio di know-how. Ciascun partecipante, per favorire un flusso di conoscenze tra mondo della ricerca e chi produce innovazione pragmatica, fornisce un pacchetto di strumenti utili a garantire lo sviluppo di capacità condivise, in virtù del transfer of knowledge, priorità del programma Marie Curie. Obiettivo del progetto è infatti accogliere e formare i ricercatori e per risolvere gap conoscitivi e amalgamare esperienze territoriali e culturali specifiche.
Monti&Taft, che al momento ospita due ricercatrici junior delle università coinvolte, offre un fitto programma di training indirizzato a trasmettere competenze in linea con l’expertise specifico della società: la raccolta dati in materia di arte contemporanea e la capacità di implementare strategie e meccanismi d’azione per il sistema culturale. Grazie alla rete di relazioni tra la società e il tessuto culturale e imprenditoriale italiano, i ricercatori hanno avuto modo di incontrare e conoscere esperienze che attraversano in modo trasversale i temi dell’arte e della cultura. Ad esempio Neve Mazzoleni, Artistic e Cultural Advisor di UniCredit, ha tenuto una relazione sul rapporto tra banche e collezionisti, evidenziando quanto un uso evoluto degli strumenti digitali sia fondamentale per assumere posizioni strategiche da un punto di vista informativo e promozionale. Paola Capata, della Galleria Monitor di Roma, ha presentato vantaggi e svantaggi delle misurazioni e della raccolta dati nel mercato artistico. Barbara Guidotti, specialista per Christie’s di arte moderna e contemporanea, ha affrontato gli andamenti delle valutazioni e i comportamenti dei mercati secondari.

Una mostra alla galleria Monitor di Roma, partner di Glocalfineart
Una mostra alla galleria Monitor di Roma, partner di Glocalfineart

Un programma di tutorship condotto dallo staff dell’azienda, laboratori per risolvere questioni pratiche relative al trattamento dei dati tenuti da professionisti del settore informatico, tavole rotonde per condividere i risultati e i contributi dei ricercatori sono alcuni dei principi guida di cui si è fatto impiego per avvicinare accademia e impresa, in un dialogo a porte aperte tra principi teorici e complessità del mondo reale.
Una risposta, quella promossa dalla Commissione Europea, che rende possibile la crescita e la condivisione di idee, e che inverte la rotta alla ricerca di nuovi stimoli e di un aumento dei benefici per l’intero mercato.

http://glocalfineart.org/