Demanio Marittimo. Cultura da spiaggia

In spiaggia di notte. Per parlare di architettura con i curatori dei padiglioni nazionali alla Biennale di Rem Koolhaas e di arte contemporanea con Adrian Paci e Davide Quadrio. Tra proiezioni di videoarte e uno spuntino a base di pizze d’autore. Torna nelle Marche “Demanio Marittimo”, one night culturale sotto le stelle.

Demanio Marittimo km 278
Demanio Marittimo km 278

C’è un posto in Italia dove in spiaggia non si leggono solo Harmony o Gazzetta dello Sport. Un posto dove a bomboloni e coccobbéllo si sostituiscono golosi esperimenti di street food; dove le reti non si gettano nella speranza di pescare qualcosa ma si tessono, con la certezza di costruire connessioni affascinanti. Un posto dove l’aggettivo ‘scientifico’ non è necessariamente applicato al solo scopone.
In Italia c’è il Lungomare Italia di Marzocca di Senigallia, nelle Marche, dove all’altezza del civico 11 va in scena la quarta edizione di Demanio Marittimo: one night di cultura con le infradito, da vivere con tutta la leggiadra piacevolezza che offre l’estate direttamente sulla battigia. Parte al tramonto di venerdì 18 luglio, intorno alle 18, la rassegna curata come da prassi da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, sostenuta tra i vari enti e soggetti anche dal Maxxi; un evento che invita a riflettere sul presente e il futuro di arte e architettura, imprese creative e innovazione, assumendo come cono ottico uno sguardo trasversale tra questa e l’altra sponda dell’Adriatico. Nella condivisione di modelli, buone pratiche e soluzioni possibili. Partendo dalla costruzione e narrazione della quotidianità del paesaggio.

Demanio Marittimo km 278 - Davide Won, Il lusso della scarpetta
Demanio Marittimo km 278 – Davide Won, Il lusso della scarpetta

Muove dagli spunti suggeriti dalla Biennale di Rem Koolhaas la complessa e articolata indagine sui linguaggi dell’architettura proposta quest’anno da Demanio; uno spunto declinato in veste dialogica grazie ai contributi delle firme che partecipano alla kermesse lagunare (da Eva Franch, curatrice del Padiglione Usa, a Xenia Witulewa del Padiglione Russia, fino agli inglesi del gruppo Crimson Architectural Historians e al kosovaro Bekim Ramku) ma anche in forma di show. Con le due mostre prodotte dal Maxxi che guardano alle urgenze dell’architettura italiana per il terzo millennio e all’esperienza dei compassi italiani di giovane generazione alle prese con progetti all’estero. Un discorso, quello dell’internazionalità, che prosegue sulla tensione tra local e global espressa dalla chiacchierata via satellite con l’architetto paulista Marcio Kogan, ospite della passata edizione della Biennale di Venezia.
La Cina di David Quadrio e l’Albania di Adrian Paci: la sezione dedicata all’arte propone sguardi d’autore su Paesi emergenti vicini e lontani; ma anche una rielaborazione del ruolo mitopoietico dell’artista affidata alla curatela di Andrea Bruciati. È lui a restituire al Mediterraneo la sacralità di luogo magico, spazio per creatività nuove e antiche, coordinando la performance che coinvolge sei artisti italiani e balcanici di ultima generazione (Paola Angelini, Thomas Braida, Lorenzo Morri, Barbara Prenka, Sulltane Tusha e Nežka Zamar); ed è lui a curare la collettiva video, nata nell’orbita di ArtVerona, che vede in scena tra gli altri Moira Ricci e Luigi Presicce, Michael Fliri e Francesca Grilli, i fratelli De Serio e Marzia Migliora.

Demanio Marittimo km 278, Ronen Kadushin
Demanio Marittimo km 278, Ronen Kadushin

Tra una chiacchierata sul design e il concetto di made in Italy, e una discussione sui temi imposti dalla necessità da parte della cultura di affrontare la sfida linguistica lanciata dall’uso massiccio dei social media, si fa presto a tirare l’alba. Ed è facile venga fame: da qui la preziosa partecipazione di Mauro Uliassi e Giovanni Mandara, quest’ultimo impegnato dal 2011 in un fortunato progetto di nobilitazione della pizza a regina della tavola.

 

Francesco Sala

 

http://demaniomarittimokm278.blogspot.it

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.