Monumenta. La città utopica dei Kabakov a Parigi

Ottava edizione per “Monumenta”, la rassegna annuale che invita un artista a occupare gli spazi immensi del Grand Palais parigino. Ma quest’anno la monumentalità cede il passo alla riflessione, grazie alla città dedalica costruita dai coniugi Kabakov.

Parigi, Grand Palais - Monumenta

La sesta edizione di Monumenta presenta un lavoro di Ilya & Emilia Kabakov (Dnipropetrovsk, 1933 e 1945; vivono a Mattituck). Sotto la grande vetrata del Grand Palais, la coppia di artisti russi presenta L’Étrange Cité, un lavoro che trae ispirazione da momenti storici del passato, soprattutto dal Rinascimento e dal Romanticismo, e che dimostra fascino e ammirazione per i progressi scientifici.
Attraverso un dedalo di strade che si snodano intorno a otto costruzioni, lo spettatore si muove vicino agli edifici in un sinuoso percorso. Questa città utopica, che si estende in una superficie totale di 1.500 mq, è costituita da mondi diversi. All’interno del doppio cerchio di mura che racchiude e delimita la città, si aprono al pubblico misteriosi universi con suggestivi titoli metafisici: Il Museo vuoto, Manas, Il Centro di Energia Cosmica, Come incontrare un angelo?, I Portali sono i nomi dei cinque edifici costruiti dai Kabakov. A questi si aggiungono La Cupola,che introduce lo spettatore all’ingresso dell’installazione e, all’esterno del primo cerchio di mura, si trovano gli ultimi due ambienti, La Cupola Bianca e La Cupola Scura.

Ilya e Emilia Kabakov - Photo Mirco Magliocca
Ilya e Emilia Kabakov – Photo Mirco Magliocca

Il curatore Jean-Hubert Martin definisce L’Étrange Cité come un percorso iniziatico di matrice umanistica, dove i Kabakov mettono in luce le aspirazioni e le ricerche dell’uomo.
Dal 2007 Monumenta invita ogni anno un artista a presentare un’opera che possa confrontarsi con le gigantesche dimensioni del Grand Palais: negli anni, questa manifestazione ha presentato quindi lavori in situ di grandi artisti quali Anselm Kiefer, Richard Serra, Anish Kappor e Daniel Buren. L’Étrange Cité si inserisce perfettamente all’interno di questo percorso di esposizioni, anche se si presenta come meno spettacolare e, a prima vista, meno attrattiva delle precedenti. Si è ben lontani da una Monumenta che impone autoritariamente il suo grande spettacolo: quest’anno si predilige l’ordine, inteso come momento di riflessione, che invita a lasciarsi suggestionare da questo percorso silenzioso che necessita di tempo per essere assaporato. Infatti lo spettatore di trova nella condizione di doversi perdere, proprio come in un labirinto, per percorrere tutta la città.
Il tempo impiegato nell’attraversare i diversi ambienti e farsi suggestionare dalla ricchezza di pensiero esposta in questa architettura monumentale fanno di quest’opera dei Kabakov la Monumenta più riflessiva e contemplativa.

Silvia Neri

Parigi // fino al 22 giugno 2014
Monumenta 2014 – Ilya & Emilia Kabakov – L’Étrange Cité
a cura di Jean-Hubert Martin
3 avenue du Général Eisenhower
www.grandpalais.fr

 

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Silvia Neri
Silvia Neri nasce a Vicenza nel 1985. Si laurea nel 2010 in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in Storia dell'Arte contemporanea su Cremaster 3 di Matthew Barney. Nel 2008/2009 collabora con il Centro Nazionale di Fotografia di Padova. Scrive dal 2010 per la rivista AreaArte e collabora con artisti per la realizzazione di video e cortometraggi e allestimento di esposizioni d'arte. Vive a Parigi dove studia Art Contemporain et Nouveaux Medias a un master recherche all'Université di Paris 8 e collabora con la Galerie Bernard Bouche.
  • Più che Monumenta io la definirei monumentina… uno spazio così affascinante usato per farci tante stanzine con tante piccole operette … evidentemente il piccolo si vende meglio … tristissimo …

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