Giuseppe Stampone e l’anima del volto. L’intervista

Alla GAMeC di Bergamo, il 4 giugno inaugura un percorso personale dell’artista italiano. Cento ritratti inediti, delineati dall’inchiostro della penna a sfera, cento volti di personalità dell’artworld faranno da contraltare a un video sul ritorno elementare all’arte. Abbiamo intervistato Giuseppe Stampone.

Giuseppe Stampone, Bic Data Blue, 2013-2014 Courtesy l'artista e prometeogallery - Foto: Giorgio Benni

Da Ai Weiwei a William Kentridge, da Marina Abramović a Shirin Neshat, da Jannis Kounellis a Maurizio Cattelan: questi sono alcuni fra i cento protagonisti di Ritratti – Bic Data Blue, galleria di volti frontali e a mezzo busto di Giuseppe Stampone (Cluses, 1972; vive a Teramo e Roma), realizzati appositamente per gli spazi della GAMeC di Bergamo. Prendendo a modello immagini trovate su Google e archiviate su iPhoto, i ritratti escludono la ripresa dal vero del soggetto, creando le premesse per una lettura politica dell’intero processo compositivo e del retrostante apparato concettuale. Artribune ha approfondito l’iter formale e allestitivo della personale attraverso la voce diretta dell’artista.

Com’è nata Ritratti – Bic Data Blue?
È una mappatura tecnicamente mutuata dagli Abbecedari, così come dal progetto Global Education, una ricerca nata due anni fa e oggi conclusa, proposta come un’esigenza, un’esperienza di tipo politico. In questo periodo, invece di preoccuparsi di “fare arte” unicamente realizzando mostre, partecipando a fiere, proponendosi a musei e via discorrendo, bisognerebbe rivedere il concetto di “essere” artista. Essere artisti eticamente, al di là del mercato e delle regole di un sistema sempre più autoreferenziale. In qualità di artisti, abbiamo una responsabilità che supera i meccanismi del sistema del quale siamo schiavi felici o infelici, a seconda della temporanea centralità che illusoriamente pensiamo di occupare. A mio parere bisogna piuttosto tornare a essere figure al centro del dibattito dell’arte, del dibattito sul senso che ha oggi fare arte e del suo ruolo nel mondo e nella società. Tutto questo soprattutto in un Paese come l’Italia, che vive un momento storico difficile.

Come si colloca la mostra nell’ambito di questa riflessione?
Questa mostra intende divenire uno strumento attraverso il quale inquadrare e comprendere quale sia il senso dell’essere artista oggi. Dopo cinque secoli di centralismo determinato dalla rappresentazione rinascimentale, si sono rotti gli argini della prospettiva, con la conseguente perdita del senso della nostra identità. Bisogna tornare al centro della propria essenza, al di là di ogni possibile declinazione.

Giuseppe Stampone, Bic Data Blue, 2013-2014  Courtesy l'artista e prometeogallery - Foto: Giorgio Benni
Giuseppe Stampone, Bic Data Blue, 2013-2014
Courtesy l’artista e prometeogallery – Foto: Giorgio Benni

Lavorando con la penna a sfera, quale aspetto ti ha permesso di delineare il tratto veloce ma pastoso di questa tecnica?
Oggi gran parte della conoscenza passa attraverso Internet, in particolare da Google. Le immagini in Rete esistono solo quando le si cerca. Allora appaiono, vivono per il tempo necessario, per poi tornare in non si sa quale magazzino. Io traggo proprio da questo non-luogo il modello compositivo da seguire per comporre i ritratti. L’insieme più popolare delle iconografie a cui mi ispiro fa riferimento a un gruppo di immagini, di volti che la maggior parte della gente conosce e associa ai personaggi da me selezionati. I ritratti fotografici ad alta risoluzione, che cerco su Internet per poi riproporli e riconfigurarli a penna, vengono successivamente eseguiti attraverso numerosi passaggi, grazie alla tecnica della velatura.
La penna a sfera è un medium che mi appartiene da molto tempo e che si adatta perfettamente al mio ruolo di pittore di corte. L’inchiostro, infatti, contiene un’alta percentuale di olio e rievoca la storia della ritrattistica da un punto di vista tecnico e artistico. I miei lavori, infatti, sono tutti pezzi unici e di medie misure, circa 45×70 cm. Una volta conclusi, i ritratti divengono un emblema, sfuggendo alla rapida mortalità prodotta dall’ambiente da cui sono state prelevate le immagini utilizzate per comporli; diventano opere perché ritrovano l’aspirazione all’eternità.

Con quali criteri sono stati scelti i cento soggetti e in quanto tempo sono stati composti?
È una visione multipla, sincronica e indelebile. Un’apparizione stratificata che non solo si interroga su come il ritratto è stato composto, ma anche sul perché è stato realizzato. Un’immagine che, attraverso l’inchiostro blu della penna a sfera, riproduce le aree di luce per trasposizione, apparendo in negativo. Ogni ritratto ha bisogno di molto tempo per essere ultimato e, sebbene stia lavorando a questo progetto da un anno e mezzo, mi sono preoccupato di porre i lavori in una cella frigorifera e di trattarli, per la prima volta, con il compasso, per dare ai contorni una sorta di tridimensionalità.
Per quanto riguarda la scelta dei volti, posso solo affermare che sono stati selezionati per tre motivi: pittoricamente, per la conformazione dei connotati; artisticamente, perché condivido le idee politiche sottostanti al loro lavoro; e, infine, per una mia personale affinità di pensiero. Non è un caso che abbia scelto di ritrarre, ad esempio, Alfredo Jaar, Ai Weiwei o Subodh Gupta.

Giuseppe Stampone, Bic Data Blue, 2013-2014  Courtesy l'artista e prometeogallery - Foto: Giorgio Benni
Giuseppe Stampone, Bic Data Blue, 2013-2014
Courtesy l’artista e prometeogallery – Foto: Giorgio Benni

Come si interseca, oppure come si differenzia, la dimensione temporale del ritratto e quella dell’autoritratto?
La mostra intende porre in evidenza l’importanza dell’essere artista, quale promotore di un’etica dell’immagine e del sé. Tutti, oggi, sono alla ricerca di autorappresentazione e autoaffermazione: la pratica continua del selfie ne è un esempio. Vi è però differenza tra il creativo e l’artista: quest’ultimo possiede, infatti, la coscienza dell’essere artista, ed è una persona che cerca di capire e di mostrare la propria essenza e le inquietudini che da essa derivano.

Ne esistono alcuni che, da “pittore di corte”, ricordi in particolare?
Tutti i ritratti – eccetto il mio autoritratto – mi sono risultati facili; mi sento una fotocopiatrice intelligente, uno scrivano dell’unicità. Non ho avuto alcuna défaillance nella composizione tecnica. Il mio giudizio critico si è, invece, arrestato molte volte durante la scelta dei soggetti. Mi sono dovuto domandare spesso quale fosse la scelta importante per me e per le cose in cui credo. Alla GAMeC presenterò i cento ritratti scanditi in tre moduli da trenta, e in uno da dieci. Serie definite concettualmente, per dividere i volti in macro-gruppi tematici.

Verrà anche proiettato il video inedito L’ABC dell’Arte: come si sviluppa questo lavoro?
Si tratta di un video girato in una scuola elementare americana e mostra alcuni bambini mentre disegnano le lettere dell’alfabeto. L’intento è raccontare l’arte a partire dai suoi fondamenti, dal suo ABC, proprio come se fossi un bambino. L’intenzione è tornare a sognare un’arte pre-sistema, guardandosi dentro, tornando alla gioia dell’essere e non alla fretta del fare. Attraverso questo video ho provato a recuperare le emozioni di quando ero piccolo, quando disegnavo per disegnare, quando senza filtro alcuno riproducevo i colori del cielo e i colori del mare.

Come interagiranno i lavori con gli spazi della GAMeC e quali nuovi significati potrebbero acquisire?
La GAMeC rappresenta una sorta di luogo continuo, uno spazio che ospita un passaggio ininterrotto tra classicità e contemporaneità. I miei cento ritratti, nella loro contemporaneità, risultano assolutamente classici, posthuman, rivisitati seguendo tecniche, misure, proporzioni e materiali antichi.

Progetti futuri?
A settembre inaugurerò una personale alla prometeogallery, a Milano, mentre a ottobre sarò a Roma con un’altra importante mostra all’Istituto Nazionale della Grafica. Inoltre, sto lavorando a un progetto per la Kunsthalle di Würth e a una personale a New York, tra dicembre 2014 e gennaio 2015.

Potresti formulare un augurio o esprimere un pensiero che accompagni la mostra sino alla sua apertura?
Citando Oscar Wilde, mi piacerebbe che chiunque vedesse la mostra fosse disposto a credere a tutto quel che risulta incredibile. Bisogna chiedere all’arte che il passaggio dalla materialità all’immaterialità rappresenti sempre il fantastico, abbandonando la rassegnazione logica alla scienza e alla tecnologia.

Ginevra Bria

Bergamo // dal 5 giugno al 27 luglio 2014
inaugurazione: 4 giugno 2014, ore 18.30
Giuseppe Stampone – Ritratti-Bic Data Blue
a cura di Giacinto Di Pietrantonio
GAMEC
Via San Tomaso 53
035 270272
www.gamec.it

 

  • martina pianaro

    devi fare anche luca rossi!

    • angela

      con la bic rossa!!

  • giangiacomo pasquini

    Un altro articolo su questo artista che fa i ritratti di personaggi famosi con la BIC era già apparso su Repubblica:

    http://www.repubblica.it/speciali/arte/gallerie/2014/05/15/foto/ritratti_con_la_bic-86209144/1/?ref=twhr#1

    un grande artista, non c’è che dire, ha fatto bene giacinto di pietrantonio ad invitarlo ad esporre alla gamec ;-)

    • S.P.

      No questi Sara Paglia sono fatte a mano quelle di stampone è photoshop

      • Claudia rosa

        Giuseppe stampone che ho conosciuto personalmente sono 10 anni che usa la penna,i suoi lavorisono nelle collezioni più importanti in Italia e in grandi collezioni estere ( vai sul suo sito clicca sulla sezioni musei e collezioni ).
        Giuseppe sono 15 anni che vive e lavora nell’arte .
        Una cosa è vera non è assolutamente un pittore , non è assolutamente un disegnatore è semplicemente una fotocopiatrice intelligente .

        • mario ban

          Claudia, un commento così insulso è veramente raro leggerlo … una fotocopiatrice intelligente??? Riguardo questi lavori a bic … totalmente insulsi e inutili anche loro! Disegni privi di ogni personalità.

  • 1) “In questo periodo, invece di preoccuparsi di “fare arte” unicamente realizzando mostre, partecipando a fiere, proponendosi a musei e via discorrendo, bisognerebbe rivedere il concetto di “essere” artista. Essere artisti eticamente, al di là del mercato e delle regole di un sistema sempre più autoreferenziale”
    2) “Progetti futuri? A settembre inaugurerò una personale alla prometeogallery, a Milano, mentre a ottobre sarò a Roma con un’altra importante mostra all’Istituto Nazionale della Grafica. Inoltre, sto lavorando a un progetto per la Kunsthalle di Würth e a una personale a New York, tra dicembre 2014 e gennaio 2015.”
    Mettendo insieme 1) e 2) sento odore di ipocrisia…oggi ritengo necessario tornare ad essere rigorosi con se stessi. Se non ti piace il mondo dell’arte ma ti piace l’arte, lascia il primo e concentrati in toto sul secondo. Basta compromessi. Un consiglio: GS (è un caso che è la sigla di un vecchio supermercato?) hai aperto questa mostra per esprimere questa tua idea, ok ora prendi tutti i tuoi lavori senza dire nulla a GDP e co. e portali via lasciando un biglietto del tipo ” torno subito … a fare l’artista”. Un etico in bocca al lupo.

    • Laura bianchi

      Il maestro Stampone purtroppo è troppo avanti per una forma mentale come la tua .
      Non togliere mai il testo dal contesto altrimenti poi ti perdi e vai fuori pista !.

      • Dimmi perchè GS è troppo avanti? Può essere, non lo escludo a priori, ma dimmi perchè… del resto ho parlato di odore di ipocrisia, è un fumus (basato sulle info a me disponibili) non una certezza. Sono pronto anche a cambiare idea a fronte di nuovi dati, che mi aspetto da te.

        Sulla seconda tua affermazione: è vero ho estrapolato delle frasi non direttamente connesse dal “maestro” ma dette da lui nella stessa intervista… un “maestro” non si dovrebbe far cogliere impreparato, mostrando una possibile incoerenza tra due frasi dette a breve distanza, sopratutto quando fa affermazioni che vogliono porsi su un elevato piano etico.
        E’ come se io fossi Ministro dell’Ambiente che lotta per migliorare le condizioni dell’aria che respiriamo e circolassi con un auto Euro 0

        • filippone…

          Stai troppo indietro per capire chi sta troppo avanti ne riparleremo tra qualche anno.

          • come dice Moretti: “chi parla male (e uno che ripete sempre le stesse cose senza motivarle per ben due volte non può non esserlo) pensa male”.

          • CaPo

            Già dal nome CoDa,stai indietro a priori!!Bello il nuovo nick luca rossi! Ciao

          • Bella battuta! Che però già la usavo io sul mio blog… Anzi é proprio il motivo per cui ho scelto questo nickname (che non é altro che le due sillabe del mio cognome e nome Colombo Daniele). Star dietro ti permette di vedere tutto quello che c’é davanti mentre chi si crede avanti non si accorge se qualcuno lo sta fregando ( per non dire altro) da dietro.
            Da questo, oltre che dai post di risposta a LR, qui su AT e altrove, Puoi capire che non sono lui. Comunque se tu pensi questo, io posso anche pensare che tu sia GS e ho colpito nel segno.
            Ccontinui a non rispondere il che non depone beneBella battuta! Che però già la usavo io sul mio blog… Anzi é proprio il motivo per cui ho scelto questo nickname (che non é altro che le due sillabe del mio cognome e nome Colombo Daniele). Star dietro ti permette di vedere tutto quello che c’é davanti mentre chi si crede avanti non si accorge se qualcuno lo sta fregando ( per non dire altro) da dietro.
            Da questo, oltre che dai post di risposta a LR, qui su AT e altrove, Puoi capire che non sono lui. Comunque se tu pensi questo, io posso anche pensare che tu sia GS e ho colpito nel segno.

          • Comunque, al di lá di questo simpatico e piacevole scambio, rimane che non rispondi a dovere alle domande importanti.

          • Giuseppe Stampone

            Ciao !
            Sono d’Io Giuseppe Stampone ,
            Mercoledì sera dopo la mostra ( che non è niente di interessante ! ) ci sarà una grande festa-cena con musica vino e cibo vieni così ti diverti un po’ ! Ti invito personalmente .
            Non ho mai usato un nome che non sia il mio ; sono troppo contento e fortunato di essere Stampone Giuseppe ! È bello prendersi la responsabilità del proprio pensiero mettere la propria faccia con il proprio nome e cognome .
            Se vieni alla festa ti aspetto così possiamo parlare guardarci in faccia e scambiarci idee e visione .
            Ciao a presto
            Giuseppe Stamp One .

          • Grazie dell’invito ma non amo le inaugurazioni delle mostre e poi ho un saggio musicale di fine anno di mia figlia. Poiché mi piacerebbe parlare con te, io abito a Roma e quando sei in città dimmelo (scrivi sul mio blog e ci mettiamo d’accordo) che ci incontriamo e parliamo delle questioni che ho sollevato nei post precedenti.

  • marco red

    hai ragione giacomo di sicuro andrò a visitarla…. la trovo originale

  • pino Barillà

    Gli artisti dagli inizi del ‘900 esauriscono i linguaggi sino
    al loro completo svuotamento ( 70 – 75 )

    I maghi che oggi sono nei paraggi dei 70 anni .
    Arrivati storicamente in netto ritardo hanno fatto scuola replicando quei
    linguaggi e facendo cosi delle belle varianti questo vale anche per le generazioni seguenti i Sessant’enni –
    50 – 40 – 30 – 20. Fino hai nostri giorni. Il risultato ….
    centinaia di migliaia di persone alla ripetizione.

    • saponaro

      mbè occorrerebbe che anche tu vada a ripetizione di Italiano (però) “ai nostri giorni” si scrive senza H !!!!! E ho detto tutto…

      • pino Barillà

        Le voglio dire che il mio computer mi aveva segnalato il problema…..

  • angelov

    Un giorno, un signore che camminava in una via di Budapest subito dopo un temporale, vide dei bambini che giocavano con delle biglie di vetro sulla strada; una di esse attraversando una pozzanghera, ne uscì tracciando dietro di se una scia bagnata sull’asfalto. Il signor Birò, questo era il suo nome, capì di aver trovato la soluzione a cui stava lavorando, che sostituisse la penna stilografica.
    Il barone Marcel Bich, nel suo studio di Torino, ricevette un commerciante che aveva tra i prodotti da proporre, anche un prototipo della penna inventata e brevettata da Birò, che nel frattempo si era trasferito in Argentina.
    La decisione di partire e di raggiungere l’inventore, per firmare con lui un contratto di produzione e gestione del prodotto, fu immediata.
    Al 2005 si stima che circa 100 miliardi di biro Bic siano state smerciate nel mondo, facendone probabilmente uno degli oggetti più popolari e diffusi della storia.

    • angeltaf

      uno degli oggetti più pop ed economici che ci siano al mondo…!! L’unica arma non violenta… ma che puo’ fare veramente ma veramente male!!

  • giorgina

    sono curiosa di sapere quali sono i volti dei cento protagonisti

  • Amerigo

    Cosa c’è di interessante in questi lavori? Proprio non capisco.

  • angelov

    Poesia per GS.
    Chissà quante Biro ha consumato
    per disegnare tutti quei fogli,
    ma quante birre si dovrà scolare
    per affogare nel luppolo
    l’immane senso di colpa
    d’aver tanto tempo perso
    in così vasta&vana prova…

    (soggetta a modifiche)

  • Lello

    Terribili ‘sti disegnini. Ma vi pare?