Anno 33 per Arco. Grande ottimismo per l’artweek madrilena

Con una media di 150mila visitatori da cinque edizioni a questa parte, quando Art Basel ne fa 75mila, è chiaro che la fiera madrilena riveste molti più significati del format fieristico per eccellenza. La manifestazione è così ufficiale e protocollata che sarà inaugurata giovedì, come di consueto, dai principi di Borbone. Ma l’attenzione al pubblico è altrettanto maniacale.

Arco 2013 - photo P.Mesegar

La maggiore vetrina artistica spagnola e iberoamericana è un’esperienza che si consuma ai margini della cultura mainstreem. È nel “pubblico allargato” che Arco continua a trovare un enorme consenso locale, grazie al coerente microcosmo dell’arte che promette e mai smentisce. Qualcosa da cui potrebbero imparare le nostre fiere, troppo spesso rivolte su se stesse o ai loro clienti, ma non al pubblico.
Anche la città assicura un artweek costellato da un’infinità di eventi, esposizioni, e dalle immancabili fiere satelliti: Art Madrid, JustMad, Flecha e Jäälphoto. L’ottimismo sembra più che giustificato. La notizia ha meno di un mese, ma in Spagna è già scattata una febbre di positività e fiducia nel mercato. La riduzione dell’Iva sulle opere d’arte – dal 21% al 15,5 % – è il primo freno del governo spagnolo alla recessione di alcuni settori dell’industria culturale; i settori che meno hanno retto l’incremento dell’Iva nell’ultimo biennio dall’8% al 21%. Arco 2014 si fa forte anche di collaudate strategie di mercato. Quest’anno la fiera dichiara con orgoglio che oltre il 20% del budget se ne è andato per invitare cinquecento influencer internazionali. Da collezionisti come Patrizia Sandretto e Anita Zabludowicz, da Jorge Pérez (PAM Miami) a Rolf A. Hoff, da Solita Mishaan a curatori di biennali e intere delegazioni di musei internazionali. Arco 2014 sarà, infatti, anche la sede del 3rd Meeting of European and Ibero-American Museums, dove spicca la presenza italiana di Andrea Bellini come direttore del Centre d’Art Contemporain di Ginevra.

Arco 2013 - photo P.Mesegar
Arco 2013 – photo P.Mesegar

Sono 218 le gallerie che prenderanno parte a quest’edizione, di cui 161 nel programma generale, 13 nel programma Focus Finland, 25 per Openings (sezione per espositori con meno di sette anni di attività) e 19 per SoloProjects, il programma dedicato alle mostre individuali. Passando in rassegna le presenze italiane di quest’anno, sono sette le giovani gallerie italiane scelte per Openings: Fluxia (Milano), Frutta (Roma), Laveronica (Modica), Collicaligreggi (Catania), P420 (Bologna), Spazio A (Pistoia); mentre nel programma generale si incontrano vecchie e nuove conoscenze di Arco come lo Studio Trisorio (Napoli), Torbandena (Trieste), Cardi (Milano) e Astuni (Bologna).
È però la formula del Paese ospite uno dei punti forti di Arco. Uno spazio di riguardo per l’arte internazionale all’interno della fiera, dove anche l’Italia è stata invitata, nel 2002, con una selezione di gallerie curata di Achille Bonito Oliva. L’impegno costante dell’evento madrileno per l’ampliamento dei network culturali si orienta quest’anno verso la Finlandia e il personaggio chiave di questo ponte è Leevi Haapala, curatore del Museo di Arte Contemporanea Kiasma di Helsinki. La scena artistica finlandese è cresciuta fortemente negli ultimi dieci anni, tanto da permettersi di rifiutare la generosa proposta della Fondazione Guggenheim per una franchigia museale a Helsinki, operazione, alla quale si sono fortemente opposti cittadini e istituzioni. Nel Focus Finland sono coinvolti i rappresentanti delle principali istituzioni per l’arte contemporanea locali: il Kiasma, il Frame Visual Art Finland, il Festival di Arte Contemporanea IHME e l’Helsinki International Artists Programme.
Leevi Haapala mette in scena tre grandi idee sull’arte finlandese: la presenza di una cultura visuale globale molto fotografica e orientata al video, la fantasia della natura decostruita e il protendere della malinconia verso il futuro. Queste le premesse da cui 13 delle 19 gallerie dell’Associazione Finlandese delle Gallerie d’Arte Contemporanea partecipano al focus. Non manca neanche l’arte finlandese più emergente, con la presenza la galleria SIC e Make Your Mark Gallery che entrano trasversalmente anche nel programma Opening. Il Focus Finland Pavilion ospita poi due video, installazioni di Heta Kuchka, due opposte prospettive femminili.

Elina Brotherus, Le Chemin, 2011
Elina Brotherus, Le Chemin, 2011

Tutto questo succede in fiera. Ma in città? Si comincia con After Arco. Grandi nomi per le conferenze organizzate al Reina Sofia, alla Casa Encendida e al Matadero: da Dan Graham che converserà con María Inés Rodriguez, fino al curatore Alfonso de la Torre e al critico paraguayano Ticio Escobar. Non mancano le mostre collaterali, con l’installazione site specific della finlandese Kaarina Kaikkonen e l’esposizione di Diana Sirianni all’Istituto Italiano di Cultura. Tra gli imperdibili appuntamenti del fuori-fiera consigliati da El País c’è la grande retrospettiva al CA2M, El Testigo, dedicata alla messicana premio Artes Mundi 2012 Teresa Margolles. Espacio Valverde presenta poi la seconda personale di Elena Alonso, Composición de lugar, disegni di delicata costruzione o decostruzione che si ispirano ai trattati italiani del Rinascimento. La Casa Encendida presenta invece Escenarios del cuerpo, una mostra sulla polivalente figura della collaboratrice dei Lumiére Loïe Fuller, che rivoluzionò il mondo della danza e dello spazio scenico con le sue sperimentazioni visive e coreografiche.
E dulcis in fundo, da non perdersi al Reina Sofía una serie di mostre personali dedicate a grandi artisti internazionali: la prima spagnola di Tracey Rose, con un lavoro a metà tra la performance e la videoinstallazione che si divide tra due spazi del museo. Per gli appassionati di fotografia, il museo indaga l’eredità documentarista di fotografi come Paul Strand e August Sander, e lo fa attraverso la fotografia della classe operaia inglese degli Anni Settanta, con una grande retrospettiva dedicata al fotografo Chris Killip. Ancora in tema di retrospettive ma dal contenuto più autobiografico troviamo la mostra dedicata allo sloveno Roman Ondák e a Otto Wolfgang Schulze “Wols“, nonché ad Amos Gitai.

Enrichetta Cardinale Ciccotti

www.ifema.es/arcomadrid

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Enrichetta Cardinale Ciccotti
Enrichetta Cardinale Ciccotti (Napoli 1986, vive a Barcellona). Storica dell’arte, generazione erasmus. Per evitare la tanta agoniata sindrome post-erasmus ha fatto una serie di giri, ma dall'estero non è più tornata. Dopo le ricerche per tesi a Monaco di Baviera si è trasferita a Barcellona per studiare exhibition design. In Spagna ha collaborato per la galleria masART, la fiera d’arte contemporanea SWAB e l’Istituto di Cultura Italiana. Si occupa di stampa internazionale, contenuti web e social media per eventi culturali e portali. Collabora per il Sónar Advanced Music and New Media Art Festival. Scrive per Artribune dal 2012.
  • Deianira Tolema

    Interessantissimo