Pasolini conquista Parigi

Ultimi giorni per visitare l’esposizione “Pasolini Roma” a La Cinémathèque Française a Parigi, una retrospettiva del maestro italiano che ripercorre gli anni di vita romana, di produzione artistica e di scandali nella Capitale.

Pasolini Roma - veduta della mostra presso La Cinémathèque Française, Parigi 2013 - photo Stéphane Dabrowski

Organizzata in un percorso cronologico, la mostra Pasolini Roma esplora i luoghi della città, le amicizie e le relazioni intellettuali intessute lungo l’arco di un’intera esistenza. Dopo l’infanzia trascorsa a Casarsa della Delizia, Pier Paolo Pasolini arriva a Roma con la madre nel 1950. La storia dell’intellettuale friulano e i suoi successivi venticinque anni vissuti nella Capitale sono raccontati attraverso un variegato complesso di documenti raccolti e suddivisi in sei sezioni.
Vetrine e bacheche presentano lettere manoscritte e fotografie mentre estratti di film dell’artista intervallano la lettura. L’esposizione presenta una grande varietà di materiale che costituisce una sorta di archivio storico, nonché personale, della vita di Pasolini. Alain Bergala, uno dei curatori dell’esposizione insieme a Gianni Borgna e Jordi Balló, dichiara che è Pasolini stesso a guidare lo spettatore in quest’esposizione: attraverso le poesie, i film e i fatti di vita, il pubblico ripercorre con partecipazione emotiva la storia dell’artista, “le plus scandaleux du XX siècle”.

Pasolini Roma - veduta della mostra presso La Cinémathèque Française, Parigi 2013 - photo Stéphane Dabrowski
Pasolini Roma – veduta della mostra presso La Cinémathèque Française, Parigi 2013 – photo Stéphane Dabrowski

L’organizzazione cronologica non penalizza la strutturazione tematica grazie anche all’eterogeneità dei materiali esposti. In alcuni momenti la voce stessa di Pasolini viene riproposta come sottofondo all’esposizione. Il tutto è reale e concreto grazie anche alle mappe storiche della città di Roma in cui si raccontano i quartieri e i loro protagonisti. Gli amici stretti e collaboratori giocano un ruolo importante, sostenendo l’artista nel suo lavoro: tra gli altri, Penna, Guttuso, Maraini.
Roma è stata una fonte di energia creativa per Pasolini e il suo voler dar spazio alle persone che vivevano ai margini della società trova voce nella sua produzione filmica: da Ragazzi di vita a Salò, il regista attraversa fasi che vanno dal cinema realistico (Accattone, Mamma Roma) a periodi in cui il recupero del mito sembra l’unica soluzione contro la società di massa (Edipo Re, Medea).

Pasolini Roma - veduta della mostra presso La Cinémathèque Française, Parigi 2013 - photo Stéphane Dabrowski
Pasolini Roma – veduta della mostra presso La Cinémathèque Française, Parigi 2013 – photo Stéphane Dabrowski

Un quadro completo degli anni romani di Pasolini, dal 1950 fino alla sua morte nel 1975, è presentato con coerenza e puntualità: poesia e politica, sesso e amicizia, amore e letteratura, cinema e morte, tutto questo è la Roma di Pasolini.

Silvia Neri

Parigi // fino al 26 gennaio 2014
Pasolini Roma
a cura di Gianni Borgna, Alain Bergala e Jordi Balló
LA CINEMATHEQUE FRANÇAISE
51, rue de Bercy
+33 (0)1 71193333
www.cinematheque.fr

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Silvia Neri
Silvia Neri nasce a Vicenza nel 1985. Si laurea nel 2010 in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Padova con una tesi in Storia dell'Arte contemporanea su Cremaster 3 di Matthew Barney. Nel 2008/2009 collabora con il Centro Nazionale di Fotografia di Padova. Scrive dal 2010 per la rivista AreaArte e collabora con artisti per la realizzazione di video e cortometraggi e allestimento di esposizioni d'arte. Vive a Parigi dove studia Art Contemporain et Nouveaux Medias a un master recherche all'Université di Paris 8 e collabora con la Galerie Bernard Bouche.
  • Oramai questa immagine di PPP è stata consumata in tutti modi possibili, quand’è che lo si lascia riposare in pace e si smette di citarlo/usarlo come il prezzemolo, quando era in vita è stato disprezza ora usato nei modi che sicuramente non avrebbe amato…

    sarebbe molto più giusto far cresce e dare spazio alle sue lotte e non alla sua appetibilità consumistica!

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