La patente a punti

L’introduzione della patente a punti dovrebbe essere estesa a tutti i rami della vita sociale. Peccato che solo la guida dell’auto goda di questa norma. Bisognerebbe estenderla ai politici. Per ogni infrazione, tanti punti in meno, fino all’esclusione permanente dalla gestione della cosa pubblica, che nel caso italiano spesso converge con il bene culturale.

La Cappella Palatina di Palermo

Forse conviene far adottare il nostro patrimonio culturale ai musei di altri Paesi. Ad esempio, dare la Valle dei Templi di Agrigento a un museo straniero e chiedere in cambio che si accollino lo smantellamento delle ville costruite a ridosso dei templi e biglietto ridotto o gratis per gli abitanti del territorio e una percentuale significativa sul ricavato. Invece di consegnarla a società private italiane (nel caso specifico, Nuove Muse, che ha trattenuto per sé il ricavato che spettava alla Regione Sicilia – 19 milioni di euro – col silenzio dei politici). Oppure dare in gestione Pompei a un altro Stato, ma chiedere in cambio la manutenzione, il restauro e parte significativa del ricavato. (Paradosso: è grazie alla catastrofe provocata dall’eruzione del Vesuvio che Pompei s’è conservata. Ed è a causa all’imbecillità dei politici che Pompei rischia di scomparire un’altra volta.)
Dato che l’Italia è sommersa da una quantità di opere d’arte, e i politici non sanno come gestirle, è meglio darle in gestione agli altri prima che scompaiano del tutto o finiscano in mani fraudolente (il privato in Italia sta diventando sempre più sinonimo di saccheggio economico, civile e culturale). Su questo punto è sufficiente un paragone. Il magnate tedesco Würth, per il restauro della Cappella Palatina di Palermo – patrimonio dell’umanità -, non ha preteso nulla, soltanto la realizzazione di due mostre della sua cospicua collezione privata: Christo e Max Ernst. Due monumenti dell’arte del Novecento. Mentre l’industriale Della Valle, per il restauro del Colosseo, ha preteso i diritti d’immagine per 15 anni, “eventualmente rinnovabili”.

Diego e Andrea Della Valle, in posa di fronte al Colosseo
Diego e Andrea Della Valle, in posa di fronte al Colosseo

Sono due concezioni opposte della partecipazione del privato al bene culturale (o bene comune, espressione così in voga oggi). La prima rasenta il dono, che trova nel prestigio del mecenate la sua ragion d’esistenza. La seconda rientra nella logica del contratto: io ti dò i soldi, ma poi me li riprendo con la gestione privata. Cosa significa, dunque, “partecipazione” del privato al bene culturale?

Marcello Faletra
saggista e redattore di cyberzone

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #13/14

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Marcello Faletra
Critico d'arte, artista, saggista. Fin dagli Anni Settanta è stato attivo con iniziative culturali e di controinformazione col collettivo Radio Aut, creata da Peppino Impastato e Salvo Vitale e con la Comune di Terrasini fondata da Carlo Silvestro. Nel 1977 si trasferisce a Roma, dove partecipa attivamente ai movimenti di protesta. Negli Anni Ottanta e Novanta vive tra Napoli, Roma e Milano, dove svolge un’intensa attività artistica, partecipando a numerose mostre di pittura e fotografia. In seguito abbandona la pittura per dedicarsi con continuità alla filosofia e alle teorie dell’arte contemporanea. Numerosi saggi e articoli sono apparsi in riviste specializzate e in cataloghi di mostre e pubblicazioni collettanee. È stato animatore e redattore di Cyberzone, rivista di arte, filosofia e nuove tecnologie. Tra le sue ultime pubblicazioni: "Dissonanze del tempo. Elementi di archeologia dell'arte contemporanea" (Solfanelli) e "Graffiti. Poetiche della rivolta" (Postmedia Books). Attualmente insegna Estetica dei New Media e Fenomenologia dell'Immagine all'Accademia di Belle Arti di Palermo.
  • Donato

    Quanto mi mancano le lezioni di Faletra in Accademia!

  • Giacinto Giacchetti

    Patente a punti anche per il diritto di voto! L’ipnosi delle masse ha rovinato il Paese.

  • pietrosergiomauri

    non sappiamo fare la rivoluzione ma almeno auspicabile questa patente a punti continuamente aggiornata : un Libro bianco a puntate settimanali!

  • Angelov

    Il tormento e l’estasi
    di avere tra i piedi
    Tesori Inestimabili del passato,
    a mo’ di deriva,
    che di fatto costringono
    i giovani artisti
    a dover fuggire all’estero,
    dove bisognerà
    fortunatamente attendere
    qualche migliaio di anni,
    prima di ritrovarsi ancora
    nel tormento ed estasi
    di avere tra i piedi
    Tesori Inestimabili del passato,
    a mo’ di deriva,
    che di fatto costringeranno
    di nuovo i giovani artisti
    … etc etc…