Art Basel Miami Beach e le sue…. 25 sorelle

La mamma di tutte le fiere a Miami è ovviamente lei, Art Basel Miami Beach, una svizzera in trasferta al caldo sole della Florida. Ma si sa che l’art week di Miami è, anche e soprattutto, sinonimo di fiere collaterali, a grappoli, e visite a collezioni private, di livello museale. Oggi parliamo delle fiere, domani dei collezionisti che aprono le porte dei loro megascrigni.

Annette Schönholzer, Director of New Initiatives, Art Basel & Marc Spiegler, Director, Art Basel

Ieri 4 dicembre c’è stato il megaparty inaugurale sponsored by Vanity Fair, oggi si prosegue con VIP preview e vernissage al Miami Beach Convention Center, per chiudere in serata con l’opening night della seconda edizione di Art Public a Collins Park, ovvero una grande rassegna d’arte all’aperto curata da Christine Y. Kim. Ma torniamo ad Art Basel Miami Beach: 11esima edizione, 260 gallerie, 2mila artisti. Quanto alle sezioni, Art Galleries (non si brilla per creatività) per le più strutturate, Art Nova per le più giovani (una quarantina), Art Positions (per solo project), Art Kabinett (sorta di estensione curata di Art Galleries, ma qui c’è spazio solo per 20 gallerie, fra le quali Franco Noero con Francesco Vezzoli). E ancora: Art Video, Art Film, Art Conversations, Art Salon e Art Magazines, che non abbisognano di spiegazioni.
Il primo posto fra le “collaterali” spetta per anzianità ad Art Miami, allocata in zona Wynwood con le sue 125 gallerie, alle quali si aggiungono le 65 di Context Art Miami, che gli sta proprio accanto. Curiosa la partnership: Art Miami è infatti giunta alla 23esima edizione, mentre Context è al suo secondo anno. E un ruolo di peso in fiera ce l’ha un personaggio di sicuro appeal come Banksy.

Fra le veterane e più interessanti (basti citare alcune presenze: Lisa Cooley, On Stellar Rays, Peres Project, Federica Schiavo), la sempreverde NADA, che si distingue per una particolare attenzione rivolta al mezzo video e che – col suo centinaio di gallerie – è allestita in zona nord, a Deauville. Veterana e itinerante, Pulse sta invece a Downtown, all’Ice Palace, e ospita 86 gallerie. Punto d’onore in questo caso, il programma dei Pulse Projects, con nomi tutt’altro che scontati e proposte ben selezionate. Sempre a Downtown, e ne abbiamo già parlato nella Miami Updates, c’è anche Miami River, fiera contraddistinta dalla dichiarata finalità… immobiliare.
Anche di Untitled. vi abbiamo parlato all’inizio di questa art week, perché ha scelto una location senza pari: una tensostruttura temporanea sulla spiaggia (il design è a firma K/R), quindi con vista oceano e bar all’aperto. Esordio quest’anno per la fiera curata da Omar Lopez-Chahoud e format aggressivo. Vale a dire che punta nientemeno che a ridefinire il concetto di fiera, presentando “una collezione coesa di lavori internazionali realizzati da artisti contemporanei selezionati in conversazione e collaborazione con 50 gallerie che partecipano su invito”. In altre parole: una collettiva con opere in vendita. Concetto simile a quello proposto da Art Africa Miami Arts Fairs, alla sua seconda edizione, con focus sulla “diaspora africana” in una zona ad alta concentrazione di afroamericani, Overtown (ma ci sono anche due venues satellite: Multitudes Art Gallery a Little Haiti e Miami Art Space a Wynwood).

L’opera di Avery Lawrence vincitrice dello Sscope Foundation Award, Miami 2011

La catena delle somiglianze prosegue, ma in questo caso è il ragionamento etnico-diasporico a fare da trait d’union: si spiega infatti da sé l’impostazione di Art Asia, nata nel 2008 e pendolare fra Basilea e Miami. Quest’anno sono 25 le gallerie che ne sostanziano la proposta, con stand allestiti all’Art Asia Pavilion a Midtown, giusto accanto a Scope, che quindi ha traslocato. Quest’ultima, com’è noto, gioca le sue tre carte qui a Miami, a Basilea e a New York in marzo (ormai va specificato, perché c’è l’Armory a trainare nella Grande Mela, ma c’è pure Frieze NY a maggio). In Florida porta 85 gallerie, da sommarsi alle 20 selezionate per il Breeder Program. Sempre nelle immediate vicinanze, Overture, terza edizione della fiera organizzata da Arts for a Better World, che si fregia di una “monumental selling exhibition” dedicata a Andy Warhol.
Restando in area Midtown-Wynwood, gli appuntamenti non si contano: basta spostarsi verso Art Miami e ci si imbatte in Artexpo Miami + Miami [SOLO], che non presenta particolari atout; pochi passi ed è Red Dot, con 90 gallerie e un vernissage il 4 dicembre orgogliosamente dedicato alla non profit National Gay and Lesbian Task Force; sguardo a sud e quel che si vede è Miami Project, fiera esordiente con 65 gallerie, tutte o quasi provenienti dagli States. Ma con Wynwood non è finita: c’è ancora la “giovane” e duchampiana Fountain (60 gallerie quest’anno), fondata nel 2006 e volta a promuovere “smaller indipendent galleries, collectives and artists”, come dichiarano David Kesting, Lincoln Capla e John Leo, che l’hanno inventata e rivendicano il fatto di avere radici ben piantate a Williamsburg. C’è JustMadMia ai Soho Studios (40 gallerie), con press release prima in spagnolo e poi in inglese e una interessante sezione, Just Produced, focalizzata sulla processualità della produzione dell’opera. Dato significativo: la storica fiera-a-latere di Arco a a Madrid prova con la trasferta a Miami. C’è poi Sculpt Miami, con sculture di grandi dimensioni da interno e da esterno e artisti che si autorappresentano. E c’è Seven, orientata in tutt’altra direzione, una sorta di micro-associazione temporanea di galleristi (fra i quali Pierogi e Postmasters), che giunge al terzo anno di presenza a Miami.

Red Dot Miami 2011

Capitolo fiere-in-hotel. Aqua sta in quello omonimo, zona South Beach, e ha un concept ben preciso, che ripropone con un certo successo dal 2005: dare spazio prevalentemente a gallerie (47 quest’anno) e artisti della West Coast, puntando in particolar modo sulle nuove leve. Stessa zona, anche qui concept definito: Ink Miami Art Fair si concentra su works on paper ed è sponsorizzata dall’International Fine Print Dealers Association, che dal 2006 seleziona le gallerie partecipanti all’interno dell’associazione stessa. Insomma, fanno lobby nel senso più lineare del termine. Ha da poco chiuso l’edizione in Martinica e torna a Miami PooL, allocata allo Sky House Marquis. Niente gallerie qui, perché si selezionano soltanto artisti non rappresentati. Al Catalina Hotel si tiene invece Select, che invade ogni area pubblica dell’edificio più una location adiacente, che è riservata ad artisti e mercanti che trattano stampe e multipli. Distribuita fra la Essex House e il Clevelander Hotel, Verge è stata fondata nel 2009 dallo scrittore Michael Workman e dall’artista Edouard Steinhauer. Obiettivo: il solito, scardinare le dinamiche della fiera classicamente intesa. Curioso che ci si provi in così tanti, e proprio durante la fiera più… fiera che ci sia, con risultati che talora sono buoni, ma in senso “fieristico”.
Sul fronte del design, da non mancare Design Miami/, la fiera che segue Art Basel a Miami ma pure nella casa-madre svizzera (d’altro canto, la proprietà è proprio di Art Basel). Attraente sin dall’ingresso, con il padiglione Drift disegnato dai New York based Snarkitecture, prevede alcune conversazione di certo interesse: il 6 dicembre, ad esempio, protagonista sarà Vito Acconci, vincitore del 2012 Designer of the Year Award. Che significa assicurarsi una commissione per un lavoro in grande scala: nella fattispecie si chiamerà Klein-Bottle Playground che sarà installata nel Miami Design District nel 2014.

Vito Acconci

Se non siete sazi, potete sempre dedicarvi a un altro appuntamento di settore e – almeno stando al sito che la promuove e alle citazioni di “global glitterati” (!) – ad alto tasso di kitsch: la prima edizione della ICJF – International Contemporary Jewelry Fair è ospitata all’Intercontinental Hotel Dock.

Marco Enrico Giacomelli

miamibeach.artbasel.com
www.art-miami.com
www.newartdealers.org
pulse-art.com
miamiriverartfair.com
art-untitled.com
www.artafricamiami.com
www.artasiafair.com
www.scope-art.com
overturemiami.com
artexpo-miami.com
www.reddotfair.com
www.miami-project.com
www.fountainartfair.com
www.justmadmia.es
sculptmiami.com
www.seven-miami.com
www.inkartfair.com
www.poolartfair.com
www.select-fair.com
www.vergeartfair.com
www.designmiami.com
expoships.com/current_fairs/2012/icjf/about.html

CONDIVIDI
Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • ottimi reportages ….

    a vedere tutto questo mi viene in mente il fiscal cliff che doveva spaventare i “ricchi”?