Enel Contemporanea 2012 sono i Fratelli Starn

Astrazioni e passeggiate di bambù create conversando. Per la sesta edizione di Enel Contemporanea (e per i 50 anni di Enel), al Macro Testaccio sono in arrivo i gemelli omozigoti Starn con una monumentale installazione permanente. Due menti per un solo artista. Artribune li ha incontrati nel loro studio di Beacon, nello stato di New York

Doug e Mike Starn (New Jersey, 1961) hanno cominciato vita e arte insieme. E sempre insieme hanno deciso di continuare a creare e vivere. “Già da piccoli disegnavamo sullo stesso foglio. Fare arte simultaneamente per noi è una cosa normale”, dice Mike. “L’arte è molto più che un lavoro a tempo pieno”, aggiunge Doug. Un aforisma incisivo e senza tempo, questo, che testimonia del carattere viscerale della loro vocazione creativa.
In comunione e simbiosi con se stessi e con il gesto creativo, per accogliere le proprie monumentali installazioni i gemelli Starn hanno scelto come studio una ex fonderia a Beacon, a poca distanza di treno da New York City nella valle dell’Hudson. Il risultato del loro quotidiano impegno si sta meritando spazi non solo in America, ma in tutto il mondo.
Apprezzati fin da giovani negli Stati Uniti – nel 1987, ad appena ventisei anni, hanno partecipato alla prima Whitney Biennial – sono stati ora scelti da Francesco Bonami per realizzare un’installazione permanente al Macro Testaccio di Roma, un pelo prima della loro definitiva consacrazione internazionale. Siamo andati a trovarli nel loro studio non distante dalla Dia Foundation, forse uno dei più bei musei del mondo.
L’occasione è la sesta edizione di Enel contemporanea, che da dicembre a Roma accoglierà un’installazione ottenuta attraverso l’intreccio di migliaia di canne di bambù. L’opera tocca i venti metri di altezza e in parte sarà percorribile; la forma non è progettata, ma ottenuta pezzo dopo pezzo attraverso un processo creativo deciso al momento, durante il montaggio. La complessità finale della struttura, che omaggerà i cinquant’anni di Enel, è stata ottenuta da scelte e casualità particolari, per offrire solidi equilibri che si piegheranno e tenderanno al passaggio dei visitatori, oltre che del vento e della pioggia.

© Doug and Mike Starn, and Artists Rights Society (ARS, NY), 2012
Big Bambú installation view, March 2010 Photo by Doug and Mike Starn © 2010 Mike and Doug Starn : Artists Rights Society (ARS), New York

Ai numerosi e celebri estimatori delle opere dei fratelli Starn, tra i quali non mancano Anselm Kiefer, Renzo Piano e Jeff Koons, si aggiungeranno – c’è da scommetterci – i tanti romani e i molti turisti che visiteranno il Macro Testaccio, curiosi di fare la conoscenza di un’opera d’arte concepita con l’obiettivo di inserirsi definitivamente nel panorama della Capitale.
Per la sua realizzazione gli artisti hanno potuto beneficiare di un team di venticinque scalatori: “non vogliamo che altri artisti lavorino con noi per la concretizzazione dei nostri progetti. Siamo già in due. Inoltre, evitiamo di assumere persone che abbiano esperienza nel campo dell’architettura. Vogliamo che le nostre installazioni nascano da un dialogo fra noi e nessun’altro.” Ascoltando Mike e Doug descrivere il processo di realizzazione delle loro monolitiche installazioni si percepisce davvero la forza di essere due; lo scontro/incontro che si ottiene nel risultato finale.
Il concetto originale dei “big bambù” dei fratelli Starn è il senso di dipendenza, il bisogno di connessioni che deriva dall’umano vivere; la capacità del caos di liberare istinti primordiali e desiderio di cielo. Senza nessun supporto, fragili e organiche, leggere e resistenti, le canne di bambù si dimostrano un materiale in grado di specchiare le fluidità parziali dei propri flussi di coscienza.

© Doug and Mike Starn, and Artists Rights Society (ARS, NY), 2012

I due artisti, attraverso il loro intero percorso, stanno dimostrando che l’elemento naturale a loro più caro è l’aria. Hanno investigato questo elemento attraverso la luce, che la attraversa e illumina, che la assorbe e si lascia assorbire. Negli ultimi anni, poi, è arrivata la svolta: il cambio di scala. Le opere sono diventate sempre più imponenti, capaci, come un immaginario prato, di grattare il cielo. Il loro percorso monografico è stato raccolto in un catalogo edito da Skira Rizzoli e intitolato Gravity of Light (pubblicato in concomitanza con Enel Contemporanea 2012).


Alessandro Berni

 

Roma // da dicembre 2012
Enel Contemporanea 2012 – Edizione speciale per i 50 anni di Enel
Doug+Mike Starn
a cura di Francesco Bonami
MACRO TESTACCIO
Piazza Orazio Giustiniani 4
[email protected]
www.enelcontemporanea.com
www.starnstudio.com 

  • Cristina

    Favolose queste “passeggiate” e installazioni create per la sesta edizione di Enel Contemporanea! Non vedo l’ora di andarla a vedere :)