La nostalgia delle monetine

Una settimana fa, abbiamo tutti visto in diretta le immagini dei festeggiamenti in piazza del Quirinale. Ora, al netto delle polemiche, l’aspetto più interessante è il riferimento unico di quelle scene, espresso praticamente in diretta.

Piazza del Quirinale

Il modello riconosciuto per ciò che è accaduto in piazza del Quirinale è la famosa serata dell’Hotel Raphael (30 aprile 1993), quella del lancio di monetine contro Bettino Craxi. Al netto delle inevitabili battutine con la crisi come sfondo (Enrico Mentana domenica sera: “Rispetto a 18 anni fa le monete sono di meno”, ripreso immediatamente da Fiorello lunedì sera: “Questa volta la gente le monetine, dopo averle lanciate, se le andava a riprendere!”), ciò che colpisce è l’automatismo immediato dell’associazione. Anche al di là dell’evidenza empirica. Vale a dire: basta una folla, un momento storico, un leader che cade et voilà, sono la stessa cosa.
Questo gioco si svolge, come si è detto, sul terreno – a noi piuttosto familiare – delle immagini. Non conta il fatto che le due atmosfere fossero (come non hanno mancato di notare gli osservatori più attenti, che tra l’altro erano lì) sostanzialmente diverse: tanto livida e livorosa la prima, quanto sfottente e chiaramente innocua la seconda. Le immagini servono da veicolo e da traino per la nostalgia; agganciano un’epoca all’altra, saltando a pié pari le trasformazioni storiche e le differenze macroscopiche.
Ciò è, chiaramente, in gran parte inevitabile. Come ha scritto Giorgio Agamben: “La storia dell’umanità è sempre storia di fantasmi e di immagini, perché è nell’immaginazione che ha luogo la frattura fra l’individuale e l’impersonale, il molteplice e l’unico, il sensibile e l’intellegibile e, insieme, il compito della sua dialettica ricomposizione. Le immagini sono il resto, la traccia di quanto gli uomini che ci hanno preceduto hanno sperato e desiderato, temuto e rimosso. E poiché è nell’immaginazione che qualcosa come una storia è diventata possibile, è attraverso l’immaginazione che essa deve ogni volta nuovamente decidersi” (in Ninfe, 2007).

Quello che non è inevitabile, però, è affidarsi unicamente alla nostalgia come chiave di lettura dei fatti e delle mutazioni. Come agisce la nostalgia? Recide i collegamenti e i rapporti di causa-effetto tra gli eventi e tra le epoche. Il che vuol dire, per esempio, che non ci consente di vedere il presente come risultato – non inevitabile, tra l’altro – del passato. Uniformando al presente il passato, ne espelle gli elementi più disturbanti, quelli che non sono coerenti con l’oggi e che non si incastrano perfettamente con le condizioni attuali (cioè: quelli più interessanti, e potenzialmente fertili).
La nostalgia uniforma tutte le dimensioni temporali (passato-presente-futuro), in un’unica melassa che possiamo chiamare “presente perpetuo”, “eterno presente” o come vi pare. La sostanza, il messaggio trasmesso ad ogni livello è sempre lo stesso: “È  stato e sarà sempre tutto uguale ad ora, ed è inutile che vi affanniate a trovare il modo di cambiare la realtà: è impossibile.”
Ora, che c’entrano le immagini con tutto ciò? È inutile ricordare che la nostalgia, oltre ad essere la piattaforma fondamentale su cui ha operato di fatto l’intera produzione culturale degli ultimi trent’anni, è anche il tic preferito della società italiana degli ultimi anni e decenni. Non è un caso che, quasi ogni giorno, e con foga crescente negli ultimi mesi, ci sia un politico che affermi: “non torneremo agli anni Settanta”, oppure “stanno per tornare gli anni Settanta” (fa lo stesso). La nostalgia pervade il linguaggio pubblico e privato, le forme e le espressioni artistiche (e qui lo sappiamo molto bene, altroché…), il look e gli show televisivi. E soprattutto, la nostalgia pervade le immagini prodotte e fruite, individualmente e collettivamente, privatamente e pubblicamente.

Robert Zemeckis - Back to the Future - 1985 - poster

L’Italia è ossessionata dai suoi fantasmi, e dai fantasmi delle sue immagini.
Nostalgico è il modo di percepire il mondo. Anzi, il mondo troppo spesso pare essere andato avanti – nel bene e nel male – senza di noi, che rimanevamo placidamente inconsapevoli, rinchiusi nella prigione mentale della Penisola-casetta: un po’ come la famigliola di The Others, il film diretto nel 2001 da Alejandro Amenábar. Nostalgiche sono le griglie di interpretazione attraverso cui la stragrande maggioranza della nostra classe dirigente ‘legge’ (o fa finta di leggere) le trasformazioni della realtà. Persino l’ottantaseienne fresco Eroe della Patria e Nostro Salvatore Benedetto, Giorgio Napolitano, se n’è accorto di recente, dicendo qualcosa del genere: “Uno dei problemi principali dell’Italia è che troppi si comportano come se fosse il 1984”.  Folgorante, no?

Perciò è così importante, proprio oggi che (forse) si sta affacciando una nuova epoca per il nostro Paese, alla cui difficile nascita e crescita noi che eravamo bambini o adolescenti nel 1993 dovremo contribuire – altrimenti è inutile poi lamentarsi e recriminare – tirare fuori dalla cultura visiva a cui siamo esposti ogni ora e ogni minuto le informazioni-chiave che essa contiene, anche e soprattutto al di là delle intenzioni che essa dichiara. Lì dove si annidano le connessioni, neanche tanto segrete, tra immagini e immaginario.
Tra l’altro, questo può essere un buon modo (uno dei tanti) per far uscire l’arte e lo sguardo sull’arte dal recinto in cui si sono chiusi, per scelta, circa una trentina di anni fa.

Christian Caliandro

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Christian Caliandro
Christian Caliandro (1979), storico dell’arte contemporanea, studioso di storia culturale ed esperto di politiche culturali, insegna storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. È membro del comitato scientifico di Symbola Fondazione per le Qualità italiane. Ha pubblicato “La trasformazione delle immagini. L’inizio del postmoderno tra arte, cinema e teoria, 1977-’83” (Mondadori Electa 2008), “Italia Reloaded. Ripartire con la cultura” (Il Mulino 2011, con Pier Luigi Sacco) e “Italia Revolution. Rinascere con la cultura” (Bompiani 2013). Cura su “Artribune” le rubriche inpratica e cinema; collabora inoltre regolarmente con “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “minimaetmoralia”, “che-Fare”. Ha curato mostre personali e collettive, tra cui: “The Idea of Realism // L’idea del realismo” (2013, con Carl D’Alvia), “Concrete Ghost // Fantasma concreto” (2014), entrambe parte del progetto “Cinque Mostre” presso l’American Academy in Rome; “Amalassunta Collaudi. Dieci artisti e Licini” presso la Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini” di Ascoli Piceno (2014); “Sironi-Burri: un dialogo italiano (1940-1958)” presso lo spazio CUBO (Centro Unipol Bologna, 2015); “RIFTS_Abate, Angelini, Veres” (Artcore, Bari 2015); “Opera Viva Barriera di Milano” (Torino 2016); “La prima notte di quiete” (i7-ArtVerona, 2016).
  • Dulcolax

    Il Berlusca si è già beccato un cavalletto sulla gobba e un duomo di Milano nei denti, con lui le monetine non bastano.

  • hm

    – La storia dell’umanità è sempre storia di fantasmi e di immagini, perché è nell’immaginazione che ha luogo la frattura fra l’individuale e l’impersonale, il molteplice e l’unico, il sensibile e l’intellegibile e, insieme, il compito della sua dialettica ricomposizione. –

    forse quella è la storia di un film o della religione cristogiudaica, la storia dell’umanità è legata a date ed avvenimenti reali e bisogna basarsi rigorosamente su quelli . c’è sempre questa esaltazione costante del fake mischiato alla realtà che è costante negli articoli di artribune (e di chi ci gravita attorno tipo rossifake) . second life non è first life, al limite è un suo sottoinsieme fantastico . la frattura fra individuale e collettivo c’è anche in un’aula universitaria mentre si mangia la merendina durante l’intervallo, non occorre usare l’immaginazione e creare storie mistificanti .

    – La nostalgia uniforma tutte le dimensioni temporali (passato-presente-futuro), in un’unica melassa che possiamo chiamare “presente perpetuo”, “eterno presente” o come vi pare. La sostanza, il messaggio trasmesso ad ogni livello è sempre lo stesso: “È stato e sarà sempre tutto uguale ad ora, ed è inutile che vi affanniate a trovare il modo di cambiare la realtà: è impossibile.” –

    semmai la nostalgia indica qualcosa che non è stato uguale a ora . l’ultima frase è una tua supposizione e non ha alcun senso .

  • Paolo, por supuesto

    molto stimolante, Christian. far vivere di ricordi -sottolineando i vuoti a perdere e la mediocrità- è stata una forma di dittatura originale. in perfetta sintonia con la consapevolezza italiana di esser nani sulle spalle del gigante. ed essere un paese poco unito ha reso più facile abbassare il Minimo Comun Denominatore.
    forse le monetine van viste come un premio e un applauso, l’unico possibile dopo Pompei.

  • anna

    io noto che dopo tanto vociare e supporre…. le opposizioni hanno partorito super-zombi tecnico.. ora capo salvifico….. almeno zitti.

    • SAVINO MARSEGLIA (artista)

      L’opposizione è facilmente prevedibile; e chi è facilmente prevedibile è facilmente turlupinabile. Per dire anche di quanta confusione regna oggi nella piazza e quanto sia difficile orientarsi in questa crisi globale che sta mettendo al dura prova l’economia di intere Nazioni.

      La protesta di piazza (con o senza monetine) prende il soppravento e bisogna riconoscere e dare speranza a questi nuovi movimenti diffusi in tutto il Mondo, che hanno individuato nei PALAZZI DEL POTERE e in WOLL STREET FINANZIARIO, l’obiettivo non solo simbolico, ma anche del loro scontento, della loro protesta. Ma queste rivolte lasciano il tempo che trovano se non si traducono in un progetto politico ben strutturato.

      • Keynes

        La macchietta Berlusconi è stata un comodo bersaglio per la speculazione internazionale, spalleggiata da almeno metà nazione (quella che non lo ha votato) e dall’intera comunità finanziaria. Non stiamo ad elencare le sue colpe, le conosciamo.

        Il problema del debito è però molto più complesso.

        Anche la Grecia e i suoi conti truccati hanno fatto comodo alla comunità internazionale, anzi, sono stati il segnale più allarmante. Irlanda, Portogallo, Spagna, Slovacchia: sei paesi in Europa hanno cambiato i loro governi per placare le ire della speculazione internazionale, che ha mirato – a ragione – alle prede più lente del branco. Adesso sotto attacco sono addirittura la Francia e l’Austria, con debiti pubblici e deficit di primario standing.

        La Germania, stretta tra un elettorato che vorrebbe tornare al Marco e una classe politica non di molto superiore a quella italiana, non sa cosa fare. Tergiversa. Tutti contro tutti in Europa e la speculazione sguazza…

        Già, la speculazione internazionale. Però non ci sono milioni di risparmiatori dietro tali movimenti, ma solo qualche centinaio di menti, quasi tutti localizzate a Manhattan e in estremo oriente. Cosa c’è dietro? Possiamo parlare di pura speculazione o c’è un progetto?

        Facciamo un passo indietro: l’American Dream di Bush dopo le torri gemelle per dare una casa a tutti gli americani, i mutui subprime, il salvataggio di AIG, Fannie Mae e Freddie Mac, il debito pubblico USA che esplode e raggiunge il 100% del PIL già nel 2008. Il film “Too big to fail” descrive molto bene come l’economia USA sia stata a un passo dall’implosione in quel periodo. E buona parte del debito pubblico americano è sottoscritto dalla Cina. Cosa c’entra tutto questo con l’Europa?

        Da allora (in realtà anche da prima) la FED ha stampato tanti miliardi di dollari per sostenere il mercato degli US Bonds creando inflazione. Ciò avrebbe rivalutato enormemente le altre monete e soprattutto l’Euro, che avrebbe rischiato di diventare la nuova moneta internazionale di riferimento, relegando il Dollaro a un ruolo secondario. Gli asset americani ed il suo debito pubblico si sarebbero svalutati enormemente anche nei confronti dello Yuan e la Cina avrebbe dovuto caricarsi di centinaia di miliardi di svalutazioni, minando la propria crescita.

        Cominciamo a capire?

        Quale miglior strumento l’Europa ha dato a questi signori mostrando la sua inconsistenza politica, progettuale ed economica? L’Euro è un bluff, attacchiamolo. Senza il supporo della FED (che la BCE non può dare all’Euro) oggi il dollaro sarebbe almeno a due contro l’Euro. Ed invece è ancora – e incredibilmente – a 1,35, rivalutandosi ad ogni strormir di fronde.

        Il debito pubblico degli USA è di 15.000 miliardi di dollari, pari a più della somma dei debiti pubblici di tutti gli altri paesi del mondo (compresa l’italia, che da sola vale poco più di un decimo del debito USA).

        E’ questo la madre di tutti i mali. Per circa un terzo deriva dai salvataggi del 2008.

        Quanto dovrebbe pagare un paese con un debito/PIL pari al 100% ed un deficit/PIL di quasi il 10%, secondo il metro che viene adottato per i paesi Europei? Diciamo come l’Italia? Il 6%-7%?

        I Bond USA invece pagano meno dell’1%. Com’è possibile? Si può intravvedere una certa connivenza delle società di Rating (tutte americane) che sembrano molto severe con tutti i paesi tranne il loro?

        Cosa succederebbe se l’America pagasse il denaro quanto noi? Ce la farebbe? No, anche se si tratta del paese più ricco del mondo.

        Ecco il punto: se il contagio si allarga al debito pubblico USA, soprattutto dall’estremo oriente, sarà il fuggi fuggi generale da ogni tipo di investimento di “carta” e sarà il disatro per il mondo intero. Salta il sistema.

        Forse, dopo tutto, conviene anche all’Europa farsi attaccare se questo serve. Ma non possiamo pagare solo noi.

        Piangiamoci pure addosso per Berlusconi, per i nostri sprechi, per la nostra casta e per la nostra diseducazione civica. Abbiamo tanti problemi da risolvere. Però fino a sei mesi fa il nostro debito e i nostri problemi andavano bene a tutti. Anche Berlusconi andava bene… Vogliamo forse pensare che lo spread sia andato a 570 sul bund solo per il nostro ex-premier? Siamo così sciocchi e così poco informati da credere che il mondo intero dipenda dai nostri bunga bunga?

        Qui si sta giocando una battaglia epocale sulle future leadership planetarie. Ciò non vuol dire che i nostri problemi non li dobbiamo risolvere, anzi. Ma la soluzione definitiva passa, e di molto, sopra la nostra testa.

        • hm

          – Senza il supporo della FED (che la BCE non può dare all’Euro) oggi il dollaro sarebbe almeno a due contro l’Euro. Ed invece è ancora – e incredibilmente – a 1,35, rivalutandosi ad ogni strormir di fronde. Il debito pubblico degli USA è di 15.000 miliardi di dollari, pari a più della somma dei debiti pubblici di tutti gli altri paesi del mondo –

          esatto e la bce è controllata in massima parte dalle banca d’inghilterra che non adotta nemmeno l’euro, questo fa capire la dittatura bancaria americana sull’europa . l’inghilterra non salta perchè è protetta dagli usa, ma la situazione del debito inglese è molto simile se non peggiore di quella italiana, nei decenni scorsi regalavano carte di credito a tutti come se piovesse poi quando è fallita la northern rock la gente ha iniziato ad aprire gli occhi . le agenzie di rating proteggono solo usa e inghilterra e si permettono di giudicare il resto del mondo, questo è noto . ora questo nuovo governucolo andrà avanti pensando di rifilare tutte le colpe a berlusconi e scaricare responsabilità a destra e a manca per le tonnellate di tasse che stanno per arrivare, ma è semplicemente una barzelletta . molto peggiore di quelle che raccontava berlusconi . voglio vedere gente inutile come travaglio di cosa parlerà tutto il tempo e a chi darà la colpa di questa situazione, magari a craxi . tra un po’ anche al duce .

          • hm

            – Lo stesso ministro del Tesoro Paulson, ex numero uno di quel colosso bancario che risponde al nome di Goldman Sachs – che, sarà certamente un caso, è l’unica banca insieme a JP Morgan ad aver giovato di questa crisi straordinaria – si disse concorde con la linea di principio alla base dell’iniziativa della banca centrale e dichiarò: “Dobbiamo riflettere su
            come dare alla Fed l’autorità di accedere a informazioni necessarie, in mano a complesse istituzioni finanziarie, per proteggere il sistema e stabilizzarlo quando è in pericolo”. È il pericolo, infatti, lo strumento, la leva attraverso la quale agire per accentrare sempre più potere in capo alla banca centrale americana e più potere si ha – la storia insegna – più velocemente lo si può
            ulteriormente concentrare nelle mani di quei pochi che già lo detengono. –

            IL PIANO PAULSON E’ LEGGE: NASCE LA NUOVA DITTATURA BANCARIA
            Lunedì 06 Ottobre 2008 14:30

            Nonostante, infatti, l’articolo 1 sezione 8 della Costituzione americana stabilisca che il Congresso deve avere il potere di coniare moneta (creare moneta ndr) e di stabilirne il valore, attualmente ad avere questo potere è la FED, una società privata. È, infatti, la Federal Reserve e non il Congresso americano a controllare e trarre profitto dal produrre moneta attraverso il Tesoro e controllando il valore della moneta stessa tramite la gestione del tasso d’interesse; quell’interesse, cioè, che le banche commerciali dovranno restituire alla Fed in aggiunta al capitale che la stessa conferisce loro stampando la moneta di cui fanno richiesta.
            Non sorprende affatto, quindi, che l’idea di una Fed con poteri sulle banche d’investimento trovi un ampio consenso nel sistema bancario: di recente Timothy Geithner, presidente della Federal Reserve Bank di New York, ha sostenuto che la banca centrale ha bisogno di maggiore autorità sulle banche d’affari che possano avere bisogno di un suo supporto finanziario. La questione era, però, capire come il Tesoro Usa avrebbe potuto mettere in pratica queste riforme: alcuni analisti avevano paventato che la modalità con cui intervenire sarebbe potuta essere quella di un intervento per via amministrativa.
            Una soluzione che avrebbe evitato di dover passare per il Congresso dove i tempi avrebbero rischiato di allungarsi. Straordinariamente, però, l’attuale crisi finanziaria e il panico paventato dalle stesse istituzioni americane – su tutti il Ministro del Tesoro Paulson e il Presidente Bush – hanno reso possibile l’impossibile: approvare la modifica del ruolo della Fed direttamente attraverso una legge votata dal Congresso e senza che questo lo impegnasse, come ci si sarebbe logicamente aspettato, in lunghe discussioni sul merito delle modifiche.
            Ma c’è di più, molto di più: un esponente democratico del Congresso ha avvertito che un’atmosfera di panico è stata intenzionalmente creata perché fosse approvato il decreto sugli aiuti finanziari, affermando inoltre che diversi congressisti sono stati avvertiti, prima del voto di lunedì, che se la legge fosse stata bocciata in America sarebbe stata instaurata la legge marziale. Proprio così: la legge marziale. Il membro del Congresso Brad Sherman, eletto nel ventisettesimo distretto della California, ha infatti pubblicamente affermato, in un discorso tenuto il 2 ottobre alla Camera dei Rappresentanti, che conosce personalmente diversi rappresentanti del Congresso che hanno affermato di essere stati minacciati con la prospettiva della vera e propria legge marziale se avessero votato in opposizione al piano di aiuti da 700 miliardi di dollari.
            Sherman ha essenzialmente avvertito che potenti forze che vogliono che il decreto passi hanno tentato di ricattare i rappresentanti democraticamente eletti. “L’unico modo in cui possono far passare questo decreto è creando e sostenendo un’atmosfera di panico. Questa atmosfera non è giustificata” ha affermato Sherman. La notizia, ovviamente oscurata dal mainstream ufficiale, arriva da Steve Watson, dal sito infowars.net. “A molti di noi – ha continuato il membro del Congresso – è stato detto in conversazioni private che se lunedì avessimo votato contro il decreto il cielo sarebbe crollato, il mercato sarebbe caduto di 2000 o 3000 punti il primo giorno, altri 2000 il secondo giorno; e ad alcuni membri del Congresso è stato persino detto che ci sarebbe stata la legge marziale in America se avessimo votato no. Questo – ha insistito il deputato – è ciò che chiamo spargere paura. Ingiustificata. Dimostrata falsa. Abbiamo una settimana, abbiamo due settimane per scrivere un buon decreto. L’unico modo per far passare un cattivo decreto è mantenere la pressione del panico”. –

          • Keynes

            Alla BCE comanda la Germania, non l’Inghilterra.

          • hm

            BCN Quota di partecipazione al capitale della BCE (in %) Capitale versato (in euro)

            Nationale Bank van België 2,4256% 180.157.051,35
            Deutsche Bundesbank 18,9373% 1.406.533.694,10
            Bank of England 14,5172% 58.580.453,65
            Central Bank of Ireland 1,1107% 82.495.232,91
            Banca di Grecia 1,9649% 145.939.392,39
            Banco de España 8,3040% 616.764.575,51
            Banque de France 14,2212 % 1.056.253.899,48
            Banca d’Italia 12,4966% 928.162.354,81

            comanda la germania di poco, e l’inghilterra non è nemmeno nell’euro . in ogni caso non avevo scritto che comandasse l’inghilterra ma solo che ha una massima parte di quota, nel senso di molto alta . ed è assurdo per un paese estraneo all’euro, direi che è significativo del controllo usa sull’europa .

  • Fabrizio Spinella

    Sì, adesso facciamo di questo sito d’arte un blog per i solidi idioti chepensano di tirare le fila del cambiamento a suon di centesimi, che potrebbero dare più utilmente ai mendicanti. Una parata di faziosi (cioè tifosi di una parte) scambiata per sollevazione di popolo. Poi succede che i faziosi dell’altra parte inscenino una manifestazione in sostegno del premier insultato, e questa notizia non è degna di considerazione, come si è visto dallo spiazzamento della Berlinguer che guardando in un collegamento la folla che gridava ha pensato alla prosecuzione della piazzata di sinistra.
    A cicli, il fisiologico cambiamento degli assetti di potere viene accompagnato da manifestazioni di giubilo o da manifestazioni revansciste. Solo un idiota (cioè uno che non conosce nulla se non il proprio unore e che ignora i processi di formazione del potere e del consenso, pilotati nelle sedi economiche) può scambiare il movimento della propria coda per un terremoto.
    Comprendo che una tribuna d’arte debba comprendere i segnali che vengono dalla società e che interagiscono con i fenomeni della comunicazione, stimolando la discussione (peraltro assai datata) sull’immaginario collettivo, ma se si lascia spazio agli scatacchi dei soliti bloggers la tribuna anziché essere una agorà diventa uno stadio. Ed allora l’unico mezzo di sottrarsi all’ammoina è cancellarsi dalla mail list.

  • Giuseppe

    Bellissimo.
    Festeggiavamo l’ onomastico di mia moglie in casa e dalla TV arrivano delle immagini bellissime, liberatorie.
    Finalmente una piazza di persone vere (non di spettatori paganti o meno, di consumatori) che festeggiavano la fine dell’ altro 20ennio che è cominciato bene, ma che ha rovinato l’ Italia.
    Siamo (anche x colpa di tutti noi) diventati + brutti, + amorali, + poveri, + cialtroni.
    Così come un altro in Germania tirò fuori dall’ animo dei tedeschi il lato oscuro dell’ animo umano, così qui B. ha tirato fuori dalle anime di noi italiani il negativo che abita in ognuno di noi.
    Sono sicuro che ora ci sarà una inversione di tendenza.
    E’ stata una festa di piazza in cui il re ed i suoi leccaculo (sì avete letto bene: leccaculo) dei suoi ministri, erano nudi.
    Ho gioito.
    Anzi x il B. ho solo avuto compassione, x un omuncolo che x sentirsi qualcuno deve sempre fare qualcosa di eclatante e di amorale.
    Solo x constatare di esistere, come esistono le puzzette.
    Bye, bye, B.

  • Massimo

    Quanti erano li ia manifestare? Abbastanza certo, si lo so le banche e i poteri forti hanno i loro fans, gli schiavetti di Goldman Sachs, i leccaculo dei banchieri…tutti felici di avere finalmente batuto il voto democartico delgi italiani a loro sgradito.
    E adesos tutti a leccare il culo a Monti, fino a quando verra il suo turno di ricevere monetine in faccia. SOlo che lui, le monetine le raccoglie e se le mette in tasca, per poi protarle ai suoi padroni, scodinzolnado….