Caos padiglioni regionali. Prima puntata Piemonte

Dovere di cronaca, e quindi ci tocca tornare sul Padiglione Italia. Ma stavolta nella “lavanderia” dell’Arsenale, bensì nel cuore del progetto sgarbiano di diffusione globale del padiglione stesso. Perché in questi giorni aprono – o dovrebbero aprire – i Padiglioni regionali. E non sono tutte rose e fiori, anzi. Per ora ci limitiamo a raccontarvi cosa capita a Torino.

Il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, sede del Padiglione Piemonte

Un’iniziativa curata da Vittorio Sgarbi, ed estesa a tutto il territorio nazionale, volta a indagare il panorama artistico contemporaneo, tracciando una vera e propria mappatura delle realtà artistiche regionali”. È così che vengono presentate ufficialmente le propaggini regionali del Padiglione Italia. Una sorta di Gemine Muse in versione biennalesca, o centocinquantenaria. Senza contare il fatto che, oltre alla manifestazione nazionale di cui sopra, coordinata dai vari GAI, molte città hanno rassegne che – occupandosi in particolare di artisti emergenti – si svolgono periodicamente: Quotidiana a Padova, Nuovi Arrivi a Torino, la Biennale Giovani di Monza e così via.
È questa la prima perplessità che è sorta all’annuncio sgarbiano dell’idea – buona, almeno sulla carta, ma vuol dire poco finché le idee non iniziano a prender corpo – di “diffondere” sul territorio, italiano e mondiale, il Padiglione Italia.

Vittorio Sgarbi

Poi sono sopraggiunte le questioni diciamo così organizzative, le rinunce in specie all’invito alla mostra all’Arsenale, e infine la mostra stessa a Venezia, inqualificabile. Il primo Padiglione regionale ad aprire è stato quello sardo, e vi abbiamo fatto vedere con una manciata di fotografie quale fosse il livello generale. Ora però iniziano, senza nulla togliere all’isola, ad avvicinarsi i vernissage di padiglioni “pesanti”, come quello piemontese. Pesante perché Torino è o almeno è stata la “capitale” dell’arte contemporanea d’Italia; perché i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia hanno qui un fulcro inevitabile; perché c’è stato un fenomeno chiamato Arte Povera, e via dicendo.
Ora, al netto dei piemontesi – magari acquisiti – che hanno risposto positivamente o negativamente all’invito per la mostra in Arsenale (due nomi per le rispettive “sponde”: Giulio Paolini e Paolo Grassino), la prima delle famigerate “liste” diffusa ufficialmente  comprendeva i seguenti artisti: Salvatore Astore, Maura Banfo, Simone Bergantini, Bruna Biamino, Piero Bolla, Enrica Borghi, Botto & Bruno, Carla Crosio, Enrico De Paris, Gianni Ferrero Merlino, Giorgia Fiorio, Dino Fracchia, Marco Gastini, Ferdi Giardini, Piero Gilardi, Carlo Gloria, Giorgio Griffa, Paolo Leonardo, Luigi Mainolfi, Mirco Marchelli, Plinio Martelli, Andrea Massaioli, Francesco Nonino, Luisa Raffaelli, Sergio Ragalzi, Valentina Ruospo, Almone Sambuy, Francesco Sena, Luigi Stoisa, Maurizio Vetrugno.

Un dipinto di Sabrina Milazzo

Chi prima chi dopo, alcuni mid-career hanno fatto sapere che declinavano l’invito – perché ricordiamolo, questi elenchi sono stati diffusi senza sostanzialmente interpellare i diretti interessati -, da Botto & Bruno a Enrico De Paris. Per non parlare degli artisti con maggior esperienza alle spalle, i quali si sono tirati indietro in massa. Risultato? Una seconda lista, uscita (non senza sollecitazioni) a pochi giorni dall’inaugurazione del Padiglione, fissata per il prossimo mercoledì 22 giugno: Salvatore Astore, Cesare Ballardini, Maura Banfo, Bruna Biamino, Domenico Borrelli, Enrica Borghi, Daniele Cazzato, Cracking Art Group, Carla Crosio, Monica D’Alessandro, Gianni Ferrero Merlino, Ferdi Giardini, Ugo Giletta , Carlo Gloria, Giorgio Griffa, Alberto Lanteri, Paolo Leonardo, Plinio Martelli, Andrea Massaioli, Sabrina Milazzo, Ciro Palumbo, Francesco Radino, Sergio Ragalzi, Valentina Ruospo, Filippo di Sambuy, Francesco Sena.
A fare i conti, 15 defezioni su 30, il 50% tondo tondo. Compensato, si fa per dire, dall’introduzione di 11 nuovi nomi, complessivamente non proprio da Turner Prize.
Ed eccoci all’ultima, forse, tappa di faticoso avvicinamento. E qui andiamo sul terreno delle indiscrezioni che circolano nell’artworld torinese. Dove pare che sia giunta una disdetta da parte di un altro nutrito gruppo di artisti, motivata nella gran parte dei casi dal fatto che nessuno di loro era stato avvisato di come era “evoluta” la situazione. In buona sostanza, l’invito era relativo a “tutta un’altra mostra”, dice uno di loro.

La Metafisica di Ciro Palumbo

Chi sono? I nomi certi, per quanto lo si possa dire quando si dà conto di rumors, sono i seguenti, in rigoroso ordine alfabetico: Salvatore Astore, Maura Banfo, Enrica Borghi, Domenico Borrelli, Giorgio Griffa, Paolo Leonardo, Andrea Massaioli, Sergio Ragalzi e Francesco Sena.
Se così fosse, l’arte “piemontese” sarebbe rappresentata – se ci siamo districati correttamente nel turbine delle liste – da: Cesare Ballardini, Bruna Biamino, Daniele Cazzato, Cracking Art Group, Carla Crosio, Monica D’Alessandro, Gianni Ferrero Merlino, Ferdi Giardini, Ugo Giletta, Carlo Gloria, Alberto Lanteri, Plinio Martelli, Sabrina Milazzo, Ciro Palumbo, Francesco Radino, Valentina Ruospo e Filippo di Sambuy.
Esattamente il quadro che abbiamo tutti in mente, nevvero?

– Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • Maria Cristina

    nevvero…

  • antonio

    Da quello che so mi pare che le cose più negative siano le seg:
    1) per quanto riguarda questi padiglioni regionali all’inizio sgarbi aveva organizzato un comitato di una decina di critici che doveva fare la cernita: non si sapeva se la lista di artisti uscita da questo comitato sarebbe stata la definitiva e fino a che punto potesse essere rimaneggiata. In almeno qualche caso i componenti del comitato ricevettero un’assenso di sgarbi sui nomi: da quel che si è capito le riunioni sgarbi – critici erano per lo meno informali tanto che sembra che almeno in alcuni casi non ci fossero lettere d’incarico ufficiali per i critici stessi e probabilmente tutte queste persone non si sono mai trovate assieme tutte in una volta. Successivamente le proposte di alcuni critici ( e per uno di loro Marco Senaldi) sono state disattese se non depennate quasi completamente: se si forma un comitato di persone non si può strada facendo cambiare le regole e non prenderlo in considerazione, anche ammesso che uno di questi membri faccia delle scelte che non ci piacciono . Da qui le comprensibili dimissioni o presa di distanze di almeno 3 di questi critici (Spadoni, Tonelli e Senaldi).
    2) ambiguità riguardo al ruolo della società privata Arthemisia che ha contattato molti artisti: seguiva le indicazioni del comitato dei critici o ha fatto un censimento ulteriore per proprio conto, magari consultando (anche) l’ “?Art Diary”?
    in ogni caso gran confusione organizzativa: valanghe di mail e telefonate chiamando contemporanemente piu volte lo stesso artista, richieste di chiarimenti inevase, ruolo nebbioso del sign. Caliandro spesso irreperibile x gli artisti e la stampa.
    2) mi pare di capire che i finanziamenti regionali per i vari padiglioni dichiarati sicuri da sgarbi non fossero sempre così sicuri: ad esempio regione friuli venezia giulia l’assessore cultura reg ( nominato dal centro destra forse x i meriti di ex giocatore di rugby) De Anna dice che non vuole scucire o comunque non tutto. da qui ritardi e difficoltà in almeno qlc sede regionale
    3) coinvolgimento informale di persone non titolate o mai sentite nell’organizzazione
    delle mostre regionali: superato il comitato dei critici l’organizzazione effettiva delle singole mostre è passata in mano a personaggi locali: nominati da chi e in base a quali criteri? questi signori hanno imbarcato ulteriori amici e conoscenze nella lista sgarbi dilatandola di parecchio e abbassando bene il livello oltre che creare ulteriori ritardi e confusioni: paradossalmente molti artisti della lista sgarbi rischiano di essere estromessi dagli ultimi arrivati che però hanno contatti con il sottobosco locale: molti artisti non sanno nemmeno quante opere devono portare e quando e non hanno ricevuto comunicazioni nè da Arthemisia nè da questi “Curatori” aggiunti.

    Questo è quasi tutto quello che so io, invito altriad aggiungere ulteriori dati.

  • A questo articolo di Marco Enrico Giacomelli rispondo con un’altro articolo di Art Tribune di Gian Maria Tosatti. Ecco il link, lo trovate pure qui sotto come articolo più letto.
    http://www.artribune.com/2011/06/il-padiglione-sgarbi-simile-a-%E2%80%9Cyounger-than-jesus%E2%80%9D/

    Da parte mia, come partecipante alla mostra, non mi sono ben chiare le ragioni della defezione di questi ultimi artisti. Io ho aderito a un progetto e a un certo tipo di atteggiamento che non cambia se certi artisti partecipano oppure no. E se ci pensate bene forse è meglio se non partecipano.

    • me.giacomelli

      Beh Carlo, se professionisti come Mainolfi o Botto&Bruno per te sono “certi artisti”, ce lo meritiamo il Padiglione Piemonte come aprirà mercoledì.

  • paolo da napoli

    chi sei carlo gloria? magari raccontaci qualche cosa di te! cercavi pubblicità?
    il tuo commento è privo di tutto ma soprattutto se questi artisti non partecipano è solo bene per loro a non rapportarsi con certi come te. sei un maleducato. e spocchioso.

    • …no, caro Paolo da Napoli, la frase “e se ci pensate bene forse è meglio che non partecipino” di Carlo Gloria (che non conosci come non lo conosco io, cosa che non dá né a te né a me il diritto di giudicarlo professionalmente), puó essere interpretata in modi diversi, ma non è in sé né maleducata né spocchiosa. Se proprio vogliamo emettere giudizi dovremmo dire che, se non maleducato, certo spocchioso è l’atteggiamento di chi non partecipa perché ritiene gli altri invitati “non alla sua altezza”: se questo deve essere un “un panorama” dell’arte contemporanea di una regione, in un “panorama” ci stanno sia il cielo e le vette che le aiuole fiorite ma anche le erbette, i fiorellini di campo e persino i ramoscelli secchi… In alternativa non è “un panorama” ma una una “veduta atificiale” falsa ed artefatta. E, per finire indubitabilmente maleducato è chi offende e chiede, a chi non conosce, credenziali senza aver alcun titolo a farlo !

      • “E, per finire indubitabilmente maleducato è chi offende e chiede, a chi non conosce, credenziali senza aver alcun titolo a farlo !”
        E, per iniziare indubbiamente è solo questione di saper ascoltare e parlare solo quando piscia la gallina. Basta con tutti questi censori e correttori di bozze abusivi……

        • …q.d.d.e… (quod demonstrandum erat demonstratum est)…

      • ale

        nel panorama ci stanno anche le cacchine, lasciate a imbrattare e fare croste, dai padroni maleducati, bisogna saperle schvare le deiazioni dei migliori amici del critico, l’arte nn passa attraverso le mucose , e nn si trasmette per vie vaginali.

        • …eh si, caro amico, di cacchine nel panorama ce ne stanno tante, a quanto pare, ma del resto a Giardini c’erano anche i Gelitin che si sodomizzavano in pubblico con le banane, ah, a proposito quelli non li aveva chiamati Sagarbi ma la grande “illuminata” Bice Curiger personalmente

          • ale

            Si vede che da questanno si rischia di prendesi la sifilide ad freguentare sessualmente l’arte contemporanea insieme a sgarbi

  • mt

    E il casino di Sgarbi a Trieste con la Biennale Diffusa e il Magazzino 26 ne vogliamo parlare?

  • marco g

    indiscrezioni torinesi…stanno telefonando a chiunque, anche al fotografo “stampa e fuggi” sotto casa pur di riempire i muri del Museo. si chiama serietà lavorativa? anche da parte di chi accetta ovviamente. non faccio il mio nome per correttezza ma mi hanno chiamato per esporre, in corner. e io non faccio l’artista, non sono un artista. mondo dell’arteeeeeee…svegliaaaaaaaaa….vi stanno prendendo per il c… parlino tutti quelli che sanno. BASTA!!!!

  • ale

    che gang di sfigati, che sono rimasti. dispiace per Ferdi e Plinio che hanno un buon lavoro , gli altri nn hanno neanche un minimo di curriculum, ma come hanno fatto i curatori a trovarli : Che tristezza !!!!

    • … e se Plinio, che tu dici ha “un buon lavoro” non avesse un minimo di curriculum, allora sarebbe da escludre?

      • paolo,p

        basta con i finti buonismi!!! suvvia basta!!! smettiamola di fare i finti e diamo atto alla realtà. ebbene sì, se un artista non ha un curriculum è giusto che prima se lo faccia facendo la gavetta come hanno fatto tutti e poi allora possa avvicinarsi alle grandi manifestazioni. ma l’arte nonè solo istinto insomma. non si è tutti artisti. tanto
        questo pensiero lo pensiamo tutti ma nessuno ha le palle per ammetterlo.
        ebbene si, si riununcia poichè le liste fanno pena. e allora che c’è di male???? artisti veri che fanno questo “lavoro” nella vita quanti ce n’è? bene, gli altri lasciamoli fuori!!
        se non ci interessa il progetto del sig sgarbi perchè non si può dire di no? solo perchè è una biennale? ma che cavolo di biennale è questa? smettiamola per favore con questa farsa.

        • …caro paolo,p , nel mondo dell’arte ci sono due categorie di persone o meglio , usiamo il termine che tanto a loro piace, di “addetti ai lavori” che hanno fatto e fanno piú danni della grandine : quelli alla “Politi” seguendo le idee dei quali tanto varrebbe fare mostre in cui, accanto a targhe formato 300×150 riportanti il prezzo, esporre opere formato targhetta, tanto per loro quel che conta è il prezzo e quelli alla “paolo,p” seguendo le idee dei quali tanto varrebbe fare mostre in cui, accanto a “curricula” formato 300×150, esporre magari il nulla, tanto per loro conta solo il curriculum… l’arte non è né prezzo né curriculum ma, chiaramente, prezzi e curricula danno tranqullitá e certezze (alle persone minuscole), mentre l’arte dá inquietudine e dubbi (agli animi nobili)…

        • hm

          – ebbene sì, se un artista non ha un curriculum è giusto che prima se lo faccia facendo la gavetta come hanno fatto tutti –

          tutti chi? cattelan dopo una non mostra come torno subito è stato invitato alla gam . quindi praticamente la sua prima mostra l’ha fatta alla galleria d’arte moderna di bologna .

  • carl

    il sig ferdi ha i suoi interessi, già era finito nel dimenticatoio almeno con questa tenta la prima fila. dilettante.

  • artisti dall’italia

    massima solidarietà agli artisti che non partecipano a questo baraccone. artisti uniamoci. prendiamo spunto da torino e non lasciamo che la poesia dell’arte vada alla deriva.
    artisti torinesi tenete duto siamo con voi.

    • …caro carl, la “poesia dell’arte” va’ alla deriva quando, invece di accoglierla per quel che è: un’espressione (altissima, alta, media, bassa) di qualcheduno che, mettendoci la “faccia”, ha inteso communicare “artisticamente” la propria sensibiltá, se ne fa una classifica : non è una “gara” è un “panorama” e nella poesia di un panorama ci stá, come ho già detto, il sublime, il bello ed il men bello!

  • La cosa buffa è che non vi siate ancora resi conto di essere l’audience, l’auditel di un ‘ “isola degli infamosi” ad uso a beneficio della futura “gloria” ( leggi fortune commerciali) di Artribune che è una bella realtá, che pubblica interssanti notizie e bei sevizi, che hanno preó il difetto delle cose belle ed intelligenti: richiamano da zero a 5/6 commenti e su che cosa si puó fare una campagna “acquisti” di pubblicitá? Ma sulla visibilitá, ovviamente, e quindi sulla media di commenti per articolo! E allora?! Le sgarbate e l’isola degli infamosi fanno venire la pressione alta ai lettori che se la sfogano sulla tastiera? E allora sotto ragazzi, diamogliene almeno una puntata al giorno, anzi, meglio due, che, almeno fino a fine luglio, ce ne sarà fin che ne vogliamo e poi.. beh poi si vedrà! Qualche “argomento trollante” lo troviamo certo!
    Detto questo, sia chiaro, a me Artribune piace e sono assolutamente felice che ci sia (sopratutto per quegli articoli e servizi che riscuotono 0/6 commenti), per questo e per il suo successo mi do’ da fare, nel mio piccolo, a contribuire (scusate se spesso “controcorrente” ma anzi, cosí vi stimolo pur io) al suo successo… ma almeno ne son consapevole e “connivente” e non mi ci faccio inutili “travasi di bile” ;-) ;-) ;-)

  • Edoardo Di Mauro

    Tra l’altro non ho capito da chi fosse composta la commissione selezionatrice. Ricordo poi che, piaccia o meno, dal 2004 esiste una manifestazione che ha come sigla BAM Biennale d’Arte Moderna e Contemporanea del Piemonte di cui sono curatore

    • nemesi

      famossissima…. quanti soldi pubblici usate?

      • Edoardo Di Mauro

        Caro Nemesi ne usiamo assai pochi..una media di 20-25000 euro..per altre informazioni fai una ricerca su internet…

        • nemesi

          caro di mauro, fai brutta figura, su internet c’è assai poco (2night…. roba di livello…) mentre 25.000 euro non lo sono per una mostra in cortile….

          • nemesi

            …o nel fienile ……solo su prenotazione!????

          • Edoardo Di Mauro

            Caro Nemesi alias chissa chi..ho letto solo ora la tua elegante replica..se hai dei problemi con me vienimi a trovare a Torino..ricevo sempre tutti

          • Edoardo Di Mauro

            Tra l’altro sei un disonesto..della qual cosa non dubitavo mi sono preso la briga di dare un’occhiata a Google..dopo le prime dieci pagine tutte o quasi sulla BAM mi sono stufato…

  • g.b.s. torino

    forse sereno variabile hai una lettura ingenua su tutto ciò che sta accadendo in italia. nessuno snobismo da parte degli artisti che rinunciano, poichè il problema non è in una o più liste, ma solo una questione di correttezza lavorativa. nessuno giudica il lavoro degli altri.ma vuole rispettare il proprio attraverso piccole correttezze lavorative che sono invece venute a mancare. non possiamo sempre chiudere gli occhi e fare finta di niente di fronte alla realtà. il progetto di sgarbi sulla carta era molto interessante, ma man mano che si sviluppava non ha rispettato la sua idea, anzi si è macchiato spesso e volentieri dello stesso snobismo di cui si voleva fare a meno. ma le differenze le hanno create già dall’alto dove ad ogni artista in base alla propria fama davano posti di rilievo o meno! e questo ti sembra che voglia essere una mostra dove non si creano differenze?ho seguito da vicino questa tappa piemontese e se si ha un minimo di senso del giusto quello che è successo è legittimo.gli artisti partecipanti hanno accettato l’invito pur con le complicazioni che man mano si incontravano nel percorso. ma ritenevano il percorso di sgarbi interessante da un punto di vista provocatorio proprio perchè fuori dagli schemi. ho parlato con alcuni di loro fin dall’inizio e sensa esitazione ritenevano una strada percorribile da condividere anche con chi non si conosceva. ma ti assicuro che nel momento in cui ti cambiano le carte in tavola ti senti parecchio preso in giro. la rinuncia di alcuni ha smosso molte acque. forse nessuno lo sa che sono stati contattati direttamente dall’organizzazione di sgarbi! proponendo che venisse ritirata la lista quando nessuno di loro aveva fatto cenni a nessuna lista. questa si chiama SERIETA?? ditemelo voi per favore. nessuno degli artisti ha accettato a questo scambio per rispetto di chi era stato invitato e questo ci tengo a sottolinearlo. NESSUNO!
    e da qui dall’organizzazione torinese si è cambiata rotta. invitare chiunque a meno di tre giorni dall’inaugurazione volesse partecipare. artisti che ieri mi hanno confermato di essere stati chiamati in terza, quarta battuta. a tappare dei buchi. questo atteggiamento qualcuno di voi riesce ancora a chiamarlo RISPETTO? un artista con un lavoro alle spalle, mai invitato in prima battuta ora viene chiamato a sostituire artisti mancanti ma non per la qualità del proprio lavoro bensì perchè serve un quadro. mi ripeto, se questo è il rispetto dell’artista di cui si parla allora c’è solo da urlare vergogna.
    spero di cuore che quegli artisti di terza battuta abbiamo la forza di non voler ballare in prima fila e di sentiire la dignità del proprio lavoro come prima forza di rinuncia,.
    mi scuso per la lunghezza del commento ma ritenevo giusto che si sapessero certi passaggi.
    cordiali saluti

  • Ciao Marco, dopo la nostra collaborazione di cui ti sono grata, ma quella partenza da Exibart poco elegantemente mai annunciata a chi attendeva istruzioni e pubblicazioni delle recensioni, ( senza un grazie senza un saluto!) il tuo articolo mi offre l’occasione per incontrarti di nuovo. Tutto quello che di negativo tu dici e si continua a dire da più parti,sulla Biennale e sulle Biennali regionali, mi fa pensare alla storiella di quello che per uccidere la mosca sulla pancia del cavallo, prende il fucile e spara. E c’è anche un’altra storiella che fa al caso nostro : un vecchio e un bambino camminano sulla strada con un asino………ma questa te la racconto un’altra volta. Sgarbi è un grande e la grandezza è insopportabile, molti vorrebbereo essere al suo posto, pensando di poter essere come lui. Sgarbi può avere anche dei limiti, mai suoi limiti vengono ingigantiti per cercare di distruggerlo. Tutti, ma non tutti ,lo invidiano perchè è superiore a tutti e nessuno lo eguaglia Un saluto Cecilia Ci

    • paolo,p

      ah sì? sgarbi è un grande? è vero cara cecilia, è un grande! un grande intrallazzone!. e tu come tutti quelli che si accodano, non hai trovato spazio là dove avresti voluto operare e così hai cambiato sponda. ma brava!
      che paese di poveracci che è l’italia!

    • DImensione

      Considerando le cretinaggini che scrivi (e cliccando sul tuo sito) è chiaro il motivo per cui Giacomelli sia andato via da exibart senza neppure salutarti, ahahaha.

    • ip

      Cara Cecilia, tu non hai avuto istruzioni?
      Sicuramente la pubblicazione più o meno immediata delle tue recensioni era la cosa più urgente da considerare, ma tutti hanno avuto adeguate spiegazioni, tu no?
      Non mi stupisco che ti piaccia lo stile di Sgarbi, se il livello di comprensione generale è questo..

      • a. p.

        Cecilia, aspettiamo di leggere le tue recensioni e i tuoi reportage dalla Biennale, o un bell’editoriale sull’utilità dei Padiglioni regionali. Del resto, hai un sito che ti fa scrivere, quindi hai l’opportunità di sviluppare nero su bianco e in modo articolato e ben argomentato quanto hai espresso sopra in maniera- permettimelo- un pochino personalistica e livorosa. Meno male che alla fine l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio.

  • Claudio

    ti dice……….che, dando un’ occhiata al panorama dell’ ARTE in ITALIA,
    voglio spezzare una lancia a favore del Critico d’ Arte Vittorio Sgarbi.
    Si può dire di tutto, noi italiani, siamo Maestri in questo, però almeno
    un minimo di obbiettibità bisogna averla.
    Seppure in modo forse confusionario, per certi versi,
    almeno una scossa è stata data, un nuovo progetto?
    Parlo delle Marche, dove vivo, tanti contenitori, tante mostre, ma che tristezza.
    Gli addetti ai lavori, lavoricchiano, si arrabattano per fare CULTURA al popolo.
    Arriva Sgarbi, e la critica si spreca, forse ha ragione?
    Lui in questo momento è la massima autorità, nessuno lo discute, spero !!!
    E allora, cosa bisogna fare? Questa è la mia domanda !!!

    • paolo,p

      claudio! bisogna ragionare. solo ragionare.

  • Roberto Baravalle

    Di tutta questa triste e trista vicenda quello che mi lascia più perplesso è il fatto che fior di intellettuali italiani, scrittori, filosofi e maestri di pensiero vari, ricevendo un invito a collaborare a un’iniziativa a dir poco confusa da parte di un individuo che si chiama SGARBI, si siano prontamente messi sull’attenti e abbiano aderito, segnalando quello che volevano (o potevano, visto il meccanismo italiano delle “raccomandazioni” che si è prontamente messo in moto) “segnalare”.
    BASTA: se l’Italia culturale non riesce ad andare “oltre” Sgarbi è veramente fottuta.
    Patetici, poi, i tentativi, già affioranti di definire il pasticcio del Padiglione Italia “divertente” e, naturalmente; “specchio del casino in cui è immerso il nostro paese”.
    Continuiamo a fare carne di porco delle poche istituzioni culturali di prestigio internazionale che ancora abbiamo nel nostro paese…
    Sgarbi è l’ultimo (per ora) dei killer di ciò che di questo prestigio rimane.

  • Claudio

    ti dice………che, probabilmente è vero quello che dici, ma forse ragionare soltanto non basta. Forse, bisognerebbe aggiungere progettualità coniugata con fattibilità. Nelle Marche, tanti anni fà, esisteva il ” PREMIO MARCHE “. Forse in embrione era già una Biennale Marchigiana, ma poi i politici e gli assessorati alla Cultura, si sono addormentati !!! Ci voleva Sgarbi, per ripristinare, una forma d’ arte più vicina alle realtà locali? Forse ragionare di più, forse fare meno distinzioni tra artista ed artista, forse si, progettare e programmare con maggiore anticipo certe operazioni, sarebbe stato più logico. Però è altrettanto vero, che come dice il saggio, non tutte le ciambelle vengono con il buco, e a leggere i quotidiani, le strisce su facebook etc. quì si è proprio toppato !!! Forse, appunto perchè era la prima, era necessario impegnarsi di più per fare bella figura. Ma Sgarbi è uno, gli altri che hanno fatto? Naturalmente parlo degli artisti che hanno snobbato la Biennale etc. L’ arte è un valore universale per me, no personalismi e ripicche da esseri meschini, l’ importante è partecipare, qualcuno lo diceva !!!

  • ale

    nei giro più intrigante dell’arte contemoranea torinese corre voce, di prestazioni sessuali a venezia che il vittorio ha barattato con viceartiste inserite all’ultimo minuto nella lista piemontese, nn faccio nomi , ma basta chiderlo e scrivo i cognomi, cerea neh

    • Alberto

      Embè; è una marketta come un’altra.

      • ale

        nicole minetti ringrazia per la tua amicizia ,benvenuto nell’ogettina, porta anche la tu mammina

  • ip

    nessuno oserebbe sperare in così tanta generosità..

  • ipazia

    meg forever

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  • Exibart

    I veri artisti hanno fatto uno sgarbo a Sgarbi.
    Ben fatto!

  • antonello

    sono un artista e vorrei domandare a tutti quelli che si qui si dilettano a scrivere parole di sostegno sull’inesistente progetto di sgarbi sostenendo che bisogna non essere snob, che nessuno decide chi è più artista o chi lo è meno, che finalmete qualcuno che fa esporre chiunque, e tutte le stronzate che si sono lette in questo mese, se non hanno mai difeso il proprio lavoro!
    in un ufficio qualunque dove ci si fa la gavetta e si mangia anche un sacco di merda prima di salire di grado quanto girano le scatole se l’ultimo arrivato sale di grado non per meriti ma per chissà quale altra ragione! e allora???? finiamola qui questa farsa. ognuno ha diritto a difendere il proprio lavoro, non vedo perchè questo diritto non lo debba avere un artista.

  • artisti dall’italia

    bene. dopo i vari no della chiamate dell’ultimo momento agli artisti in terza battuta, a torino si cercano opere in prestito dai collezionisti!

    sempre meglio!

  • mito

    BUNGA BUNGA BUNGA BONA !!!!!!

  • ale

    Sgarbi ” Ho fatto tanto per i giovani” Vittorio sei consapevole che gli unici giovani che hai aiutato sono le mignotte?????

  • Giorgio Di Genova

    Tanto per la precisione, mMi permetto di correggere un passaggio della prima parte del testo Giacomelli: non è vero che Botto&Bruno non erano stati avvisati. Li avevo segnalati io (assieme a Elio Torriani, Walter Vinco, Sergio Floriani, Marina Sasso, Massimo Ghiotti e Claudio Rotta-Loria), avvisandoli, e loro avevano risposto, inviando a Nicolas Ballario le 3 immagini e quanto altro richiesto. Tra tutti i miei segnalati solo loro erano stati avallati da Sgarbi, che aveva esluso tutti gli altri. Poi in seguito Botto&Bruno mi avevano informato che, non avendo avuto più ricevuto notizie da Arthemisia circa l’invito, avevano deciso di rinunciare, in quanto avevano ormai preso nel frattempo altri impegni fuori Italia.
    Oggi, poi, di rientro da Volterra, trovo 3 mail di Walter Vinco spedite a Ballario, con allegatee alcune illustrazioni di recenti sue opere, dato che Sgarbi aveva chiesto di rivedere la sua produzione per una decisione definitiva. Letto l’articolo di Giacomelli, ho compreso il perché del possibile ripescaggio, che ovviamente spero sia esteso a tutti gli altri miei segnalati, tutti validi artisti e meritevoli di essere presenti nel Padiglione Piemonte.
    Io so bene quanto è difficile trattare con gli artisti, e accontentarli tutti. Se poi ci si mettono i problemi organizzativi e le “voci” perfide di chi sta fuori (e spesso anche dentro) tutto si complica ulteriormente. Ed anche le ottime proposte vengono disgregate. Peccato, davvero.
    Spero che un giorno anche gli artisti comprenderanno che non è utile a nessuno continuare a beccarsi come facevano i capponi che Renzo portava ad Azzeccagarbugli. E poi che si comprenda una volta per tutte che, nel bene e nel male, questa Biennale di Sgarbi riesce, per la prima volta (anche se solo in misura incompleta) a restituire la situazione reale dell’arte in Italia, proponendola come esempio su cui tutti possono riflettere e dire la propria opinione con libertà, ma soprattutto, SPEREREI, con onestà e senza secondi fini. Non ci sarà mai più una Biennale così speculare a ciò che è oggi la produzione artistica in Italia. Ed è un gran bene che si stia tentando di far emergere ciò che finora è stato emerso a favore solo dei soliti noti, tra cui il collezionismo ed il mercato, con metodi non sempre corretti, privilegiano anche nomi che con l’arte non hanno nulla a che fare, ma che sono soltanto i furbetti del quartiere che si fa passare per arte.

    • me.giacomelli

      Ciao Giorgio, permettimi ma la tua è una precisazione in parte fuori luogo. Poiché io ho scritto che gli artisti non sono stati avvisati del loro inserimento nella lista “ufficiale” diffusa alla conferenza stampa tenutasi a maggio al MiBac. E questa è un altro “dettaglio” della disorganizzazione di questo Padiglione: una volta che avete segnalato gli artisti e che sono stati “avallati” da Sgarbi, non hanno ricevuto alcuna comunicazione fino alla suddetta conferenza stampa (parlo dei Padiglioni regionali, non della “sezione” in Arsenale). Prova ne siano le decine di telefonate ad Arthemisia a cui spesso venivano date risposte surreali.

  • Giorgio Di Genova

    Unh’ulteriore precisazione: dei 10 critici segnalatori Sèadoni, come pure la Evangelisti, non ha fatto mai parte, perché s’è defilato prima della prima riunione. Venendo, ovviamente, sostituiti.

  • artisti dall’italia

    chi è giorgio di genova?

  • Chi sono gli ARTISTI DALL’ITALIA, gradirei l’elenco……
    grazie

  • Carlo Romani

    se prima di sgarbi c’era il caos nell’arte contemporanea ora c’è solo lo schifo.

  • paola mantovani

    chi ha visto ieri la mostra a siracusa????

  • giorgio terri

    è impressionante già solo leggendo qui che i cosidetti “intellettuali” chiamati dal sig sgarbi non li conosce nessuno!!!
    la vergogna ancora più vergogna sta nell’aver chiamato “intellettuali” degli showman e delle starlette a suggerire nomi di artisti.
    rimarrò sempre fedele alla mia idea primordiale nel dare sostegno a tutti coloro che hanno avuto la forza di dire di no a questa farsa. e sostengo oggi tutti quegli artisti che delusi di aver sostenuto un’idea si sentono presi in giro.
    torniamo a lavorare seriamente. smettiamola di metterci sempre la politica in mezzo cercando di riempire solo il portafogli!!

  • …tra gli showman che dici tu, pensa un po’, c’era anche Gillo Dorfles, o forse no, quello magari lo metti tra le “starlets” perchè infatti c’era anche come artista con una sua opera (a Venezia, naturalmente)

    • ale

      L’ARTE NN E’ COSA NOSTRA, sempre nel giro intrigante dell’arte contemporanea torinese gira voce che una delle viceartiste invitate al padiglione piemontese è figlia di un mafioso condannato per estorsione traffico internazionale di stupefacenti associazione mafiosa ecc ecc eccc….e altre questioni di famiglia

  • from turin
  • a. p.

    location alternativa: gli spazi della fiera di san giuseppe a casale, eventualmente abbinabile con la sagra della panissa (subito) e la festa dell’uva (in autunno). però ditelo presto, così chiamiamo anche i giostrai e quelli dello zucchero filato

  • elio

    caciocavallo dance . Chi non salta culatello è ! (the original)

    http://www.youtube.com/watch?v=s0AuK_NrO08&feature=feedwll

  • elio

    IL SUICIDIO DEL CACIOCAVALLO. Gli è stato fatale il CULATELLO!

    Il “fuori ruolo” dell’artista Elio Franceschelli, che ha deciso comunque di partecipare alla Biennale, è dovuto alla necessità di leggere le ultime volontà del Caciocavallo ! Video statement dell’opera. 4 Giugno 2011 – Isernia- Molise

    Prima parte. Sgarbi, i critici e gli intellettuali fuori ruolo
    http://www.youtube.com/user/eliofranceschelli#p/u/3/uUjmJW_5U0o

    Seconda parte. Gli artisti non devono abdicare al loro ruolo
    http://www.youtube.com/user/eliofranceschelli#p/u/2/yGHekLnZnrc

    Terza parte. Cuore culturale della Biennale La disputa tra prodotti tipici.
    http://www.youtube.com/user/eliofranceschelli#p/u/1/y0cX_orRYdM

    Quarta parte. Il Suicidio Del Caciocavallo. Gli è stato fatale il culatello!
    http://www.youtube.com/user/eliofranceschelli#p/u/0/P7U8tVQj9AA

  • elio

    Prima parte. Sgarbi, i critici e gli intellettuali fuori ruolo
    http://www.youtube.com/user/eliofranceschelli#p/u/3/uUjmJW_5U0o

  • Michele Lessona

    Mah, mi sembra che siate tutti davvero FUORI. Il problema principale che voi tutti NON avete nemmeno sfiorato è: che ci AZZECCA una mostra d’arte con il Museo di Scienze Naturali??? In un museo naturalistico si devono (dovrebbero?) fare SOLO iniziative di carattere naturalistico (ovvio). Altre cose (arte?) possono trovare sicuramente aree più idonee e devono lasciare spazio all’educazione naturalistica e ambientale che è TOTALMENTE CARENTE in Piemonte e in Italia. Violentare un museo naturalistico con una mostra d’arte non ha assolutamente senso e indica solamente quello che sta accadendo a Torino: mettere mostre di valenza artistica (che sono FICHE e non impegnano) in uno spazio che deve essere destinato ad altro. Le due culture (umanistica e naturalistica) devono avere uguale peso, ma qui la prima ha stuprato la seconda. Con o senza Sgarbi (vero Luca Beatrice??????)

  • Carlo Romani

    NESSUNO DEGLI ARTISTI HA MAI FATTO CONSIDERAZIONI SUL POSTO ESPOSITIVO. SI CONOSCEVA LA LOCATION DEL MUSEO DI SCIENZE NATURALI FIN DALL’INIZIO PER CUI NESSUNA POLEMICA A RIGUARDO. CERTO, NON E’ IL MASSIMO PER UN’ESPOSIZIONE D’ARTE, MA L’ADATTABILITA’ NON HA LIMITI.
    GLI ARTISTI CHE HANNO SCELTO DI NON PARTECIPARE L’HANNO FATTO CON UNA MOTIVAZIONE BEN PRECISA: MANCANZA DI RISPETTO NEI CONFRONTI DEL LAVORO, CAUSA UNA SERIE DI MODIFICHE DI “PROGETTO” IN CORSO D’OPERA, MODIFICHE DELLE QUALI PER CORRETTEZZA GLI ARTISTI SAREBBERO DOVUTI ESSERE INFORMATI.
    BASTA CON LE STRUMENTALIZZAZIONI!!! BASTA!!!!