Fotografia Europea 2018. A Reggio Emilia 13 spazi per le mostre. “Rivoluzioni” il tema

La 13esima edizione del festival di fotografia di Reggio Emilia si estende a luoghi inediti, come la Banca d’Italia, il Battistero e Palazzo del Vescovado, la liberty Villa Zironi e uno spazio commerciale

Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie è il tema portante della tredicesima edizione di Fotografia Europea, il festival nato da un progetto della Fondazione Palazzo Magnani e del Comune di Reggio Emilia, interamente dedicato alla forma d’arte della fotografia, in programma a Reggio Emilia dal 20 aprile al 17 giugno 2018, con tre giornate inaugurali previste il 20, 21 e 22 aprile. “Come rappresentare fotograficamente la rivoluzione oggi insieme e al di là del tradizionale reportage?”, si è chiesto Walter Guadagnini, direttore artistico del Festival. “E soprattutto, che significato può avere oggi il termine rivoluzione, in un mondo complesso, segnato da squilibri sociali sempre più marcati e dalle grandi migrazioni, fattori che minano la stabilità di intere aree geografiche e culturali? Chi è il rivoluzionario, oggi? Difficile figurarsi l’epica di Che Guevara riportata nell’attualità, nel momento in cui il mito rivoluzionario è diventato icona funzionale ad ogni uso: forse anche in questo caso è necessario ripensare non solo le immagini, ma l’immaginario collettivo del mondo odierno”. L’attenzione della rassegna si focalizza, quindi, sulle rivoluzioni come momenti e pratiche della ribellione, del cambiamento, del rinnovamento, che possono avere un immediato riscontro, portare a conseguenze dirette, ma che possono anche mantenere quel carattere utopico che ne caratterizza spesso l’origine ideale. Anche per il 2018, Fotografia Europea allarga, poi, i propri confini verso importanti realtà culturali e artistiche della regione, come la Fondazione MAST di Bologna, il CSAC dell’Università di Parma, la Collezione Maramotti, la Fondazione Modena Arti Visive, cui si unisce l’Osservatorio Fotografico di Ravenna e Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea di Rubiera e ospita – per il secondo anno consecutivo -, gli Stati generali della Fotografia promossi insieme al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Il programma di Fotografia Europea, mai così ricco, si estenderà, infine, a luoghi inediti, come quelli dell’imponente Banca d’Italia, del Battistero e del Palazzo del Vescovado, della liberty Villa Zironi e dell’edificio ad uso commerciale in via San Rocco.  Un modo per riscoprire spazi solitamente chiusi e poter apprezzare il valore del patrimonio storico e architettonico della città. Eccoli nel dettaglio.

– Claudia Giraud

https://www.fotografiaeuropea.it

1. PALAZZO MAGNANI

CABALLERO, Anno IV N.69 L.250. Marisa Solinas, Manon 1970 Vittoria Solinas

Un ideale percorso attraverso il programma di Fotografia Europea 2018, prende avvio da Palazzo Magnani. Qui si tiene la mostra Sex & Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977), curata da Pier Giorgio Carizzoni, sotto la direzione scientifica di Pietro Adamo – docente di sociologia all’Università di Torino – che indaga la genesi delle trasformazioni nel modo di concepire e vivere la sessualità tra gli anni ’60 e ’70, attraverso oltre 300 reperti d’epoca: sequenze cinematografiche, fotografie d’autore, fumetti, rotocalchi, libri, locandine di film, installazioni multimediali, ambientazioni con oggetti di design, musica e molto altro. Un percorso che presenta materiali poliedrici e alcuni scatti di importanti fotografi tra cui Angelo Frontoni e Paola Mattioli, compiendo, in cinque ricche sezioni, una puntuale analisi socio-culturale di un pezzo di storia dirompente e rivoluzionaria: Sessuologia e filosofia; Editoria e cultura tra anni Cinquanta e Sessanta; L’underground; La pornografia; La rivoluzione sessuale: vittoria o sconfitta?.

Sex & Revolution! Immaginario, utopia, liberazione (1960-1977)
Palazzo Magnani, corso Garibaldi 29

2. PALAZZO DA MOSTO

Joel Meyerowitz, Dairy Land, Provincetown, Massachusetts, 1976 © Joel Meyerowitz courtesy Polka Galerie

Palazzo Da Mosto propone una molteplice offerta, con tre progetti espositivi. Il primo è un omaggio a Joel Meyerowitz, grande maestro della fotografia contemporanea, che ha un legame particolare con il nostro Paese, al punto da viverci buona parte dell’anno. L’esposizione, dal titolo Transitions, 1962-1981, curata da Francesco Zanot, presenta oltre 120 opere che ripercorrono i principali passaggi del lavoro e della vita del fotografo americano, nell’arco del decisivo ventennio iniziale della sua carriera. Il secondo progetto Rivoluzioni, Ribellioni, Cambiamenti, Utopie. 101 photobook dalla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, curata da Piero Cavagna e Laura Gasparini, rilegge alcuni dei momenti cruciali della storia del Novecento attraverso una serie di volumi fotografici tra i più importanti mai realizzati. La proposta di Palazzo da Mosto si chiude con In/Finito, un progetto di danza e fotografia per spazi urbani, naturali o storici, promosso in collaborazione con Fondazione Nazionale della Danza e Compagnia Aterballetto, che presenterà alcuni scatti inediti del grande fotografo di moda Toni Thorimbert.

Joel Meyerowitz – Transitions, 1962-1981
Rivoluzioni, Ribellioni, Cambiamenti, Utopie. 101 photobook dalla collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma
Toni Thorimbert – In/Finito
Palazzo da Mosto, via Mari, 7

3. CHIOSTRI DI SAN DOMENICO

Walter Niedermayr, Isfahan, Iran 1762008, installation 160 x 436 cm, pigment print on canvas, edition 13, courtesy Walter Niedermayr, Galerie Nordenhake BerlinStockholm and Galerie Johann Widauer, Innsbruck

Ai Chiostri Di San Domenico, la mostra A Window on to Contemporary Iranian Photography: Genesis of a Latent Vision, curata da Reza Sheikh col coordinamento di Germana Rivi, presenta le immagini di 9 autori iraniani, tra cui Ahmad Aali, Shadi Ghadirian, Gohar Dashti, che testimoniano l’evoluzione della fotografia nel loro paese, da una documentazione sociale a un approccio concettuale. L’omaggio all’Iran continua con una serie di scatti di Walter Niedermayr (Bolzano, 1952) realizzati nel paese mediorientale tra il 2005 e il 2008 che indagano un territorio dalla storia millenaria in cui coesistono tracce dell’antica Persia e dell’industrializzazione, dell’influenza occidentale e della rivoluzione islamica.

A Window on to Contemporary Iranian Photography: Genesis of a Latent Vision
Chiostri Di San Domenico, via Dante Alighieri, 11

4. BANCA D’ITALIA

Francesco Jodice, What We Want, Aral, T67, 2008 © Francesco Jodice

Alla Banca d’Italia troveranno spazio le committenze che caratterizzano, come ogni anno, il Festival reggiano: progetti inediti, pensati specificamente per il Festival, in relazione al tema Rivoluzioni che quest’anno ne connota i contenuti. Il Direttore artistico Walter Guadagnini ha coinvolto due importanti artisti: Mishka Henner e Francesco Jodice. Mishka Henner, fotografo belga/inglese, insignito nel 2013 dell’ICP Infinity Award for Art in New York, ha ideato un progetto/installazione di grande impatto visivo ed emozionale: il visitatore si troverà immerso in una dimensione inaspettata, tra le onde di mari e oceani, senza comprendere fino in fondo a cosa sta assistendo. Francesco Jodice, invece, si inserisce in un percorso innovativo. Da questa edizione, una delle tradizionali committenze seguirà una nuova modalità, capace di mantenere viva l’attenzione sul Festival anche oltre le sue date di svolgimento. A Jodice è stato chiesto di sviluppare, sul concept Rivoluzioni, un progetto articolato nel corso di un anno intero, presentando per step, attraverso workshop e incontri, il suo lavoro “in fieri” e coinvolgendo in modo più ampio la città e gli appassionati. Il lavoro sarà esposto nell’edizione successiva di Fotografia Europea e, come quello di Henner, entrerà a far parte del patrimonio fotografico della città nella Fototeca della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia.

Mishka Henner
Banca d’Italia, piazza Martiri 7 luglio

5. SPAZIO SAN ROCCO

Clément Cogitore, Braguino ou la communautè impossible, 2017 © Clément Cogitore Mac Val ADAGP, Paris 2017

Allo Spazio San Rocco, Clément Cogitore presenta Braguino o la comunità impossibile, un progetto artistico che unisce cinema, fotografia e video arte, a cura di Diane Dufour e Léa Bismuth. L’artista francese si è recato nel 2016 a Braguino, dal nome della famiglia che vive in alcune capanne di legno disperse nella profonda taiga siberiana a 700 km da qualsiasi presenza umana. Cogitore ha voluto scoprire il mistero della scelta di un uomo, Sacha Bragin, che decise di risiedere in quel luogo con la sua famiglia per più trent’anni, sperando di vivere in pace, nell’autarchia più completa, e di costruire un modello di vita autosufficiente. Molto rapidamente, tuttavia, questo paradiso diviene la scena di un conflitto aperto tra due famiglie – una arrivata successivamente – incapaci di vivere insieme.

Spazio San Rocco, via San Rocco 8/a

6. SINAGOGA

Luca Campigotto, Hong Kong, 2016, Hong Kong, 2016, 150×200 cm © Luca Campigotto

La SINAGOGA – sede espositiva di grande fascino e valore storico – ospita Iconic China il lavoro più recente di Luca Campigotto: un racconto del suo lungo viaggio in Cina che inizia con la ricerca di un passato mitico e arriva al presente caotico delle megalopoli. Le fotografie sono l’immagine dell’anima di un paese in cui straordinari orizzonti futuristici di città, proiettati nel futuro, si fondono con tradizioni e atmosfere che si estendono indietro di migliaia di anni.

Sinagoga, via dell’Aquila, 3/a

7. VILLA ZIRONI

Lorenzo Tricoli, Altre Avventure di Pinocchio, Book, covers, 2016

Nella liberty Villa Zironi si rende omaggio a Lorenzo Tricoli, artista milanese recentemente scomparso, con The Archive you Deserve, il suo lavoro più complesso. Si tratta di un archivio composto da ritagli di giornale, libri, stampe fotografiche e riviste, raccolti lungo un periodo di svariati anni, cui occasionalmente venivano aggiunte anche immagini provenienti dal web. Il processo consisteva nell’accumulare, catalogare, fare un inventario delle immagini e dei ritagli e quindi archiviare. The Archive you Deserve rappresenta una versione delirante e mutevole, basata su documenti reali, della recente Storia d’Italia. La mostra è a cura di Federica Chiocchetti – The Photocaptionist.

Villa Zironi, viale Timavo, 18/a (angolo via della Racchetta)

8. BATTISTERO E PALAZZO DEL VESCOVADO

Elio Ciol, Palmira la Via Colonnata, 1996 © Elio Ciol

Elio Ciol, uno dei grandi maestri della fotografia italiana, è il protagonista, nelle sedi del Battistero e del Palazzo Del Vescovado, della mostra Il soffio della storia. Per la prima volta la Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla entra nel programma del Festival con una proposta fotografica di grande qualità, in luoghi carichi di suggestione che divengono temporaneamente espositivi. L’artista friulano presenta alcune delle sue serie più famose, tra cui quelle sulle rovine delle città archeologiche libiche e siriane come Palmira e Lapis Magna, quelle dense di poesia dei suoi paesaggi lirici ed evocativi e, infine, quella straordinaria sul conterraneo Pier Paolo Pasolini.

Elio Ciol
Palazzo del Vescovado, via Vittorio Veneto 8 e Battistero della Cattedrale, Piazza Prampolini

9. SPAZIO GERRA

Il segreto, ‘foto racconto lampo’ con Paola Pitagora, 1975, a cura di AIED

La storia, tutta italiana, del Fotoromanzo sarà al centro dell’approfondimento proposto allo Spazio Gerra. La mostra, curata da ICS – Innovazione Cultura Società, ripercorrerà oltre trent’anni di questo fenomeno culturale di massa, una delle tante piccole “rivoluzioni” silenziose che, per la frivolezza e apparente ingenuità sentimentale che esprimeva, è stata generalmente sottovalutata dagli storici della cultura e dal mondo intellettuale. Oltre a fotografie e materiali provenienti da diversi archivi pubblici e privati, sono in mostra cineromanzi e materiali del Fondo Zavattini della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia. È infatti proprio da un soggetto di Cesare Zavattini, tra i pochi autori a intuire le potenzialità di questo genere a cavallo tra fotografia, cinema e fumetto, che trae ispirazione la produzione di un nuovo fotoromanzo contemporaneo ambientato nel presente e pensato per i social network, in particolare per Instagram, dove verrà diffuso quotidianamente per un intero mese a partire dall’apertura della mostra, come un moderno feuilleton.

Fotoromanzo e poi…
Spazio Gerra, piazza XXV Aprile 2, Reggio Emilia

10. SPAZIO U30CINQUE

Calori&Maillard, Energia Potenziale, Reggio Emilia, 2017 © Calori&Maillard

Il nuovo Spazio U30CINQUE ospita tre mostre, a cura di Daniele De Luigi, dedicate alla fotografia emergente. La prima è Activism ed è la open call di Giovane Fotografia Italiana giunta alla sesta edizione che presenta le ricerche di sette artisti, selezionate tra i 136 progetti candidati, da una giuria internazionale composta da Carine Dolek, Shoair Mavlian e Daniele De Luigi, per un’indagine sui modi di usare l’immagine fotografica come forma di attivismo, creando dispositivi di visione alternativi e stimolando la nostra coscienza critica, civile, politica. La mostra è realizzata con il contributo di Reire Srl. La seconda mostra si chiama Saggio sulla cecità ed è una riflessione a tre voci, prodotta in occasione della 16^ Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo, attraverso il lavoro di Federica Landi, Emeric Lhuisset, Ana Catarina Pinho, sul fenomeno migratorio. Infine, Energia Potenziale è la ricerca, frutto della residenza artistica svolta a Reggio Emilia, dedicata dal duo Calori & Maillard alle ex Officine Reggiane e ai ponti di Calatrava in cui le artiste, attraverso la performance, la scultura e la fotografia, costruiscono un’ironica allegoria delle forze del potere politico ed economico che attraversano le rivoluzioni sociali, culturali e tecnologiche della storia.

Activism; Energia potenziale; Calori & Maillard
Spazio U30Cinque, piazza Scapinelli

11. SPAZIO EX-ACI DI VIA SECCHI 11

Danila Tkachenko, Motherland #4, Russia, 2016 , 50×62,5 or 96×120 , Archivial pigment print on Hahnemuhle, Photo Rag© Ultra Smooth, Courtesy by Danila Tkachenko and Galleria del Cembalo © Danila Tkachenko

Lo Spazio Ex-Aci accoglie cinque dei sei progetti vincitori della Public Call che ogni anno Fotografia Europea organizza per invitare artisti e curatori di tutta Europa a misurarsi con il tema della manifestazione. I nomi selezionati dalla giuria composta da Diana Baldon (Direttrice della Fondazione Modena Arti Visive), Laura Gasparini (Responsabile dell’Archivio fotografico della Biblioteca Panizzi) e Walter Guadagnini (Direttore artistico di Fotografia Europea) sono: Umberto Coa, Nicolò Panzeri, Simone Sapienza, Andrea e Magda, Danila Tkachenko.

Public Call 2018
Spazio Ex-Aci, Via Secchi 11

12. GALLERIA PARMEGGIANI

Francesca Catellani, Reggio Emilia, Cortili, 1974 © Francesca Catellani

Alla Galleria Parmeggiani, Francesca Catellani – la sesta vincitrice della Public Call 2018 – propone Memories in Super8, a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei, una serie fotografica che si focalizza sui cambiamenti non soltanto socio-antropologici e di pensiero, ma anche architettonici e di costume avvenuti in Italia e in Europa nel decennio tra 1970 e 1980, ovvero quello degli anni di piombo del terrorismo italiano e della crisi economica, ma anche delle filosofie legate alla rivoluzione della cultura hippie, alla rinascita degli anni ’80 caratterizzati da edonismo, moda e consumi di massa.

Public Call 2018
Galleria Parmeggiani, corso Cairoli 2

13. BIBLIOTECA PANIZZI

Stanislao Farri, Piazza della Libertà, Reggio Emilia, 1950, Courtesy Biblioteca Panizzi

Lo straordinario patrimonio conservato alla Biblioteca Panizzi si apre per presentare l’archivio fotografico di Stanislao Farri attraverso la mostra dedicata Stanislao Farri, l’utopia dell’archivio a cura di Laura Gasparini e Monica Leoni. Archivio acquisito dall’istituzione reggiana dal 1995 in più lotti fino al 2007, costituito da 170.000 pezzi tra negativi e positivi, in grado di illustrare l’attività professionale e di ricerca in ogni campo della storia locale, di uno dei maggiori esponenti della scuola reggiana di fotografia.

Stanislao Farri, l’utopia dell’archivio
Biblioteca Panizzi, via Farini 3

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).