Una serie di cinemagraph raccontano la magia delle onde. Sembrano video, ma le sequenze sono in realtà realizzate usando immagini fisse, scattate da Ray Collins e lavorate con dei software da Armand Dijcks. The Infinite Now, progetto che punta tutto sulla suggestione di una temporalità dilatata, trasforma i movimenti dell’acqua in un evento sovrannaturale, dando vita a una sequenza ipnotica: una danza delle forme che tiene gli occhi attaccati allo schermo. Un attimo transitorio, velocissimo, normalmente non percepibile dalla visione umana, viene bloccato e fatto durare per sempre: “la cosa bella di questa tecnica è che ti permette di prendere una frazione di tempo infinitesimale e metterla in movimento per sempre”, ha commentato Dijcks.

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.