Due occhi sospesi sul pelo dell’acqua, agganciati alla linea d’orizzonte. Il mondo visto dalla parte di chi viaggia, solcando i mari e gli oceani, in cerca di un destino diverso. L’immagine, potentissima,  sovrasta chi rimane a riva, come un miraggio tridimensionale. Ma non è un inganno, non è un’apparizione. Si chiama Women Are Heroes ed è uno dei titanici progetti di JR, il “photograffeur”, fotografo-street artist che da anni invade gli spazi pubblici del mondo con gigantografie in bianco e nero di volti: un modo tutto suo per ripopolare – sul filo di messaggi sociali sempre incisivi – i luoghi del quotidiano, dalle metropoli occidentali fino ai più sperduti villaggi dell’Est.

Un lavoro di comunicazione en plain air, che punta sulla forza della normalità – gli sguardi, le facce, le storie di persone qualunque – facendone lo spunto per dei tributi effimeri eppure monumentali. Perché riappropriarsi di un territorio, come attori dentro teatri conosciuti e immaginati daccapo, significa anche lasciare una traccia, un “tag”: con i propri connotati, con i propri racconti, con maxi sequenze di poster a misura di paesaggio.
Nel 2007 ho iniziato Women Are Heroes”, racconta JR. “Per rendere omaggio a coloro che svolgono un ruolo fondamentale nella società, ma che sono le principali vittime della guerra, la criminalità, lo stupro o il fanatismo politico e religioso, ho incollato i ritratti e gli occhi di donne su un treno in Kenya, una favela in Brasile, un casa demolita in Cambogia“. Tributi, occasioni di omaggio e insieme di partecipazione. L’ultima tappa ha visto protagonista il porto Le Havre, in Francia, e una gigantesca nave portacontainer lunga 365 metri, la CMA CGM MAGELLAN. Un bastimento mercantile inglese, che andava incontro a una vicenda toccante: il 3 settembre del 2014 avrebbe incrociato e salvato, nelle acque del Mediterraneo, un gruppo di 231 profughi, di cui 157 uomini, 37 donne e 37 bambini. Subito portati sulla terra ferma, attraccando nel porto di Taranto.

JR, Women are Heroes - porto di Le Havre, 2014
JR, Women are Heroes – porto di Le Havre, 2014

Sui container di questa nave, JR, affiancato da uno staff di operai portuali, ha ricomposto gli occhi di Elizabeth, una donna keniana che vive nelle baraccopoli di Kibera, a Nairobi. Una tra le tante eroine semplici, sfortunate e coraggiose, che l’artista ha incontrato e coinvolto in questi anni. “Donne che rimangono nei loro villaggi”, ha spiegato, “e che si confrontano con le difficoltà di regioni lacerate da guerre e povertà, avendo di fronte l’infinita grandezza del mare “. Questi occhi – che hanno in sé tutta la memoria e la fatica di una quotidianità aspra, qualche volta atroce, e che intanto sognano di fuggire, per ricominciare altrove – lo scorso 4 luglio hanno davvero preso il largo. Grazie a 2600 strisce di carta incollate sui 151 container: un maxi collage, con cui ricomporre – in una pioggia di pixel enormi – l’immagine di quello sguardo, afferrato a distanza, via via che la nave spariva nel blu.
Non ho idea di dove e come la gente vedrà quest’opera d’arte, ma sono certo che alcune donne, lontano da qui, sentiranno qualcosa oggi … E a Le Havre siamo esausti ed orgogliosi.” Così commentava JR, mentre davanti ai suoi occhi gli occhi di Elizabeth, immensi, si allontanavano. Iniziando il loro viaggio, finalmente.

Helga Marsala

www.jr-art.net

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.