La città che sale. L’installazione di Vedovamazzei dedicata a Boccioni alla Cittadella di Milano

Il duo artistico formato da Stella Scala e Simeone Crispino ha realizzato per la Cittadella degli Archivi nel quartiere di Niguarda un neon con la firma di Umberto Boccioni, ispirandosi a una lettera che Filippo Tommaso Marinetti inviò al Comune di Milano… Ecco la singolare storia

L'installazione di Vedovamazzei ph. Cosimo Filippini

Tradizione e nuove tecnologie, archiviazione e digitalizzazione: sembrano dualismi antitetici, ma solo in apparenza. E a volte tocca proprio ai linguaggi dell’arte contemporanea riuscire a trovare il modo di congiungere il passato al presente, annientando così ogni contraddizione. Non deve sorprendere quindi se nell’ambito della Milano Digital Week – manifestazione in corso in questi giorni nel capoluogo lombardo dedicata a tutte le realtà della città (istituzioni, università, centri di ricerca, aziende, startup) che operano attraverso le modalità digitali –, un progetto di Vedovamazzei “metta in luce” l’assoluta continuità tra passato e presente, proiettandosi verso il futuro. La Città che sale. Vedovamazzei presenta Boccioni è il titolo del progetto che il duo artistico formato da Stella Scala e Simeone Crispino ha realizzato per la Cittadella degli Archivi, luogo che custodisce al suo interno tutti i documenti dell’Amministrazione e della storia di Milano, sito in zona Niguarda/Bicocca. L’installazione di Vedovamazzei verrà ufficialmente inaugurata domenica 18 marzo, in occasione della giornata di chiusura della Milano Digital Week.

L’ARCHIVIO: TRA STORIA E INNOVAZIONE

Attivata nel 2012 e aperta al pubblico nel 2016, la Cittadella degli Archivi custodisce tutti i documenti di proprietà del Comune di Milano, per un totale di 36 chilometri di carta e di oltre 150mila faldoni che contengono circa 1,5milioni di pratiche e fascicoli gestiti da un archivista speciale: Eustorgio, un robot di ultima generazione, dotato di intelligenza artificiale. Capace di estrarre in maniera automatica i faldoni presenti in una delle otto corsie d’acciaio che custodiscono i documenti, Eustorgio contribuisce a rendere la Cittadella uno dei più grandi archivi meccanizzati d’Europa. Qualche esempio illustre di documenti conservati nella Cittadella? Il contratto di acquisto della Pietà Rondanini di Michelangelo, l’annuncio dei funerali di Verdi, disegni di grandi architetti milanesi…

Cittadella degli Archivi di via Gregorovius
Cittadella degli Archivi di via Gregorovius

DALLA LETTERA DI MARINETTI AL “BOCCIONI” DI VEDOVAMAZZEI

…E anche una lettera che Filippo Tommaso Marinetti indirizzò al Comune di Milano, documento singolarissimo in cui il fondatore del Futurismo dichiara di aver venduto alla città un’opera di Umberto Boccioni, Linea unica nella continuità dello spazio alla cifra di 8mila lire. Ed è proprio questa chicca dalla doppia natura storica e artistica ad aver ispirato l’intervento del duo Vedovamazzei alla Cittadella: un neon di 7 metri di lunghezza posto sulla parte più alta della torre degli archivi che rappresenta la firma di Boccioni, realizzato per segnalare i contenuti storici e culturali preziosamente racchiusi all’interno dell’edificio di via Gregorovius, portando così avanti il programma di riqualificazione avviato nel 2016 grazie all’impegno del direttore della Cittadella Francesco Martelli. La Città che sale. Vedovamazzei presenta Boccioni è un progetto a cura di Rossella Farinotti, ed è il primo intervento d’arte pubblica site specific realizzato appositamente per la Cittadella.

LA PERIFERIA DELLA CITTÀ CHE SALE

Insieme a Francesco Martelli, abbiamo avvito già dallo scorso anno un processo di riqualificazione della cittadella da un punto di vista dell’arte contemporanea”, racconta ad Artribune Rossella Farinotti. “Abbiamo iniziato a lavorare sugli esterni della struttura, per questo progetto abbiamo invitato i Vedovamazzei a fare un tour degli archivi, e qui gli abbiamo mostrato alcuni documenti che sapevamo avrebbero catturato la loro attenzione. In particolare, gli artisti hanno individuato una lettera di Filippo Tommaso Marinetti indirizzata al Comune di Milano in cui il futurista diceva di vendere alla città un dipinto di Boccioni. Simeone e Stella hanno deciso di ispirarsi a questo documento per realizzare uno dei loro tipici ‘ritratti’ al neon utilizzando la firma di Boccioni. Il ‘compito’ del neon qui alla Cittadella” conclude Fanirotti, “è quello di dare luce alla zona periferica in cui essa si trova, ovvero il contesto ex industriale vicino a Niguarda. Il titolo ‘La città che sale’ si ispira al celebre dipinto di Boccioni, ma vuole anche essere indicativo della ‘risalita’ che sta avendo anche questa parte della città”. Il neon giallo posizionato all’esterno della torre della Cittadella è un richiamo per segnalare a Milano che la Cittadella non solo esiste, ma è parte integrante e attiva della storia, passata e contemporanea, dei suoi cittadini. Attraverso il gesto dei Vedovamazzei, Umberto Boccioni firma un frammento della città e del paesaggio circostante: quella Milano contemporanea in cui vive anche l’Archivio.

– Desirée Maida

Evento correlato
Nome eventoMilano Digital Week
Vernissage15/03/2018
Duratadal 15/03/2018 al 18/03/2018
Generenew media
Spazio espositivoBASE MILANO
IndirizzoVia Bergognone 34, 20144 - Milano - Lombardia
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Vive a Palermo, dove collabora con gallerie d’arte, scrive per testate d’arte contemporanea e lavora come storico dell’arte e curatore.