Cai Guo-Qiang, un contemporaneo al Prado

Cai Guo-Qiang è il primo artist in residence nella storia del Museo Prado. A Madrid, l’artista cinese della polvere da sparo ha creato opere inedite ispirate ai capolavori della pinacoteca.

Dipinge con la polvere da sparo, ma con la delicatezza di un pastello e la fantasia di un bimbo ricrea mondi immaginari, che uniscono l’antica arte cinese con l’opera dei grandi maestri della pittura dell’Occidente. Per la prima volta il Museo del Prado ospita nei suoi spazi un artista vivente, il cinese Cai Guo-Qiang (1957), già Leone d’oro alla Biennale di Venezia nel 1999 e regista della pirotecnica inaugurazione dei Giochi Olimpici di Pechino nel 2008. Cai è noto per creare opere d’arte effimere con i fuochi artificiali (come la poetica Sky Ladder, la scala luminosa che unisce la terra al cielo), ma anche per le sue spettacolari installazioni su grande scala, come il branco di 99 lupi che si scontrano contro un’enorme vetrata. Il Prado lo ha invitato a realizzare in loco una serie di opere inedite ora esposte nella personale dal titolo Lo spirito della pittura, a Madrid fino al 4 marzo.

LA RESIDENZA

A Madrid Cai Guo-Qiang ha lavorato per oltre un mese con un’equipe di giovani assistenti cinesi e spagnoli negli spazi fatiscenti, ma senza dubbio magici del Salón de Reinos, l’ex Museo dell’esercito che nei prossimi anni, dopo la ristrutturazione affidata all’architetto Norman Foster, diverrà parte integrante del Museo del Prado. L’edificio è una delle poche vestigia sopravvissute dell’antico Palacio del Buon Retiro (1630-1640), l’imponente residenza di svago di Felipe IV, voluta e ideata dal celebre Conde Duque de Olivares; lo spazio era decorato con un ciclo pittorico meraviglioso, con opere di Rubens, Tiziano, Zurbarán e Velázquez oggi perlopiù perdute.
La residenza a Madrid di Cai Guo-Qiang è cominciata con una lunga visita alla pinacoteca del Prado, dalle sale ai depositi fino ai laboratori di restauro, per ammirare i capolavori di Velázquez e di Goya, di Rubens e soprattutto di El Greco. “Fin da bambino ammiro l’opera di El Greco” spiega l’artista cinese “che nell’Europa del XVI secolo era, come me oggi, uno straniero venuto dall’Oriente. Sulle orme di El Greco ho viaggiato da Creta a Venezia, da Roma fino alla Spagna, e poi a Toledo, per vedere dal vivo gli effetti di luce sulla città all’alba e al tramonto”. Nasce così la prima delle grandi tele realizzate da Cai a Madrid: Giorno e notte a Toledo è un omaggio dichiarato all’arte di El Greco: con i suoi colori intensi, la sua spiritualità e la sua visione del mondo intangibile, il pittore cretese è un referente costante in tutta la mostra.

Cai Guo Qiang al Prado, nel Salon de Reinos

Cai Guo Qiang al Prado, nel Salon de Reinos

DALLA MICCIA ALLA TELA

Gli effetti pirotecnici della creatività di Cai sono davvero stupefacenti: prepara meticolosamente ogni tela con segni, disegni o tracce prima di cospargerla di polvere da sparo, spesso mista a polvere di colore, e di dare fuoco alla miccia. Per ottenere gli effetti voluti impiega stencil, cartamodelli di varie dimensioni (con figure a lungo studiate) che colloca opportunamente sulla tela bianca. Prima dell’esplosione, ricopre infine l’opera con pezzi di cartone o con un’altra intelaiatura, ben fissate da pietre o mattoni. Cai confessa di temere lo scoppio, e di stupirsi ogni volta di fronte all’esito insperato della sua creazione: i segni dell’esplosione sulla tela dipendono da molti fattori fortuiti, non ultimo il tipo di polvere usata e il clima del luogo dove essa avviene.
Lo scoppio è la metafora del big bang, della nascita dell’universo: avvicina l’artista all’istante eterno, ma il risultato non è sempre scontato, è frutto di pura alchimia. L’ansia e l’emozione stanno nei due minuti di attesa prima di scoprire la tela. A Madrid ho scelto però di usare polvere da sparo prodotta a Valencia, e il clima secco (oltre alle temperature alte di quest’autunno estivo) sono responsabili di effetti diversi rispetto alle opere realizzate a New York o in Cina, dove l’umidità rende i segni della polvere sulla tela bianca molto più scuri, intensi. Perciò in alcuni casi ho dovuto ricorrere a correzioni dell’immagine, o a seconde esplosioni, talvolta restando con la miccia ai margini della tela e usando carta oleosa”.

Cai Guo Qiang, Dia y noche en Toledo. Museo del Prado, Madrid 2017

Cai Guo Qiang, Dia y noche en Toledo. Museo del Prado, Madrid 2017

LO SPIRITO DELLA PITTURA

Sono ventisette in tutto le opere di Cai Guo-Qiang esposte al Museo del Prado, otto delle quali realizzate nel mese di ottobre a Madrid; perlopiù si tratta di tele di grande o grandissimo formato (alcune anche polittici), che in un contesto astratto, colorista, innestano elementi figurativi dall’indubbia forza evocativa. Lo spirito della pittura, l’ultima e la più estesa per dimensioni (18 x 3 metri), è stata prodotta dal vivo due giorni prima dell’apertura della mostra, davanti a un selezionato pubblico di addetti ai lavori. Per Cai si tratta di “una liberazione finale, di un’opera audace e catartica: ho adagiato sulla tela piante e tessuti tipici della tradizione spagnola, ma anche una serie di slip femminili”. Il risultato visivo è il rosso e il nero per Tiziano; il blu e il porpora per El Greco; il verde e il giallo per Rubens e una gradazione di toni scuri per Goya. Tra macchie intense di colore, in una sequenza interrotta ma definita di quadri giustapposti si intravedono il ricco drappo della Danae, con le monete che cadono appese a minuscoli paracaduti; un fulmine che si abbatte sulla città di Toledo; una piccola Menina in fiamme, sulla quale veglia lo sguardo di Velázquez ritratto in un specchio ovale; parti di corpi femminili che simbolizzano il desiderio carnale di Rubens (con le mutandine applicate); ma anche una Maja desnuda di Goya, ritratta come in un comic sul banner pubblicitario trascinato da un areoplanino.

CONTEMPORANEI AL PRADO?

Non è la prima volta che il Prado ospita mostre temporanee di artisti contemporanei: prima di lui  l’onore spettò a Miguel Barceló, Cy Tombly, Thomas Struth e Richard Hamilton, tra i più noti, ma anche al fotografo e video artista italiano Francesco Jodice. Ora alcuni si domandano, non senza un pizzico di polemica, se la più importante pinacoteca di Spagna, che contiene nel proprio statuto la data del 1881 (anno della nascita di Picasso) come limite invalicabile per la biografia degli artisti che ospita, non stia cambiando tendenza e si stia definitivamente aprendo alla contemporaneità.
L’anomalia è senza dubbio l’insolita presenza di un artista contemporaneo invitato a creare la sua opera dentro le pareti del Prado”, ha chiarito il direttore Miguel Falomir. “Cai ha interagito a lungo con tutti i conservatori del museo per cercare di comprendere a fondo lo spirito dei maestri del passato, le loro tecniche pittoriche e la loro eredità estetica. Ma la visione, il dialogo intenso con i  capolavori custoditi al Prado da sempre ha influenzato i grandi pittori di ogni tempo, da Manet a Picasso”. “Ieri come oggi” ‒ ha concluso Falomir ‒ “con assoluta normalità gli artisti spagnoli e stranieri si recano nelle sale del museo per conoscere da vicino e farsi ispirare dallo spirito dei grandi maestri”.

Federica Lonati

Madrid // fino al 4 marzo 2018
Cai Guo-Qiang. Lo spirito della pittura
MUSEO DEL PRADO
Paseo del Prado
www.museodelprado.es

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Federica Lonati

Federica Lonati

Federica Lonati (Milano, 1967), giornalista professionista italiana, dal 2005 vive a Madrid. Diploma al Liceo Classico di Varese e laurea in Lettere e Filosofia all’Università Cattolica di Milano, si è formata professionalmente alla Prealpina, quotidiano di Varese, scrivendo di cronaca,…

Scopri di più