Prada apre un nuovo centro d’arte contemporanea a Shanghai

Una storica residenza del 1918 nel quartiere centrale di Shanghai, dopo un attento restauro conservativo, viene ripensata come spazio flessibile per attività culturali del Gruppo Prada in Cina.

Il nuovo spazio di Prada in Cina
Il nuovo spazio di Prada in Cina

Dopo il restauro di alcune sezioni della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano per ospitare l’Osservatorio della Fondazione Prada sulla fotografia, e di Ca’ Corner della Regina, splendido palazzo barocco di Venezia, affacciato sul Canal Grande e riconvertito in spazio dedicato all’arte, continua l’impegno di Prada verso la tutela del patrimonio storico in tutto il mondo. Il celebre marchio fashion di lusso ha, infatti, recentemente inaugurato Prada Rong Zhai, residenza storica del 1918 ubicata nel quartiere centrale di Shanghai. Oggetto di un attento e scrupoloso restauro a partire dal 2011, questo luogo esclusivo è stato ripensato come spazio flessibile per le iniziative culturali e le molteplici attività del Gruppo Prada in Cina.

PRADA E L’ARCHITETTURA

Prada ha sempre tratto ispirazione dall’architettura. Lo studio delle implicazioni pratiche, commerciali e storiche degli edifici ha sempre rivestito un ruolo essenziale nello sviluppo dell’attività di Prada, attraverso un profondo impegno per progetti di sperimentazione architettonica contemporanea e di rigorosa conservazione storica”, dichiarano Miuccia Prada e suo marito Patrizio Bertelli, amministratore delegato della nota azienda di moda, entrambi grandi collezionisti. “In particolare, la Cina — il paese e la percezione che gli europei ne hanno — ha sempre occupato un posto di rilievo nell’immaginario di Prada. Con l’espansione delle svariate attività culturali attraverso l’azienda e la Fondazione Prada, abbiamo ricercato opportunità di ampliare le nostre esplorazioni in campo architettonico e in altri ambiti artistici in Cina. È stato questo imperativo che ci ha portato a Rong Zhai, residenza storica capace di manifestare adeguatamente il nostro impegno costante per la cultura cinese e per il dialogo sino-europeo”. Dichiarata patrimonio culturale del distretto di Jing’an nel 2004 ed entrata nell’elenco degli edifici storici più interessanti di Shanghai nel 2005, Prada Rong Zhai è ora aperta al pubblico grazie a uno scrupoloso restauro basato sulla massima cura per i dettagli, sulla maestria artigianale, e sulla rilevanza intramontabile dell’architettura storica.

LA STORIA DELL’EDIFICIO

Rong Zhai ha un profondo legame con la mia famiglia. Mio padre Rong Zongjing, acquistò la villa nel 1918 dopo una brillante carriera, in cerca di un luogo per facilitare la gestione delle sue aziende e vivere con la famiglia”, racconta H.C. Yung, figlio di Yung Tsoong-king (Rong Zongjin), un famoso magnate fortemente legato alla città di Shanghai e alla sua provincia, per il quale fu progettato in origine l’illustre edificio. “Dopo quasi 100 anni, quella che era in passato una residenza magnifica era diventata un edificio obsoleto. Questo rinnovo è stato effettuato in modo molto attento, dedicando particolare cura anche agli intonaci e ai vetri piombati per riportarli all’aspetto originale. A lavori ultimati, la residenza ha un aspetto completamente nuovo, pieno di vitalità e vivacità”. Fino al 12 novembre Prada Rong Zhai ospita una mostra che presenta il lavoro di restauro della villa, oltre ai già citati interventi a Milano e a Venezia, con la supervisione dell’architetto Roberto Baciocchi, e la realizzazione degli Epicentri – o centri di creatività – di New York, Los Angeles, San Francisco e Tokyo, progettati rispettivamente da OMA di Rem Koolhaas e Herzog & de Meuron. Senza dimenticare Prada Transformer a Seul e la nuova sede di Fondazione Prada a Milano, sempre ad opera di Koolhaas e OMA.

-Claudia Giraud

Shanghai// fino al 12 novembre

Unveiling Prada Rong Zhai
Prada Rong Zhai No.186
North Shaan Xi Road, Jing’an District, Shanghai

http://www.prada.com

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).