Future Fictions. L’arte ai tempi del capitalismo digitale

Assembly Point, Londra ‒ fino al 14 ottobre 2017. Attraverso i lavori di Pakui Hardware, Joey Holder, Core.Pan e Viktor Timofeev, “Future Fictions” mette in scena nuove forme di esperienza prodotte da quello che è stato chiamato “capitalismo digitale”.

L’espressione “spasmo cosmico” ideata dallo psicanalista Felix Guattari illustra efficacemente uno degli effetti causati dalla rivoluzione digitale degli ultimi trent’anni. La contrazione di spazio e tempo dovuta alle nuove tecnologie, che permettono di compiere in frazioni di secondo complesse operazioni e collegare istantaneamente diverse parti del pianeta, inevitabilmente produce una violenta contrazione che sconvolge le tradizionali categorie di spazio, tempo e rapporto causale.
Questo fenomeno è decisamente percepibile nella mostra collettiva Future Fictions, curata da Mattia Giussani presso Assembly Point a Londra. Nel dare una rappresentazione del futuro, gli arsiti Pakui Hardware, Joey Holder, Core.Pan e Viktor Timofeev vedono riemergere elementi appartenenti a un passato arcaico e mescolarsi con le tecnologie più avanzate. Così il Bitcoin si ammanta di misticismo, la porfirina, sostanza presente sia nei materiali derivati dal petrolio che in piante e animali, diviene un’entità mitologica e la realtà virtuale conduce in claustrofobici labirinti in pietra.

Felice Moramarco

Londra // fino al 14 ottobre 2017
Future Fictions
ASSEMBLY POINT
49 Staffordshire Street
www.assemblypoint.xyz

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Felice Moramarco
Felice Moramarco, 1987, vive a Bologna. Laureato in Filosofia con Giovanni Matteucci. Si occupa di arte ed estetica contemporanea. I suoi autori di riferimento sono Adorno, Benjamin, Gehlen, Kant.