Appaiono architetture classiche, tra cespugli fioriti, alberi, aiuole. Ed è tutto immateriale, quasi invisibile.  Tecnica e visioni di un artista che usa il metallo come fosse grafite nel vuoto. Grande evento negli Emirati Arabi…

Inarrestabile, Edoardo Tresoldi. Perfettamente a suo agio con spazi imponenti e progetti monumentali, affezionato a un’idea dell’arte come occasione scenografica, seduzione teatrale, incantesimo e stupore. E committenza dopo committenza crescono le ampiezze, il livello delle sfide, i budget e la radicalità delle visioni. Visionario, per l’appunto: l’aggettivo che meglio connota questo suo lavoro fatto di grandeur e di magia, nel tentativo di lasciar affiorare l’invisibile in tutta la sua potenza.
Dopo la ricostruzione della basilica medievale del parco archeologico di Santa Maria di Siponto, in Puglia, ricollocata nel suo sito originario in forma di apparizione fantasmagorica, è la stessa particolare tecnica a generare oggi un altro capolavoro. Strutture di maglia metallica, disegnate nel volume dell’aria così come si disegnano architetture perfette e immateriali nel vuoto di una simulazione digitale, nell’immaginazione, nel campo delle idee.

Edoardo Tresoldi, Abu Dhabi, foto Roberto Conte
Edoardo Tresoldi, Abu Dhabi, foto Roberto Conte

ARCHITETTURA CON GIARDINO PER I REALI DEGLI EMIRATI ARABI

Stavolta, però, non si tratta di un’opera a cielo aperto ma di un interno. Per l’esattezza uno spazio di 7.000 metri quadri, ad Abu Dhabi, che ha ospitato un evento per la famiglia reale in presenza di circa 1.900 invitati provenienti da tutto il Medio Oriente.
Tresoldi, insieme allo studio Designlab Experience di Dubai, ha lavorato 3 mesi per costruire la mirabolante scenografia: nell’innesto tra natura e architettura, ma anche tra artificio e realtà, dei veri giardini lussureggianti – arbusti, aiuole, siepi, cespugli fioriti – incontrano finti archi, porticati, cupole, colonne: un geometrismo puro che è alla base degli archetipi architettonici classici e modernisti. Intanto stormi di uccelli solcano cieli immaginari, dribblando grandi cubi sospesi. Un miraggio, che ha la trasparenza della rete e la solidità di una memoria costruttiva, evocata con sapienza progettuale e finezza artigianale.
Sorprendente il risultato, raccontato nello splendido diario fotografico di Roberto Conte. Alcune delle installazioni realizzate per l’occasione saranno riallestite, separatamente, in diversi luoghi istituzionali: università, musei e parchi della capitale degli Emirati Arabi Uniti.

– Helga Marsala

www.edoardotresoldi.com

 

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AutoreEdoardo Tresoldi
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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Lavori veramente di grande impatto e suggestione, complimenti !