Il nuovo allestimento del Museo Archeologico Salinas a Palermo e la mostra di Antufiev. Le immagini

Promossa dalla collezione Maramotti di Reggio Emilia, la personale di Evgeny Antufiev al Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo, tra gli eventi collaterali di Manifesta 12, si inserisce con ironia e eleganza nell’itinerario espositivo completamente rinnovato.

Museo Salinas
Museo Salinas

Il Museo Archeologico Regionale Antonino Salinas di Palermo e la Collezione Maramotti di Reggio Emilia, presentano, nell’ambito di Manifesta 12, la personale Quando l’arte diventa parte del paesaggio. Capitolo I dell’artista russo Evgeny Antufiev (Kyzyl, 1986). Una collaborazione che intende, come sostiene la direttrice del museo Francesca Spatafora, mediante “lo sguardo degli artisti contemporanei, aiutare a ridefinire il rapporto con le opere d’arte antica attraverso una sensibilità nuova”. La mostra, curata da Giusi Diana e frutto di un grande lavoro di Marina Dacci, alla guida della fondazione di Reggio Emilia, inserita tra gli eventi di Manifesta 12, trova spazio all’interno del rinnovato percorso espositivo che ruota intorno ai due chiostri. Suggestive ambientazioni per una collezione che contempla, tra gli altri, il monumentale frontone del Tempio C di Selinunte, il  complesso scultoreo delle gronde leonine del tempio di Himera, le oreficerie della necropoli di Tindari e prestigiosi reperti in grado di restituire la cultura figurativa e i culti funerari di una vasta area del Mediterraneo.

LA MOSTRA

Tra questi simulacri di un lontanissimo passato, Evgeny Antufiev, proposto in Italia per la prima volta nel 2013, sempre dalla Collezione Maramotti e presentato anche in occasione della precedente edizione di Manifesta nel 2016 a Zurigo, dipana manufatti di ieratica compostezza, costringendo lo spettatore a progressive e imprevedibili scoperte, come un archeologo nell’esercizio della sua attività di scavo. Sculture ispirate a un personalissimo registro iconografico, con sentori formali ironicamente assimilabili alle sintassi classiche, incise con retrogusto espressionista.

IL RESTAURO

Antufiev dissemina le sue sculture dal chiostro Maggiore, proseguendo nel portico, nell’intero piano terra, per terminare infine nell’Agorà, inaugurata di recente (a maggio 2018). Il percorso espositivo mostra la nuova porzione del museo in tutta la sua bellezza: a partire dalla grande corte coperta da una volta trasparente e riportata alla luce dopo che era rimasta chiusa fin dalla fine dell’800. Il restauro è stato condotto eliminando le aggiunte tardo ottocentesche e riportando alla luce i fasti dell’ex Casa Conventuale dei padri della Congregazione dell’Oratorio San Filippo Neri, eretta nel 1958 su progetto di Antonio Muttone. Il Museo Salinas è stato riaperto nel 2016, dopo cinque anni di chiusura. I lavori di restauro, condotti dal progettista Stefano Biondo, che oggi vedono aggiungersi questo importante nuovo tassello, che conserva il selciato preesistente e la forma dello spazio precedente, sono stati elaborati nel 2001 con l’obiettivo di terminare del 2017. Finanziati con 9 milioni di fondi europei, come già raccontato da Artribune, hanno visto nel 2016 la riapertura e la fruibilità del piano terra.

L’ALLESTIMENTO

Sculture, ceramiche o bronzi appartengono a un antiquarium privato con il quale l’artista percorre una circolarità espressiva. Un perenne ritorno di forme che, nate nel solco dell’arte classica, regrediscono ad un più antico arcaismo, innervato però da un’inquietudine contemporanea. Sincretico anche nell’uso dei materiali, porta avanti una ricerca sulla falsificazione archeologica (Damien Hirst docet) con suggerimenti folgoranti, per esempio l’emoticon inserito in una maschera di bronzo.  Come dire che tutto deve essere già successo e dunque ci tocca ripeterlo in eterno.

-Marilena Di Tursi

Evento correlato
Nome eventoEvgeny Antufiev - When Art became part of the Landscape. Chapter I
Vernissage16/06/2018 ore 10 alla presenza di E. Antufiev
Duratadal 16/06/2018 al 04/11/2018
AutoreEvgeny Antufiev
CuratoreGiusi Diana
Generiarte contemporanea, personale
Spazio espositivoMUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE ANTONINO SALINAS
IndirizzoPiazza Olivella - Palermo - Sicilia
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Marilena Di Tursi
Marilena Di Tursi, giornalista e critico d'arte del Corriere del Mezzogiorno / Corriere della Sera. Collabora con la rivista Segno arte contemporanea. All'interno del sistema dell'arte contemporanea locale e nazionale ha contribuito alla realizzazione di numerosi eventi espositivi, concentrandosi soprattutto sulla promozione dei giovani artisti pugliesi dal 1988 fino ad oggi. È autrice di numerose pubblicazioni e di testi critici di presentazione dell’opera di giovani artisti, contenuti in cataloghi redatti in occasione di mostre personali e collettive. Per conto della Fondazione Corriere della Sera, in qualità di membro del consiglio scientifico, ha curato cicli di incontri dedicati all’arte contemporanea nell’ambito dell’iniziativa “Da Est a Ovest Bari incontra il mondo” (2015/2016) e “Quanto è contemporanea l’arte contemporanea?” (2016, con Marco Scotini, Achille Bonito Oliva, Domenico Fontana, Marco Senaldi). Laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Bari, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea, ha conseguito la specializzazione triennale in storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università “La Sapienza” di Roma e il titolo di Dottore di ricerca in Documentazione, catalogazione, analisi e riuso dei beni culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari. Insegna Storia dell’arte nel locale Liceo artistico.