Parte un nuovo progetto a Villa Lontana a Roma. In collaborazione con Fondazione Santarelli

Villa Lontana ospita un nuovo programma d’arte contemporanea ideato dalla curatrice Vittoria Bonifati e da Jo Melvin. Il primo appuntamento è in collaborazione con la Fondazione Santarelli e mette insieme opere antiche e contemporanee.

John Baldessari, I Am Making Art, 1971, video still. Courtesy of John Baldessari
John Baldessari, I Am Making Art, 1971, video still. Courtesy of John Baldessari

Per i romani la storia di Villa Lontana (lontana per la sua distanza dalla città che poi la inurbò) si intreccia indissolubilmente con quella di famiglie e personaggi importanti. Vi vissero gli Orsini e dalla seconda metà del XVII secolo, ospitò la Reverenda Camera Apostolica. Infine la tenuta subì la trasformazione da tenuta di campagna a giardino esotico, e da casa rurale a casino delle delizie. Poi fu abitata da personaggi illustri quali il Principe Stanislao Poniatowski, gli scultori Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen. Artisti come Poussin vi si recano a dipingere e molti altri ospiti insigni la abitano, dall’architetto Luigi Gabet al primo direttore dell’American Academy in Rome Samuel A.B. Abbot. Nel 2013 la Fondazione Santarelli le dedica anche un nutrito volume che ne racconta la storia e quella del sito archeologico limitrofo a Ponte Milvio (vi è stata ritrovata una necropoli con 160 tombe ed è menzionata in relazione al percorso della via Francigena). Dal libro, che porta il nome della costruzione, emergono inoltre le vicende del restauro conservativo che ha valorizzato la struttura.

Elisabetta Benassi, Son of Niobe, 2013
Elisabetta Benassi, Son of Niobe, 2013

VILLA LONTANA E L’ARTE CONTEMPORANEA

Il 2018 segna l’inizio di una nuova avventura per Villa Lontana. La nascita di un progetto d’arte contemporanea. A guidarlo e ad idearlo la curatrice Vittoria Bonifati, ex studente al Royal College of Art, che conduce la sua ricerca e il suo lavoro, tra Londra, l’India e la Capitale. La prima mostra, che inaugura il 16 maggio 2018, si intitola Sculptureless Sculpture ed è curata insieme a Jo Melvin, con l’obiettivo di aprire un nuovo percorso e un incontro tra la Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli e l’arte contemporanea. Il progetto espositivo mette insieme 35 sculture della collezione della Fondazione con sei video. Ma ad ospitarli non saranno le stanze della Villa. Sarà bensì “il garage, costruito nel 2010 dall’architetto Fabio Ortolani, che diverrà la sede di questo progetto per il quale stiamo sviluppando una intera programmazione che comprenderà due esposizioni l’anno. Abbiamo scelto questo spazio perché volevamo relazionarci con un luogo asettico. Non siamo intervenuti ulteriormente, abbiamo solamente tolto le automobili, anzi useremo l’illuminazione preesistente al neon. E qui porteremo opere e frammenti scultorei selezionati dalla Fondazione Santarelli per il progetto”, racconta Bonifati raggiunta da Artribune.

LE OPERE IN MOSTRA

In mostra John Baldessari con i suoi I Am Making Art (1971) e Baldessari Sings LeWitt (1973), Elisabetta Benassi con Son of Niobe (2013), Ketty La Rocca con Appendice Per Una Supplica (1972), Mario Merz, Lumaca (1970) e Ad Reinhardt con Travel Slides (1952-1967) “opere che sottolineano l’aspetto performativo della scultura”. Insieme a queste la Fondazione Santarelli ha selezionato sculture e frammenti dal I al III secolo d.C., un rilievo etrusco di Perseo e Medusa del V secolo a.C. e una testa femminile greca del I secolo a.C. Quale sarà il futuro di questa relazione tra Villa Lontana e l’arte contemporanea? “Stiamo lavorando ad un’altra mostra”, ci spiega la Bonifati, “che si svolgerà tra settembre e ottobre in un giardino all’italiana della Villa, abitato da alberi secolari. Stiamo inoltre inaugurando un programma di residenze che inviterà un artista all’anno, senza limiti generazionali o di provenienza”.

LA FONDAZIONE SANTARELLI

La Fondazione Dino ed Ernesta Santarelli nasce nel 1999 a Roma, per volere di Paola, Santa e Antonio Santarelli, in memoria dei genitori. La sede è il Castello della Cecchignola a Roma, la sua collezione che porta il nome di Dino e Ernesta, scomparsa nel 2008, si estende dal periodo tolemaico all’inizio del XIX secolo. Protagonisti sono la statuaria romana, i marmi colorati della Roma imperiale, la pittura su pietra che rappresenta una parte importante della collezione (presto in mostra a Spoleto), ma anche il corpus di frammenti d’età romana della collezione Gnoli. Una ampia raccolta di glittica è in comodato d’uso ai Musei Capitolini fino al 2022. Tra le dichiarazioni di intenti della fondazione si legge: “A Roma ed dai suoi abitanti si desidera manifestare riconoscenza, conservando e divulgando, mediante iniziative culturali, pubblicazioni, prestiti ad Enti e Istituti, esposizioni, le opere che da essa sono scaturite in antico e delle vaste Province conquistate, soprattutto marmi colorati, sculture e gemme”. 

Santa Nastro

Villa Lontana
Via Cassia 53, Roma
http://www.fondazionesantarelli.it

CONDIVIDI
Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.