L’ultimo Philip Seymour Hoffman. In un film di Anton Corbijn

In Italia il giovedì è il giorno in cui escono i film al cinema. E questo si sa. La novità sta nel fatto che ogni giovedì Artribune recensirà una novità per voi. Così saprete cosa andare a vedere. E cosa evitare. Si inizia con due nomi di spessore: Philip Seymour Hoffman e Anton Corbijn.

Anton Corbijn - La spia. A Most Wanted Man

Esce oggi in Italia, distribuito da Notorius Pictures, La spia – A Most Wanted Man, thriller geopolitico firmato dal proteiforme fotografo e regista olandese Anton Corbijn, che vede l’ultima interpretazione da protagonista sul grande schermo di Philip Seymour Hoffman. Tratto dal romanzo Yssa il buono di John Le Carré – complessivamente si tratta del suo ottavo romanzo trasposto al cinema – il quarto lungometraggio del regista di Control e The American è ambientato tra Berlino e Amburgo. Tra le austere location mitteleuropee, incorniciate in raffinatissimi frame,si muove agile Issa Karpov (Grygoriy Dobrygin), un enigmatico ragazzo di origine cecena che è alla ricerca di una cassetta ricolma di denaro che il padre, spietato criminale di guerra, ha depositato in banca poco prima di morire. Ad aiutarlo nella ricerca del banchiere (Willem Dafoe) c’è una giovane avvocatessa idealista (Rachel McAdams), ma sulle sue orme si muove anche Günther Bachmann (P.S. Hoffman), freddo e sprezzante capo di un’unità segreta di spionaggio tedesca. Lentamente consumato dal vizio dell’alcol, per Bachman è vietato sbagliare, essendo questa la sola e unica chance a sua disposizione per farsi perdonare un passato ingombrante.

Rispetto al testo letterario, La spia – A Most Wanted Man è un film contratto, che non procede svelto e, al contrario, conosce numerosi momenti di stasi. Già raffinato fotografo e regista di videoclip, Corbijn prosegue sulla propria strada autoriale, costruendo una spy story atipica che preferisce ai meno di scena i risvolti psicologici. Lo strumento dell’indagine è il corpo greve e angoscioso del ruvido Günther Bachmann, antieroe di eastwoodiana memoria isolato dal mondo per qualcosa che avrebbe dovuto ma non ha fatto. Eppure, nonostante tutti gli elementi siano al posto giusto al momento giusto, l’intreccio pare troppo attento a non uscire dai binari della convenzionalità e a non deludere l’enorme mole di aspettative stratificate nel genere. Anche se l’autore rivolge idealmente il proprio sguardo al George Smiley (Gary Oldman) protagonista de La Talpadi Tomas Alfredson, piuttosto che in direzione dei sedicenti eroi fleminghiani; La spia – A Most Wanted Man non riesce mai a delineare compiutamente uno “sguardo europeo sul genere”, rimanendo un ottimo film scandito dal suspense, ma sostanzialmente di mestiere.

Marcello Rossi

Anton Corbijn – La spia. A Most Wanted Man
Germania / Gran Bretagna / USA – 122’ – thriller
www.notoriouspictures.it

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Marcello Rossi
Nato a Parma nel 1987, Marcello Rossi è laureato in Lettere e Filosofia all'Alma Mater di Bologna con una tesi sul cinema di HG Clouzot. Collabora con diverse testate online qui parma.repubblica, indie-eye e l'intellettuale dissidente. Crede fermamente che l'arte in tutte le sue forma vada scomposta, sezionata, analizzata. Solo così si può riflettere sul suo significato.