Il consiglio ai giovani artisti, stavolta da Patti Smith

Abbiamo avuto il consiglio di Yayoi Kusama e poi quello di Marina Abramović. Anche la terza è una donna, distante anni luce dalle prime due, una che con le parole ci sa fare davvero: ecco Patti Smith

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Ci sono dischi che non ascolterà mai nessuno e libri che verranno letti da cinquanta persone. Non ha importanza: un artista lo fa perché lo deve fare, lo fa per vocazione. Costruirsi un buon nome e tenerlo pulito, secondo Patti Smith, è il massimo obiettivo a cui puntare. Non scendere a compromessi, non preoccuparsi di fare soldi e avere successo, ma svolgere un buon lavoro, proteggerlo e prendere decisioni giuste. Un buon nome è la valuta di un artista. Essere un artista, un essere umano, di questi tempi è difficile: bisogna provare a mantenersi sani, a tenersi su di morale e seguire i propri obiettivi, una volta individuati. Non importa cosa sia, l’importante è conoscere i propri desideri ed essere consapevoli che sarà dura, perché la vita è davvero pesante: si perdono le persone amate, il cuore si spezza, qualche volta ci si ammala, qualche altra ci si arrabbia. Ma si possono avere anche le più straordinarie esperienze: nel giorno buono può bastare il cielo, oppure un lavoro che si trova particolarmente appagante o la scoperta dell’amore. Nel pacchetto della vita c’è anche la sofferenza: siamo nati col destino di morire e lo sappiamo, ha senso ammettere che ci saranno giorni felici e poi tutto comunque finirà. Bisogna imparare a convivere con questa consapevolezza. Alti e bassi fanno parte del gioco. Ma ne vale la pena.

– Federica Polidoro

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  • Whitehouse Blog

    Condivido, un bel messaggio per quelle persone (soprattutto giovani) che in Italia nell’ambito dell’arte, si comportano come politici, omettono, ostracizzano, giocano da piccoli mafiosetti. Ragionate.