Ecco come sarà il Serpentine Pavilion di Bjarke Ingels a Londra. E i 4 “fratelli” minori di Kunlé Adeyemi, Barkow Leibinger, Asif Khan e Yona Friedman

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Serpentine Pavilion 2016 designed by Bjarke Ingels Group (BIG); Design render © Bjarke Ingels Group (BIG)

Serpentine Pavilion 2016 designed by Bjarke Ingels Group (BIG); Design render © Bjarke Ingels Group (BIG)

Un semplice muro in mattoni che – aperto, scavato, incurvato – da elemento lineare diviene complesso paesaggio tridimensionale abitabile. È dalla manipolazione di un archetipo dell’architettura che prende forma il sedicesimo padiglione temporaneo della Serpentine Gallery di Londra, le cui prime immagini – dopo l’annuncio due settimane fa dell’incarico allo studio BIG di Bjarke Ingels – sono state oggi svelate. Nelle mani dell’enfant prodige danese, la tradizionale cortina in mattoni degli edifici londinesi diviene un involucro di grandi profili estrusi in fibra di vetro, che dalla base si rastrema verso l’alto, trasformandosi da alcova – che accoglierà un café e spazi per gli eventi – a sottile lama che si staglia sui Kensington Gardens. Una struttura sinuosa “che raccoglie diversi aspetti spesso percepiti come opposti” – spiega l’architetto – “dalla forma libera ma rigorosa, modulare ma scultorea, trasparente e opaca, blocco solido e blob”. Muovendosi nel parco, la griglia in scatolari apparirà – a seconda del punto di osservazione – rettilinea e compatta, o al contrario, ondulata e quasi immateriale. In questo modo “la presenza diventerà assenza, l’ortogonale curvilineo, la struttura gesto, e la scatola blob”.

4 ARCHITETTI PER 4 SUMMER HOUSES
Reinterpretazione e sperimentazione caratterizzano anche le piccole Summer Houses che – per la prima volta nella storia del programma – affiancheranno il Padiglione. Chiamati a dialogare con il settecentesco Queen Caroline’s Temple di William Kent – a pochi passi dalla celebre tea-house – i quattro progettisti internazionali, di età compresa fra i 36 e i 93 anni, hanno concepito altrettante differenti strutture, quasi miniature di possibili padiglioni. Scultorea replica al contrario della summerhouse è la struttura in blocchi di arenaria del nigeriano Kunlé Adeyemi; si ispira invece a un padiglione rotante preesistente il loop di fasce in legno dello studio berlinese Barkow Leibinger; guarda ai giochi di luci e ombre della summerhouse di Kent la piattaforma in metallo delimitata da doghe in legno dell’inglese Asif Khan. Chiude l’eclettico poker di micro-architetture una struttura modulare effimera in acciaio – caratteristica firma dell’ungherese naturalizzato francese Yona Friedman. In attesa di camminare fra le follies dei Kensington Gardens – inaugurazione prevista per il prossimo 10 giugno – le immagini di questo parco delle meraviglie nella nostra gallery.

Marta Atzeni

http://www.serpentinegalleries.org/

 

 

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