Piero Dorazio e Giuseppe Ungaretti. A Roma la Galleria nazionale d’arte moderna omaggia l’artista nel decennale della scomparsa: con i versi dell’amico poeta

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Piero Dorazio con Giuseppe Ungaretti, nel 1966

Piero Dorazio con Giuseppe Ungaretti, nel 1966

Quella del 1988 era la terza edizione della Biennale di Venezia che vedeva fra i protagonisti Piero Dorazio, il grande artista fra i maggiori promotori dell’Astrattismo nell’Italia del Dopoguerra, fondatore nel 1947 a Roma – assieme a Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo, Giulio Turcato – di quel gruppo Forma 1 in prima linea nell’accesa controversia fra Astrattismo e Realismo. A quella Biennale Dorazio si presentava con dodici opere degli anni Ottanta, tutte dedicate all’amico poeta Giuseppe Ungaretti, con il quale aveva instaurato un proficuo sodalizio fin dagli anni Sessanta, con il poeta che scrisse un saggio sulla sua opera pittorica e lui che a sua volta, nel 1967, realizzò una serie di incisioni per la raccolta di poesie La luce.
Si incentra su questo l’omaggio che la Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea di Roma rende – sul finire del 2015 – a Dorazio per ricordare il decennale della scomparsa, avvenuta a Perugia nel 2005: con l’attore/artista Giorgio Crisafi, che da giovanissimo lavorò come suo assistente, che leggerà brani da Quello che ho imparato di Piero Dorazio e da La luce di Giuseppe Ungaretti. Una lecture “itinerante”, con spostamenti fra le sale alla ricerca dei lavori dell’artista, di cui la Galleria nazionale possiede otto opere. Previsti anche interventi della neodirettrice della Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea Cristiana Collu – fra le sue prime uscite pubbliche nel nuovo ruolo -, della curatrice Angelandreina Rorro e di Massimo Mattioli, caporedattore di Artribune e studioso di Dorazio.

Mercoledì 30 dicembre 2015 – ore 17.00
Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
Piazzale delle Belle Arti – Roma
www.gnam.beniculturali.it/

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