Il cinema al femminile? Si intitola Suffragette. Il film diretto da Sarah Gavron si propone come simbolo dei 70 anni dal primo voto alle donne italiane, nel 2016

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Una scena di Suffragette

Una scena di Suffragette

Noi non siamo contro la legge! Noi vogliamo fare la legge!”, gridava nelle piazze Emmeline Pankhurst, l’attivista e politica Britannica che guidava il movimento suffragista femminile del Regno Unito alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. Oggi quel capitolo importante di storia è diventato un film, diretto da Sarah Gavron. Suffragette, interpretato da Carey Mulligan, Helena Bonham Carter, Ben Whishaw, Anne Marie Duff, Brendan Gleeson, Romola Garaie, con la partecipazione di Meryl Streep, è stato eletto film simbolo dall’associazione Women Film Critics Circle, che rappresenta l’identità femminile nel cinema statunitense.
La pellicola ha ottenuto 7 nomination, tra cui Miglior Film fatto da donne e riguardante donne, Miglior Immagine Femminile in un film, Miglior Attrice, Miglior Insieme e Miglior Regista. Gli anni caldi della lotta per l’emancipazione femminile, che portò le donne alla conquista del voto nel Regno Unito e della parità di diritti, tornano alla ribalta proprio nel settantenario del primo voto alle donne italiane, datato 1946. Il film, che ha aperto il London Film Festival oltre al Festival di Torino, uscirà in Italia distribuito da Bim-Cinema di Valerio De Paolis, il giorno della Festa della Donna, l’8 marzo.

Federica Polidoro

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