Sulle tracce del leggendario tesoro di Alarico. A Cosenza, iniziano i lavori di ricerca per riportare alla luce la tomba del re dei Goti Alarico. E le tonnellate d’oro e d’argento con cui fu seppellito

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Il fiume Busento, Cosenza

Il fiume Busento, Cosenza

Nei prossimi sei mesi, a Cosenza si svolgeranno le prime fasi della campagna di ricerca della tomba e del tesoro di Alarico, il re dei Goti che sarebbe stato sepolto proprio nel capoluogo calabrese intorno al 410 d.C.
Secondo il tedesco Jordanes, sulla base dei testi redatti dallo storico ufficiale dei Goti Cassiodoro, tra il 450 e il 470 d.C., il re Alarico avrebbe trovato eterno riposo nel letto del fiume Busento, assieme al suo cavallo e un leggendario tesoro, quantificabile in 25 tonnellate d’oro e 150 d’argento; oltre a monili, camei, gioielli, provenienti dal sacco di Roma, e – così si narra – alla Menorah, il candelabro a sette bracci simbolo della religione ebraica. Le fonti storiche riportano che il corso del fiume fu deviato temporaneamente per inumare il re; dopo avere ripristinato il deflusso delle acque, i prigionieri che avevano scavato la tomba furono uccisi affinché il luogo esatto della sepoltura rimanesse segreto.
Ora si procederà per fasi: dopo le indagini storiche e la rilevazione aerea, seguiranno le analisi delle immagini e le indagini di superficie, per poi passare alla ricognizione geofisica del terreno, condotta attraverso microonde, elettricità, sondaggi geomagnetici e altre strumentazioni tecnologiche con le quali Cosenza si augura di poter riportare alla luce il tesoro. Che, cifre alla mano, equivarrebbe al 15-20% del Pil italiano…

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