Sarà Nicola Campogrande il nuovo direttore artistico del festival musicale MiTo. Crisi superata sull’asse Milano-Torino: ma che si farà nel 2016 per il decennale?

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Nicola Campogrande

Nicola Campogrande

Dopo le polemiche dello scorso fine settembre-inizio ottobre, ed alcune furiose sbattute di porta, alcuni – tra cui Artribune del 25 settembre – si sono chiesti se MiTo – il festival musicale congiunto di Torino e Milano – non fosse giunto al capolinea. Quello dove scendono tutti. Il 24 novembre, invece, un comunicato ha burocraticamente informato che “un nuovo protocollo di intesa sottoscritto tra i Comuni di Milano e Torino conferma l’impegno delle due città per la realizzazione delle prossime edizioni di MiTo Settembre Musica; Nicola Campogrande è il nuovo Direttore Artistico del Festival, in seguito alla valutazione unanime da parte dei Sindaci di Milano e Torino del progetto artistico presentato”. Inoltre le Giunte di Milano e Torino hanno approvato le linee guida del nuovo protocollo d’intesa attraverso il quale sarà rinnovata la struttura direttiva e organizzativa del Festival.
Il nuovo protocollo – il precedente è in scadenza il 31 dicembre 2015 – impegnerà le due città nella realizzazione delle prossime edizioni del festival in base a un progetto artistico e un programma finanziario comuni e secondo un piano sempre più condiviso di comunicazione e promozione, al fine di diffondere un’immagine unitaria della manifestazione. L’attuazione del Festival nelle due città verrà affidata alla “Fondazione per la Cultura Torino” per la Città di Torino e la “Fondazione I Pomeriggi Musicali” per la Città di Milano. L’Associazione per il Festival Internazionale della Musica di Milano ha infatti cessato nel settembre scorso l’attività relativa all’organizzazione e gestione del Festival stesso.
Quindi in settembre, si brinderà con una torta con dieci candeline il primo decennale di MiTo. Si sa, però, poco o nulla dei contenuti del progetto artistico. Sarebbe bene che venisse presto organizzata una conferenza stampa per presentarlo ed indicare quale è, sulla base dei successi – ma anche delle perplessità – delle nove edizioni realizzate, la strada che si intende intraprendere, quali saranno gli spazi per i differenti generi, il ruolo della musica contemporanea e numerosi altri argomenti di sostanza.

Giuseppe Pennisi

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