Assenze parallele. Adrián Villar Rojas a Torino

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino – fino al 28 febbraio 2016. La potenza creativa dell’artista argentino esplode negli spazi della fondazione torinese. Lasciando come strascico un’eco emotiva difficile da silenziare.

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Adrián Villar Rojas. Rinascimento, 2015, installation view, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

Adrián Villar Rojas. Rinascimento, 2015, installation view, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

UN DIALOGO TRA ASSENZE
La nuova veste della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo – riportata all’essenzialità del suo scheletro architettonico dal progetto di Claudio Silvestrin – è l’involucro ideale per Rinascimento, la deflagrante opera installativa di Adrián Villar Rojas (Rosario, 1980). Avvolto da una penombra sottile, che gioca con la fragilità delle trame luminose, l’intervento dell’artista argentino costringe a un paziente percorso di avvicinamento al cuore – fisico e percettivo – dell’opera, disseminata nello spazio centrale. Residui di presenze umane si condensano dentro abiti vuoti, abbandonati a terra in morbidi gomitoli di tessuti e oggetti, che segnano il tempo della dissolvenza fisica. Srotolati lungo un corridoio parallelo, gli eloquenti cumuli di assenza sorvegliano l’accesso a un “venir meno” complementare e altrettanto vivo.
La tentacolare infilata di pietre che ridisegna le logiche spaziali della Fondazione accoglie i cambiamenti di stato della presenza naturale. L’organicità animale e vegetale trova nella superficie apparentemente algida dei massi un reagente tutt’altro che neutro. Lapidi silenziose e accoglienti rifugi, le pietre tagliano e abbracciano a intervalli regolari i resti di una non-più-vita, conferendo loro una commovente dignità e, al tempo stesso, un’impietosa esposizione.

Adrián Villar Rojas. Rinascimento, 2015, installation view, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

Adrián Villar Rojas. Rinascimento, 2015, installation view, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino

ORGANICITÀ E TEMPO
Ciò che colpisce nell’intervento di Villar Rojas è la familiarità con l’assenza e lo scorrere implacabile di un tempo che uccide, sfalda e decompone, secondo logiche naturali comuni a qualunque organismo. Per quanto separati da una parete e da un’ideale linea parallela, uomo e natura emettono lo stesso riverbero di assenza nel momento in cui la linfa vitale smette di scorrere.
Solo la pietra può accogliere – e squarciare – un simile momento di transizione, dando voce alla propria componente organica. E allora i volatili esanimi e le zucche in putrefazione, le piante protese verso una luce esangue e le mele annerite dalla muffa possono coesistere in una terra di confine, che alterna sospensione e concretezza, morte e senso di riscatto.
Non esiste un’immagine univoca per definire il minuzioso scenario disegnato dall’artista, che stempera l’effetto funereo della veduta d’insieme nella dimensione quasi arcaica della vanitas. Non c’è una definizione per l’assenza. E forse è in questa presa di consapevolezza obbligata che si nasconde tutta la forza del gesto di Villar Rojas: un invito perentorio ad ammettere che sul terreno comune dell’assenza c’è soltanto margine per l’accettazione.

Arianna Testino

Torino // fino al 28 febbraio 2016
Adrián Villar Rojas – Rinascimento
a cura di Irene Calderoni
FONDAZIONE SANDRETTO RE REBAUDENGO
Via Modane 16
011 3797600
[email protected]
www.fsrr.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/49237/adrian-villar-rojas-rinascimento/

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  • Whitehouse Blog

    Il giovane e il meno giovane artista, oggi, ha già le gambe spezzate in partenza. Ossia oggi la pratica di artista costringe a posture che non possono, e non riescono più, a restituire efficacemente la contemporaneità. E anche in questo caso siamo davanti all’ennesima archeologia, l’ennesimo “giovane indiana jones”; ma le scelte sono migliori rispetto al solito mercatino dell’antiquariato/usato a cui c’ hanno abituato molto giovani artisti italiani e non (biscotti, danh vo, tosatti, m.e. smith, ecc). Oltre l’ikea evoluta ecco che ci sono queste macerie, rifiuti, muffa ecc. Questa mostra alla fondazione sandretto sembra il contraltare di artissima a torino, l’altra faccia della medaglia. L’altra via per giovani artisti sempre più in affanno. Villar Rojas è un new arcaic, anche lui un giovane indiana jones, meglio in questa mostra torinese che nell’elefante alla serpentine o nelle sculture mastodontiche e figural-materiche.