Roxy in The Box e la street art. Ritratti di celebrità fra i Quartieri spagnoli, a Napoli. E non manca lo sfregio: Basquiat vandalizzato

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Roxy in the Box, Chatting, 2015 - Basquiat vandalizzato

Roxy in the Box, Chatting, 2015 – Basquiat vandalizzato

Non è rimasto integro nemmeno un giorno il nuovo progetto di Roxy in The Box, artista napoletana con una sensibilità speciale per  linguaggi del pop e per i luccichii e le contraddizioni dello star system contemporaneo, fra critica, seduzione, ironia e nostalgia. Stavolta Roxy ha scelto a street art. Con un lavoro diffuso, in progress e site specific. Obiettivo: ripopolare gli storici Quartieri spagnoli di Napoli con delle presenze a dir poco inconsuete. Tanto immateriali quando “ingombranti”. Una folla di personaggi celebri, fra artisti, scienziati, politici e star internazionali, ha invaso i vicoli di quest’angolo popolare di città (in cerca di un riscatto sociale e culturale), osservando, sorvegliando, meditando. E sono Artemisia Gentileschi, Marina Abramovic, Amy Winehouse, Jean-Michel Basquiat…: strane sentinelle, restituite con dovizia di particolari e con colori brillanti, a cercare una qualche forma di interazione con la gente. Icone – del presente o del passato – che definitivamente si fanno immaginette di strada (tra il sacro ed il profano) a favore di devoti e di passanti.

Roxy in the Box installa installa la sua Marina Abramovic

Roxy in the Box installa installa la sua Marina Abramovic

Ma “Chatting” – questo il titolo del lavoro – si è subito scontrato con l’imbecillità del vandalo da marciapiede (messa in conto, ceramente: anche questa è la strada). All’indomani dal lancio del progetto, Basquiat ha già uno sfregio in pieno volto. Le mani prudono, immancabilmente, a chi interpreta gli spazi comuni come luogo dell’oltraggio, più che della partecipazione.
La reazione dell’artista? Serena. Quasi di sfida. Eccola rilanciare, sui social, promettendo che il progetto non si fermerà e che perseguirà la sua missione: portare altri volti di personaggi speciali in un luogo altrettanto speciale, quanto difficile. I Quartieri spagnoli come un grande teatro fuori dal tempo, consacrato dalla fama e dal talento.
E al margine della fastidiosa vicenda, Roxy in the Box non può che rispondere, ancora una volta, con una citazione. Facendo suo, tramte Facebook, un pensiero di Basquiat: “Cancello le parole in modo che le si possano notare. Il fatto che siano oscure spinge a volerle leggere ancora di più”. Come dire: non c’è strappo, errore o ambiguità che non rivelino una potenzialità creativa. L’essenziale è spingersi in là, provando a capire, a reinventare.

– Helga Marsala

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  • luca

    Cara Helga ma con quale spirito esattamente scrivi ” All’indomani dal lancio del progetto, Basquiat ha già uno sfregio in pieno volto. Le mani prudono, immancabilmente, a chi interpreta gli spazi comuni come luogo dell’oltraggio, più che della partecipazione. ” prima inserisci il lodevole progetto autonomamente intrapreso dalla cara roxy nella categoria della street art – ontologicamente “illegale e clandestina” poi parli delle mani dei passanti che prudono ? credo che nella natura di un azione nello spazio “pubblico” ( cercando di capire quanto di pubblico c’è ) è contemplata l’interazione del, appunto! pubblico. LE mani prudevano a Roxy non ai passanti, che non hanno chiesto l’abbellimento dell’artista in nessun modo.
    Il fatto che ci sia amicizia tra una redattrice e un personaggio del mondo della cultura non giustifica la totale parzialità con il quale questo spazio web/rivista si comporta il più delle volte con i soliti tre, sostenuti in maniera palese e a volte anche un po’ volgare.

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