Roma. Dove la Cina di Stefano Cerio non si diverte

Fondazione Volume!, Roma – fino al 4 novembre 2015. Sorprende che proprio la Cina, il Paese più popoloso al mondo, si veda privata dei suoi abitanti. Foto e video di Stefano Cerio mostrano il pieno e il vuoto come due lati della stessa medaglia.

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Stefano Cerio, Shijingshang Park, Beijing

Stefano Cerio, Shijingshang Park, Beijing

Con più di un miliardo e trecentomila persone, l’impero del Dragone si mostra nelle opere di Stefano Cerio (Roma, 1962) sospeso nella sua immobilità. Chinese Fun comprende cinquantaquattro opere in tutto, scattate tra il 2013 e il 2015, pubblicate nel catalogo edito da Hatje Cantz. Lo spazio nero della Fondazione Volume! accende i riflettori su una selezione di queste, mentre la prima serie del 2013 era già stata esposta alla Noire Gallery di Torino a ottobre dello stesso anno. Sono “ritratti in assenza” che mostrano parchi pubblici e luoghi di divertimento di massa di Pechino, Shanghai, Qingdao e Hong Kong, nel momento in cui non vengono fruiti, fotografati nelle primissime ore del giorno, congelati nel freddo del mattino. Nessuna critica sociale, ma il dissenso è evidente: quei luoghi artificiali creati dall’uomo per fuggire dalla vita quotidiana rappresentano il vuoto anche quando sono sovraffollati.

Donatella Giordano

Roma // fino al 4 novembre 2015
Stefano Cerio – Chinese Fun 
Catalogo Hatje Cantz
FONDAZIONE VOLUME! 
Via San Francesco di Sales 86-88
06 6892431
[email protected]
www.fondazionevolume.com

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47850/stefano-cerio-chinese-fun/

 

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