Critic Globus, se il Colosseo diventa un confessionale. 5.000 turisti e una telecamera

Cosa avranno raccontato 5mila turisti in un confessionale allestito dentro al Colosseo? Filastrocche, ninne nanne, pensieri ad alta voce, per un'immensa collezione di tracce metropolitane...

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Critic Globus, ovvero la parola alla gente. Nel perimetro di un monumento storico, tra i più iconici al mondo. Il Colosseo diventa un luogo di racconto, di gioco e di pensiero, dentro un piccolo confessionale pensato come installazione interattiva. Dal 5 agosto all’11 ottobre 2015, nell’ambito della mostra Terrantica, curata da Maurizio Bettini e Giuseppe Pucci, il pubblico era invitato a varcare la soglia di questa camera dei sussurri, delle melodie e dei pensieri ad alta voce, lasciando ognuno una propria traccia.
Due le domande a cui rispondere – Cos’è per te la Terra?, Come immagini il futuro del pianeta Terra? – seguito dall’invito a cantare una ninna nanna, recitare una poesia o scandire una filastrocca del proprio paese d’origine.

Colosseo, Roma

Colosseo, Roma

Hanno risposto, in tre mesi, oltre 5mila turisti, arrivati da tutto il mondo. Chi con fare burlesco, chi dischiudendo ricordi, chi offrendo pillole di saggezza o spunti divertenti: un coro immenso, che ha scritto idealmente il proprio “graffito” sul piano simbolico della condivisione virtuale. Una ritratto collettivo in tempo reale, che passa per il senso della memoria e delle radici, per le emozioni delle persone, ma anche attraverso l’esperienza del viaggio e la scoperta dei beni monumentali. In una chiave social e tecnologica.

Helga Marsala

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