Freedom of panorama. Una libertà non così scontata

Durante l'estate avete fotografato luoghi pubblici, skyline e panorami mozzafiato con beni culturali o opere di giovani artisti? Allora attenti! La legislazione italiana consente la riproduzione di opere tutelate dal diritto d'autore per uso privato o didattico e comunque solo senza finalità di lucro. L'inghippo? Facebook, per dirne una.

Print pagePDF pageEmail page

Panorama di Torino. Occorre chiedere l'autorizzazione a Renzo Piano?

Panorama di Torino. Occorre chiedere l’autorizzazione a Renzo Piano?

PANORAMI E LUCRO
Caricare una foto delle vacanze su Facebook non crea ricavi o profitti, tuttavia così facendo si acconsente alle sue condizioni di servizio: Facebook è autorizzato a fare uso commerciale delle foto caricate (paragrafo 9.1 delle condizioni di utilizzo di Facebook), con la dichiarazione dell’utente di aver già acquisito ogni necessario diritto per farlo (paragrafo 5.1).
Questo significa che, se l’uso commerciale di fotografie di un edificio pubblico richiede l’autorizzazione dell’architetto o dell’artista che ha realizzato una scultura al suo esterno, è responsabilità dell’utente stabilire se esista un diritto d’autore e, in caso affermativo, scoprire chi lo detenga effettivamente. Fatto ciò, sarebbe ancora necessario un contratto di licenza col detentore del diritto così da poter legalmente caricare le foto delle vacanze su Facebook.
Lo stesso discorso vale per social e siti per la pubblicazione di immagini che abbiano identiche o similari condizioni di utilizzo. Anche il proprio sito personale potrebbe essere considerato commerciale se in esso sono presenti pubblicità o altri servizi di micropagamenti.

Panorama di Milano in zona Porta Nuova. Occorre chiedere l'autorizzazione a Cesar Pelli, Renzo Piano, Michele De Lucchi ecc. ecc.?

Panorama di Milano in zona Porta Nuova. Occorre chiedere l’autorizzazione a Cesar Pelli, Renzo Piano, Michele De Lucchi ecc. ecc.?

L’ANOMALIA ITALIANA
Per evitare questa situazione esiste in molti Paesi europei la cosiddetta “libertà di panorama”, vale a dire la possibilità – consentita dalla legge sul diritto d’autore – di scattare e riprodurre fotografie di edifici, opere e luoghi pubblici senza infrangere il diritto dei relativi autori.
La legge italiana sul diritto d’autore non prevede tale possibilità. L’art. 70 della legge 633/1941 permette la pubblicazione attraverso la rete Internet, a titolo gratuito, di immagini “a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro” con l’obbligo di menzione del titolo dell’opera e del nome dell’autore “qualora tali indicazioni figurino sull’opera riprodotta”.
Nel 2007 pose il problema un’inchiesta giornalistica di Luca Spinelli, nata dal fatto che l’edizione italiana dell’enciclopedia Wikipedia e il progetto collegato Commons – un database di immagini liberamente e gratuitamente disponibili a tutti –, dopo avere rilevato l’assenza in Italia di una normativa che concedesse esplicitamente la “libertà di panorama”, intendeva cancellare tutte le fotografie, già presenti o inserite in futuro, riguardanti opere dell’architettura progettate in Italia da architetti che non fossero morti da almeno 70 anni, così come tutte le opere d’arte esposte in pubblico, inclusi i monumenti cittadini.
Da essa scaturiva anche un’interrogazione parlamentare al Ministro per i beni e le attività culturali.

L'edificio dell'Ara Pacis. Occorre chiedere l'autorizzazione a Richard Meier?

L’edificio dell’Ara Pacis. Occorre chiedere l’autorizzazione a Richard Meier?

UNA RISPOSTA CONTRADDITTORIA
Solo nel febbraio 2008 il Governo rispondeva affermando che “pur non essendo espressamente disciplinata nel nostro ordinamento, la libertà di panorama ossia il diritto spettante a chiunque di fotografare soggetti visibili, in particolare monumenti ed opere dell’architettura contemporanea, è riconosciuta in Italia per il noto principio secondo il quale il comportamento che non è vietato da una norma deve considerarsi lecito. In Italia, non essendo prevista una disciplina specifica, deve ritenersi lecito e quindi possibile fotografare liberamente tutte le opere visibili, dal nuovo edificio dell’Ara Pacis al Colosseo, per qualunque scopo anche commerciale salvo che, modificando o alterando il soggetto, non si arrivi ad offenderne il decoro ed i valori che esso esprime”, salvo aggiungere poi che “ove il soggetto fotografato fosse un’opera di autore vivente, l’utilizzo non potrà avvenire che nei limiti [dell’art. 70 della legge sul diritto d’autore]”.
Il Governo in poche righe si contraddiceva: gli stessi esempi di opere ritenute liberamente fotografabili (il nuovo edificio dell’Ara Pacis e il Colosseo), riportati nella prima parte della risposta, sarebbero stati invece sottoposti a limiti sulla base della seconda (poiché frutto di un autore vivente, l’uno, e bene culturale tutelato, l’altro).
Nemmeno la recente modifica del Codice dei beni culturali e del paesaggio (con il decreto legge sull’Art bonus, 31 maggio 2014, n. 83) tocca il problema della destinazione commerciale delle riproduzioni: l’art. 108, modificato prevede sia l’esenzione delle riproduzioni richieste da privati per uso personale o per motivi di studio, oppure da soggetti pubblici o privati per finalità di valorizzazione, purché attuate senza scopo di lucro; sia l’identificazione come libere delle attività, svolte senza scopo di lucro, per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale che si estrinsecano (anche) nella divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro, neanche indiretto.
Una recente decisa presa di posizione (solo quaranta voti contrari) assunta il 9 luglio scorso dalla plenaria del Parlamento europeo va a favore della piena libertà di panorama per tutti i Paesi dell’Unione europea. Ora spetterà alla Commissione valutare come dar seguito a questo voto. Intanto siamo tutti avvertiti.

Claudia Balocchini

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community