In memoria di Francesco Guerrieri

È morto oggi 24 agosto, Francesco Guerrieri. Era stato uno dei protagonisti dell’arte gestaltica, programmata e strutturalista. Lo ricorda qui Gabriele Simongini, che nel 2014 ha curato una sua antologica.

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Francesco Guerrieri

Francesco Guerrieri

LA RICERCA DI FRANCESCO GUERRIERI
Francesco Guerrieri, insigne protagonista fin dai primissimi Anni Sessanta delle ricerche gestaltiche, programmate e strutturaliste, è scomparso oggi a Soverato (Catanzaro), dopo una breve ma devastante malattia. Signore d’altri tempi nei modi e per educazione, uomo coltissimo e sensibile, fino all’ultimo ha dipinto e lavorato ai suoi tanti progetti in cantiere, fra cui la grande antologica in programma al Museo Marca di Catanzaro l’anno prossimo.
Nato a Borgia (Catanzaro) nel 1931, viveva dal 1939 a Roma.
Dopo un ciclo, iniziato nel 1958, di opere informali polimateriche, ha realizzato le sue prime opere di ricerca gestaltica sul finire del 1962 e ha fondato il Gruppo 63 con Di Luciano, Drei e Pizzo. Nel settembre 1963 ha formato con Lia Drei lo Sperimentale p. che ha operato fino ai primi Anni Settanta in una posizione d’avanguardia nell’ambito dell’Arte Programmata e dello strutturalismo. Nel corso degli Anni Settanta ha realizzato il ciclo Il quadro luce poi culminato nella grande opera-ambiente Immarginazione, presentata al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1978).
Da questa esperienza è derivato alla fine del 1979 il ciclo Interno d’Artista che, dopo le realizzazioni di Metapittura, condurrà ai percorsi più recenti, sempre in “direzione Infinito” come ben evidenziato nel 2014 dalla mostra antologica da me curata al Valmore Studio d’Arte di Vicenza.
Tra le grandi mostre più recenti cui ha partecipato, oltre l’ampia sua retrospettiva nel 2012 al MACA – Museo d’Arte Contemporanea di Acri, ricordiamo Percorsi riscoperti dell’arte italiana 1947-2010 nella Collezione VAF/Stiftung al Mart di Rovereto nel 2011 e Arte Cinetica e Programmata alla GNAM – Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma nel 2012.

Francesco Guerrieri, B.a.g.1, 1962

Francesco Guerrieri, B.a.g.1, 1962

L’ARTE DIVENTA MONDO
Non si può comprendere pienamente la ricerca di Guerrieri senza pensare a quella della sua amatissima compagna di vita e d’arte Lia Drei, e viceversa, fino a immaginare un solo universo creativo e umano in cui le differenti personalità di Lia e Francesco hanno portato in termini qualitativi a una “somma” che supera le singole “parti”.
Francesco Guerrieri ha sempre cercato un’apertura verso il mondo, anzi in qualche modo la sua ricerca costantemente e sensibilmente sperimentale ha proposto un’idea concreta di arte capace di “diventare mondo”, di respirare all’unisono con i ritmi e i battiti quotidiani e universali della vita pur rispettando un preciso e autonomo codice linguistico, continuamente rimesso in discussione.
Così i suoi oltre cinquant’anni di sperimentazione hanno custodito il flusso e l’espansione di una realtà in divenire che è innervata dalle ragioni formative dell’esistente, sia nella vita che nell’arte, come per altra via aveva inimitabilmente compreso Paul Klee. Ecco il “segreto” di Guerrieri, un artista che non si è mai sottomesso alle mode e alla stanca ripetizione, sorprendendoci ogni volta con una meditata innovazione nella continuità.

Francesco Guerrieri, Interno d'artista, 2000

Francesco Guerrieri, Interno d’artista, 2000

IL CONTINUUM SECONDO GUERRIERI
Continuità si intitola non a caso un suo fondamentale ciclo di opere del 1962, in cui il nocciolo essenziale della sua ricerca è già chiaramente identificato nel razionale nitore cartesiano unito a una modulazione musicale in espansione illimitata. Il continuum, del resto, è una delle cifre più potenti di tutto il suo percorso. Ed è, appunto, un obiettivo individuato da Guerrieri fin dal 1962, nelle opere ormai storiche con le fasce parallele alternate, bianche, rosse, nere, di diversa larghezza, modulate da un capo all’altro della tela. Il continuum in Guerrieri è la concretizzazione di un “infinito finito” in cui il ritmo trasfigura la struttura in forma, rovesciando le certezze razionali della geometria per dare voce all’ineffabile e all’assoluto, a quella rete di fili sottili che lega fra loro tutte le cose del mondo e il respiro del tempo.
Nelle sue opere si avverte sempre una tensione tutta contemporanea, fatta di frammentazioni, zoom, spazialità virtuali, che tendono positivamente e con fiducia verso l’avvenire. Ecco il pensiero visuale e pittorico di Francesco Guerrieri, rigoroso e analitico quanto un matematico ma immaginifico e profetico come un poeta.

Gabriele Simongini

www.francescoguerrieripittore.it

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