Arte e banche. BNL: tradizione e innovazione

Terzo capitolo dell’inchiesta di Artribune sul rapporto fra gli istituti bancari e l’arte del nostro tempo. Siamo partiti dalla Svizzera, prima con la BSI – Banca della Svizzera Italiana, e poi con UBS. Ora si arriva in Italia (con un occhio alla Francia) grazie a BNL Gruppo BNP Paribas. A parlarci della loro politica culturale c’è Anna Boccaccio, responsabile delle relazioni istituzionali.

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5+1AA, Nuova sede Gruppo Bnl - Bnp Paribas Real Estate, Roma - Vista Ingresso principale

5+1AA, Nuova sede Gruppo Bnl – Bnp Paribas Real Estate, Roma – Vista Ingresso principale

Quanto conta la cultura nella costruzione dell’immagine del brand BNL? Quanto ci punta l’azienda? Quanto è strategica questa partita?
La cultura per BNL è un valore e sarebbe riduttivo identificarla solo come uno strumento di brand reputation. Da oltre un secolo BNL, con le sue attività, contribuisce allo sviluppo socio-economico del nostro Paese e crediamo che la cultura, in tutte le sue forme, sia proprio uno dei pilastri su cui si fonda una società libera ed evoluta. E una società libera ed evoluta è quella in cui le persone sono in grado di prendere decisioni consapevoli.

Proviamo a mettere delle tag. Cosa è “cultura” per BNL?
Innanzitutto quattro elementi: istruzione, educazione, capacità di ragionare, capacità di innovare.

Con quali iniziative mettete in pratica questo poker di elementi?
In un concetto ampio di cultura dedichiamo particolare attenzione all’education con il progetto EduCare, che promuove l’educazione finanziaria per adulti e bambini, ma anche partecipando molto attivamente alla Settimana della Cultura Creativa lanciata dall’ABI per sviluppare la creatività dei ragazzi. Voglio ricordare, poi, il sostegno a Muse, una onlus che si dedica a promuovere la crescita dei bambini di quartieri difficili attraverso la musica e l’arte. BNL agisce da sempre come azienda responsabile, cioè una banca che è “con la Società e nella Società”, interpretandone esigenze e cambiamenti.

Come è cambiato tutto questo con la nuova proprietà francese? Come si è assestato il rapporto della banca con la sponsorizzazione artistica e culturale a seguito dell’arrivo di BNP Paribas? Come è cambiato l’approccio rispetto a prima?
L’ingresso nel Gruppo BNP Paribas ha portato un’ulteriore crescita nell’impegno artistico-culturale di BNL, in modo coerente con i valori che storicamente caratterizzano entrambe le banche e che hanno reso ancor più forte e rapida l’integrazione di BNL nel Gruppo.

E poi la BNP vi avrà dato una prospettiva più internazionale…
Certamente. BNP Paribas ha sicuramente dato a questa nostra attività un respiro internazionale maggiore anche attraverso lo “scambio” costante di esperienze nelle diverse aree del mondo. Così Women Changing India, la mostra fotografica prodotta dal Gruppo nel 2010 con l’agenzia fotografica Magnum sul tema “donne che cambiano l’India” per il 150esimo anniversario di BNP Paribas in India ha avuto grande successo nel nostro Paese, mentre The sea is My land. Artisti del Mediterraneo, ideata e prodotta da BNL, verrà ospitata a Marsiglia il prossimo anno.

Rory Palazzo, Dream #01. La mia casa - collezione BNL

Rory Palazzo, Dream #01. La mia casa – collezione BNL

Questa apertura vi ha portato, ad esempio, a guardare al Mediterraneo. Con un grande e composito progetto partito lo scorso anno. Ce lo racconta?
L’esperienza di The sea is my land. Artisti dal Mediterraneo è nata da una riflessione di Fabio Gallia, amministratore delegato di BNL, che trovava ispirazione anche in un’opera della collezione della banca, il Viaggio nei progetti di Mario Schifano, e curata da Francesco Bonami ed Emanuela Mazzonis. Il progetto ha come protagonista assoluto il Mediterraneo, inteso non solo come area geografica ma soprattutto come anello di congiunzione tra civiltà diverse, analizzato e raccontato nel linguaggio della fotografia e della videoarte. Sono 140 lavori di 23 artisti, uno per ogni Paese che si affaccia sul “Mare Nostrum”, che propongono una ricognizione artistica che si sviluppa lungo 46mila chilometri di costa, lambendo tre continenti (Europa, Asia e Africa) e due emisferi culturali, l’occidentale e l’orientale. Quindi innanzitutto una mostra per raccontare al pubblico il Mediterraneo, presentata per la prima volta al Maxxi di Roma con grande successo di pubblico e critica, e poi esposta nel 2014 alla Triennale di Milano e, nel marzo di quest’anno, una selezione dei lavori è approdata a Bari presso il Palazzo della Provincia. Mentre i curatori selezionavano le opere, abbiamo lanciato un concorso online per giovani artisti sullo stesso tema. Le migliori dieci opere selezionate sono state proposte, attraverso la intranet aziendale, ai colleghi della banca che hanno scelto l’opera vincitrice, entrata poi nella mostra e nel catalogo. Infine alcune delle opere della mostra sono state acquisite dalla banca. Per concludere, quindi, un unico progetto intorno a cui abbiamo concentrato la riflessione su un tema importante, promosso la valorizzazione artistica, stimolato il coinvolgimento dei colleghi, arricchito la collezione della banca.

Sfide impegnative anche a livello di risorse umane. Che caratteristiche ha la squadra che, nell’istituto, segue queste attività?
È un team piuttosto snello che segue diverse attività: la cura e la valorizzazione del patrimonio artistico, gli eventi e le sponsorizzazioni culturali, l’archivio storico, ma anche i rapporti con le istituzioni economiche, politiche e culturali. Si tratta di campi di intervento vasti e diversificati, che prevedono specifiche competenze ma anche un buon grado di inter-fungibilità e lavoro di squadra.

Parliamo della collezione della BNL. Raccontiamola. Come è composta? Come si è creata negli anni? Quali sono i punti forti e le opere più celebri?
Il patrimonio artistico della banca conta circa 5mila opere, tra cui spiccano capolavori dell’arte classica e moderna, dalle antiche sculture romane ai dipinti di Canaletto, Corot, Lorenzo Lotto, Spadarino, Baciccio, Afro, Morandi, de Chirico, nonché opere di talenti contemporanei come il grande planisfero di Mario Schifano, Viaggio nei progetti, acquistato da BNL nel 1986 direttamente dall’artista al termine di una sua mostra a Mestre.

Anna Boccaccio, responsabile delle relazioni istituzionali per BNL Gruppo BNP Paribas

Anna Boccaccio, responsabile delle relazioni istituzionali per BNL Gruppo BNP Paribas

E poi ci sono i due cicli di Cinquanta Pittori per Roma. Una storia interessante e divertente. Ce la può raccontare?
Le due collezioni rappresentano uno dei fiori all’occhiello del nostro patrimonio. Descrivono la Capitale in due diverse fasi temporali. La prima è stata realizzata nell’immediato dopoguerra su ispirazione di Cesare Zavattini, che promosse un concorso tra i pittori dell’epoca con Roma come tema e un vincolo di dimensioni: le opere dovevano essere 20×26 centimetri. Ne è nato un complesso di 54 opere di artisti come Savinio, de Chirico, de Pisis, Afro, Vespignani, Trombadori, Turcato, Mafai, Donghi, Guttuso. Una collezione di particolare fascino, con una caratteristica non voluta ma curiosa: la quasi totale assenza di persone. Una Roma vuota e come sospesa. La collezione è stata acquistata dalla Banca nel 1983. La seconda, Cinquanta Pittori per Roma nel 2000, è stata voluta invece direttamente da BNL proprio alle soglie del nuovo millennio per celebrare il Giubileo.

E ci sono artisti che hanno ‘partecipato’ ad entrambi i cicli?
Sì! A distanza di cinquant’anni, Arnaldo Ciarrocchi e Renzo Vespignani hanno partecipato a tutte due le collezioni, quasi a voler testimoniare come l’arte sia capace, nella sua grandezza, di andare oltre il tempo.

Come avete lavorato negli anni per valorizzare questa raccolta? Come l’avete portata fuori dal palazzo? Dove si trova in questo momento? Solo nella vostra sede romana o anche sparsa in altri uffici?
La nostra filosofia, coerente con il discorso generale della conoscenza e dell’educazione, è che il patrimonio artistico che la banca ha la fortuna di avere e di conservare deve “essere messo a disposizione” del maggior numero possibile di persone. Questo significa per noi innanzitutto aderire alle possibili occasioni di apertura delle nostre sedi, in particolare del Palazzo della Direzione Generale a Roma, il più ricco di opere. Entrambe le collezioni di cui parlavamo sono abitualmente esposte lì e possono essere ammirate in occasione di Invito a Palazzo, la giornata organizzata dall’ABI nel primo sabato di ottobre. Quest’anno poi il FAI ci ha fatto l’onore di inserire la visita al Palazzo anche nelle sue Giornate di Primavera. Negli anni, inoltre, le abbiamo “portate in viaggio” anche nelle sedi di BNL in diverse città italiane: Milano, Napoli, Firenze, Trieste, Genova e Bologna.

Come gestirete il cambio di sede per quanto riguarda la collezione? Le opere di BNL sono strettamente connaturate col vostro straordinario palazzo di Via Veneto a Roma? L’imminente cambio di sede cosa comporterà?
La nuova direzione generale di BNL, attualmente in costruzione nell’area della Stazione Tiburtina di Roma, è stata concepita anche per accogliere il nostro patrimonio d’arte, valorizzandone adeguatamente il prestigio e l’unicità. Si prevede che le opere, con le dovute salvaguardie, possano arricchire alcuni ambienti dell’edificio: in particolare è prevista una hall, una gallery e un auditorium, che diventeranno anche spazi dove esporre, a rotazione, le opere d’arte della banca. Nel nuovo building il concetto di arte evolve verso nuove forme di fruizione: distribuita nelle diverse aree realizzate e virtuale (attraverso la creazione di ambienti di fruizione e proiezioni delle opere possedute sulle pareti interne più visibili).

Al di là della collezione, come valorizzerete la nuova sede dal punto di vista culturale? Come la racconterete?
Anche il progetto di allestimento degli spazi interni della nuova direzione generale si fonda sul concetto di cultura, intesa nella sua accezione più ampia: fattore di crescita e valore aggiunto per ciascun individuo e per la comunità; bagaglio di conoscenze, credenze e valori individuali e collettivi; motore di sviluppo delle relazioni personali e sociali. Il progetto di interior design della nuova sede ha, dunque, l’ambizione di valorizzare ulteriormente l’identità culturale di BNL a beneficio delle persone che “abiteranno” l’edificio attraverso la valorizzazione di elementi che sviluppino creatività, innovazione, dinamicità, responsabilità e qualità della vita.

MIA Fair 2015 - Premio BNL Gruppo BNP Paribas - Massimiliano Gatti

MIA Fair 2015 – Premio BNL Gruppo BNP Paribas – Massimiliano Gatti

Quando avete scelto una fiera da sostenere, perché avete scelto proprio MIA? Voglia di essere presenti a Milano? Passione di qualche top manager per la fotografia? Come è nata e come si è sviluppata questa partnership?
La partnership con MIA Fair prosegue con soddisfazione da ormai quattro anni, in linea con l’impegno della banca per lo sviluppo dell’arte contemporanea e della fotografia in particolare. BNL ha festeggiato due anni fa il suo centenario e dispone di un importante patrimonio artistico ricco di opere antiche, ma è anche una banca che vive il presente, sensibile quindi, anche nell’arte, al contemporaneo. E alla fotografia in particolare, per la sua capacità di riconoscere e raccontare le cose, ma anche per il suo essere in qualche modo “contigua” al cinema, altro campo di presenza forte della Banca. Ritornando al MIA, ci è sembrata quindi un’ottima opportunità di presenza nel mondo della fotografia e un modo per rafforzare il legame con Milano. Il capoluogo lombardo, di cui non è necessario sottolineare l’importanza economica, rappresenta infatti un significativo polo di attività per la Banca e per BNP Paribas, dove vivono e lavorano 3.700 persone, collaboratori di BNL e delle società del Gruppo in Italia.

Con MIA non vi limitate a una banale sponsorship peraltro…
Proprio così. Andiamo ben oltre, ad esempio puntando alla valorizzazione dei talenti, ai quali dedichiamo un premio assegnato da una giuria sulla base del pregio e dell’originalità dell’opera e del progetto di cui fa parte. L’opera vincitrice viene acquistata dalla banca, entrando così a far parte della sua collezione artistica. Il Premio per l’edizione 2015 è andato ex aequo a due giovani emergenti: Bruno Cattani, con l’opera Da “Memorie”, e a Massimiliano Gatti, con l’opera In Superficie.

C’è anche un mondo dedicato al restauro. Ce lo può raccontare? Cosa è stato fatto e cosa prevedete di fare?
Il tema del restauro ci riporta al tema della conservazione, in primis del nostro patrimonio stabilmente monitorato e curato nelle puliture e nei restauri, che spesso ci regalano delle belle sorprese. Come il restauro della Salomè con la testa del Battista di Antiveduto Grammatica, dei primi decenni del Seicento, dalla cui pulitura è stato svelato il tono originario della bella veste realizzata a lacca verde e del fondo, che erano completamente ridipinti da un inadeguato intervento di manutenzione. Vorrei poi ricordare un paio di interventi di restauro sostenuti dalla banca sul patrimonio esterno: La Madonna dei Pellegrini del Caravaggio nella Chiesa di Sant’Agostino a Roma e la statua di Paolina Borghese del Canova alla Galleria Borghese.

Per quest’anno di Expo, quali sono le iniziative che avete messo in programma per la seconda metà del 2015?
Expo è un momento importante per il Paese e per Milano, un’occasione di sviluppo irrinunciabile. Abbiamo scelto di essere presenti affiancando la Fondazione Trussardi nel sostenere La Grande Madre, la mostra a cura di Massimiliano Gioni, promossa anche dal Comune di Milano che, a partire dalla fine di agosto, accompagnerà a Palazzo Reale la seconda parte di Expo. Ci è piaciuta in particolare fin dall’inizio la focalizzazione sul ruolo della donna. Si tratta di un progetto particolarmente interessante e complesso che, attraverso le opere di oltre cento artisti internazionali, indaga l’iconografia e la rappresentazione della maternità, come potenza creatrice e generatrice nell’arte del XX secolo, dalle avanguardie ai giorni nostri. La Grande Madre, seguendo un ideale filo logico che lega la figura femminile della madre nella storia dell’arte, rappresenta al meglio il concetto di “nutrizione”, tema centrale dell’Expo 2015.

5+1AA, Nuova sede Gruppo Bnl - Bnp Paribas Real Estate, Roma - Vista Ovest

5+1AA, Nuova sede Gruppo Bnl – Bnp Paribas Real Estate, Roma – Vista Ovest

LA BANCA ONIRICA DI 5+1AA
La preziosità sarà resa dalla luce solare, che definirà un’atmosfera di specchiature e semitrasparenze con l’intorno. Il progetto rimanda l’immaginario a importanti lavori di artisti e cineasti contemporanei che si sono confrontati sul tema della percezione e del riflesso del reale”. È un’immagine suggestiva, quasi onirica, quella scelta dallo studio genovese 5+1AA per raccontare quella che presto sarà la nuova sede degli uffici BNL a Roma.
Più che un episodio architettonico isolato, l’edificio progettato da Alfonso Femia, Gianluca Peluffo e Simonetta Cenci è pensato per comunicare con questo nuovo brano di città definito dalla Stazione Tiburtina dello studio ABDR e dal complesso abitativo della Città del Sole dei Labics da un lato e con il quartiere di Pietralata dall’altro.
L’edificio – il cui cantiere procede con grande rapidità – si snoda in orizzontale nello spazio circostante per una lunghezza di ben 250 metri e un’altezza di 50, disegnando in maniera scultorea il paesaggio urbano, rifiutando l’idea di fronte e retro. Un’architettura in vetro e ceramica diamantata dai riflessi argentei, che cambia colore e atmosfera in base alla luce del giorno e della notte e al variare delle stagioni, offrendo all’intorno un impatto altamente scenografico.
Gli spazi interni, pensati per ospitare 3.600 persone, accolgono al piano terra le aree comuni aperte al pubblico, nei piani di mezzo gli uffici, e all’ultimo livello un’area d’incontro che si relaziona con il cielo. (Emilia Giorgi)

Massimiliano Tonelli

www.bnl.it
www.5piu1aa.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #25

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