Adrian Ghenie, Darwin e l’evoluzionismo in pittura. La Romania alla 56° Biennale di Venezia

Tra i giovani pittori europei più interessanti del momento, Adrian Ghenie ha rappresentato la Romania all'ultima Biennale di Venezia. Ecco come ha tradotto in pittura l'evoluzionismo di Darwin e le sue implicazioni sociali

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La pittura calda di Adrian Ghenie vive di dissoluzioni e di trasmutazioni, conciliando un certo sentimento della carne con una volontà incalzante d’astrazione e una coscienza profonda del colore. Pittura di figure e di paesaggi visionari, che continuamente si rompe e si dissolve, riempiendo gli occhi con un movimento di piani, di miniature, di fiotti materici: convulso, poi lirico, straordinariamente armonico.
Suo è il progetto per il Padiglione Romania alla 56° Biennale d Venezia, una sequenza di tele di diverse dimensioni che ruotano intorno alla figura di Charles Darwin e alle teorie sull’evoluzionismo. Tre i cicli esposti: The Tempest, The Portrait Gallery (Autoritratto come Charles Darwin) e The Dissonances of History. Un viaggio attraverso l’umanità e il suo destino biologico, sociale, politico, culturale, indagando il senso della storia attraverso uno di quegli assunti incrollabili da cui dipendono non solo teorie e certezze scientifiche, ma anche una certa idea di mondo condivisa. La nozione di sopravvivenza, a cui si aggancia il concetto di competitività neoliberista, quale realtà descrive? Quali squilibri avalla? Quali ferite e quali iniquità? Esiste un inganno, una distorsione, un uso malizioso dell’impianto darwiniano, che affonda valori antichi e promuove disagi contemporanei?

Adrian Ghenie, Darwin's Room - Biennale di Venezia 2015 - Romania

Adrian Ghenie, Darwin’s Room – Biennale di Venezia 2015 – Romania

Lo scintillante spettacolo pittorico di Ghenie spalanca una selva di uomini, animali, frammenti silvestri e scorci urbani, con la figura del grande scienziato sempre in primo piano. Un teatro sociale popolato di vinti e vincitori, di profeti malinconici e di fantasmi, di miserie e di mistificazioni, di tempeste, rovine, passioni, derive. Ma soprattutto di solitudini esistenziali. Prima che nei motivi iconografici, la pittura alta di Gehnie incarna tutto questo nella sua tensione interna, nella sua stessa intelligenza strutturale, nel suo muoversi e svilupparsi come un organismo selvaggio, in cerca di approdi continuamente rimandati. Un mondo tutto da ripensare si disegna lungo l’orizzonte delle tele: convulso e quasi imploso, oppure sul punto di risorgere, nel segno di codici nuovi.

Helga Marsala

56° Mostra Internazionale d’Arte di Venezia – All The World’s Futures
videostory – Padiglione Romania
Video di Andrea Liuzza

Produzione: MMAP
in collaborazione con Artribune Television

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  • Anita Fumagalli

    Il mezzo è il più classico, la pittura, e se non ci si pone il problema di distinguere le figure, si ha l’impressione di trovarsi di fronte ad opere post rinascimentali. Sembra scorgere Tintoretto trasfigurato da Bacon e probabilmente le associazioni potrebbero essere ancora molte. Una pittura colta ma espressionisticamente viva. Un esempio di come rendere contemporanea e vitale la tradizione, al di là delle mode.