Gianmaria Buccellati. L’arte orafa va in Paradiso

Mentre le Sale delle Arti alla Reggia di Venaria raccontano i suoi capolavori orafi, scompare a Torino Gianmaria Buccellati. Ovvero l'artigiano che creava gioielli partendo dal Rinascimento. Qui trovate l’omaggio di Clara Tosi Pamphili.

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Mario Buccellati, 1929. Tiara sforata a tulle in argento platinato e foderato in oro giallo, incassato con brillanti e diamanti taglio rosa

Mario Buccellati, 1929. Tiara sforata a tulle in argento platinato e foderato in oro giallo, incassato con brillanti e diamanti taglio rosa

L’avrebbe sicuramente voluta Gabriele D’Annunzio, la cover per iPhone più costosa del mondo fatta oggi da Buccellati, suo gioielliere di fiducia, visto che nel 1923 realizzò per lui una collana da indossare “come serto ombelicale”, decorata con berillo giallo e rubini, da regalare alla sua amante Eleonora Duse come “gioiello prezioso e bizzarro”.
Era Mario a fare i gioielli e le targhe delle memorabili imprese per D’Annunzio, il padre di Gianmaria Buccellati, scomparso a Torino a 85 anni dopo una lunga malattia, proprio mentre alla Reggia della Venaria è in corso la mostra L’Arte della Bellezza. I gioielli di Gianmaria Buccellati. Con lui scompare il protagonista di uno dei capitoli più significativi della storia dell’alto artigianato italiano, della illustre tradizione della produzione orafa che nasce nel Rinascimento con Benvenuto Cellini, ma anche di una strategia imprenditoriale straordinaria, tanto da portare il suo nome nelle città più importanti del mondo.

Gianmaria Buccellati, 2014. Coppa Florentia, cristallo di rocca, oro giallo 1014 tsavoriti sfaccettate, 1010 zaffiri sfaccettati

Gianmaria Buccellati, 2014. Coppa Florentia, cristallo di rocca, oro giallo 1014 tsavoriti sfaccettate, 1010 zaffiri sfaccettati

Un simbolo di equilibrio perfetto fra capacità imprenditoriali e amore per la propria storia, ma soprattutto per l’arte italiana: a lui va infatti assegnato il merito di aver reinterpretato i canoni rinascimentali in modo personale e riconoscibile, tanto da portare lo “Stile Buccellati” a diventare un mito nell’arte orafa, con le lavorazioni a tulle o a nido d’ape come vero segno distintivo, dove la finezza del traforo viene esaltata dalle incastonature di brillanti e pietre preziose.
Nel 1994 è il primo gioielliere non francese a entrare nell’associazione della “Haute Joaillerie en France”, quindici anni dopo aver aperto la sua boutique in place Vendôme a Parigi. Dai primi Anni Settanta, dopo essersi diviso dai fratelli, lancia il marchio col suo nome e apre negozi in tutto il mondo, fino a ritrovare un accordo nel 2011 con la famiglia, che porta alla rifondazione della Buccellati Holding Italia.
Fonda, insieme ad altri, l’Istituto di Gemmologia nel ’73, dirigendolo per venticinque anni: dedicherà molte risorse a mostre ed esposizioni, soprattutto internazionali, sulla storia del marchio, contribuendo alla diffusione del concetto di lusso contemporaneo dove la storia conta tanto quanto la materia e il design.

Gianmaria Buccellati, 2009. Creazione ornamentale raffigurante un Colibrì in tormalina multicolore con fiore margherita a petali in perle Biwa, foglie in oro e base con perle barocche

Gianmaria Buccellati, 2009. Creazione ornamentale raffigurante un Colibrì in tormalina multicolore con fiore margherita a petali in perle Biwa, foglie in oro e base con perle barocche

Il mio lavoro è la mia passione ed è una grande gioia dividere la propria passione con il mondo”: con questo pensiero apre nel 2008 la Fondazione non profit con porta il suo nome, per salvaguardare il tesoro di conoscenze, oggetti e disegni di Mario e suoi, e che opera un importante discorso di divulgazione dell’arte orafa nazionale nel mondo. La Fondazione ha collaborato con il Consorzio La Venaria Reale, la Fondazione di Studi dell’Arte Orafa e dei suoi protagonisti, la Swiss Luxury Culture Management per realizzare la mostra inaugurata pochi giorni fa nelle Sale delle Arti della Venaria Reale. Un percorso in tre sezioni dall’infanzia di Gianmaria “folgorata” dall’affermazione del padre Mario come primo gioielliere italiano sensibile al recupero delle antiche tecniche orafe rinascimentali, con esemplari magnifici degli Anni Trenta e Quaranta, a quegli Anni Settanta già citati che lo portano al successo commerciale ma anche a riconoscimenti e consacrazioni artistiche.
Il racconto del successo di chi ha saputo guardare alla creatività del passato creando il nuovo dall’osservazione dei particolari come fonte inesauribile di ispirazione, delle sue aspirazioni e della sua genialità. Un allestimento efficace grazie anche alle immagini del fotografo Giò Martorana, fondamentali per confermare l’immagine estetica dello stile Buccellati.

Clara Tosi Pamphili

Venaria // fino al 30 agosto 2015
L’Arte della Bellezza. I gioielli di Gianmaria Buccellati
a cura di Chiara Tinonin
REGGIA DI VENARIA
Piazza della Repubblica 4
011 4992333
[email protected]
www.lavenariareale.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43208/gianmaria-buccellati-larte-della-bellezza/

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