David LaChapelle a Roma. Una grande mostra a Palazzo delle Esposizioni racconta gli ultimi dieci anni dell’artista statunitense. Le foto in anteprima assoluta  

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David LaChapelle, The Deluge, 2006 - dettaglio

David LaChapelle, The Deluge, 2006 – dettaglio

Roma omaggia David LaChapelle (Connecticut, Usa, 1963). Una mostra monumentale, allestita tra le sale del palazzo delle Esposizioni, per celebrare un autore eclettico, che da circa vent’anni si muove sulla scena internazionale con l’agilità, la genialità e lo smalto di un eccentrico maestro dell’immagine contemporanea.
“Dopo il Diluvio”, recita il suggestivo titolo, riferendosi al corpus di opere che la mostra sceglie di evidenziare, costruendovi intorno un ritratto definito: sono tutte opere successive alla serie “The Deluge” (2006) – ispirata al grande affresco michelangiolesco della Cappella Sistina – che fu pietra miliare nel percorso di ricerca dell’artista. Da lì in poi il suo lavoro avrebbe imboccato strade meno commerciali e più autenticamente, esteticamente, concettualmente autonome. Non più produzioni pensate per pubblicità, videoclip, fashion magazine, ma opere “pure”, destinate a musei e gallerie.

David LaChapelle, After the Deluge - Palazzo delle Esposizioni, Roma - 201

David LaChapelle, After the Deluge – Palazzo delle Esposizioni, Roma – 2015

Così, sul filo di metafore e citazioni, dopo il diluvio di composizioni patinate, sexy e stylish, la rigenerazione artistica è passata per l’approdo ad una terra nuova, in cui architetture, nature morte, rifacimenti di capolavori della storia dell’arte, paesaggi, scene d’interni, incontrano il suo sguardo allucinato, in cui convivono manierismi pop, atmosfere fantasy, straniamenti onirici, allucinazioni notturne e scintillanti skyline industriali.
La mostra, curata da Gianni Mercurio, ha raccolto oltre centocinquanta opere prodotte dal 2006 a oggi, accostandovi, per dovere di ricostruzione storica e per un opportuno raffronto, alcuni pezzi celebri risalenti al primo periodo (1995-2005). A completare il tutto una selezione di video di backstage in cui si svela il processo di realizzazione che sta dietro agli allestimenti dei barocchi set fotografici. E poi l’indispensabile catalogo antologico, edito da Giunti e curato da Merucrio insieme a Ida Parlavecchio. Su Artribune arriva una carrellata di immagini, a poche ore dall’opening. Un assaggio dell’allestimento, in esclusiva.

– Helga Marsala

David LaChapelle, After the Deluge
Palazzo delle Esposizioni – via Nazionale 194, Roma
a cura di Gianni Mercurio
opening (su invito): 29 aprile, ore 12
fino al 13 Settembre 2015
www.palazzoesposizioni.it

 

 

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  • Rullò

    Bravissimo per Vogue ma come artista ha la mano pesante e gusto pessimo

    • Non sono d’accordo. Secondo me la “mano pesante” e il “gusto pessimo” sono molto evidenti, ostentate, perché si tratta di un artista “neobarocco” e pop che ricorre alla metafora dell’iperbole -cioè all’esagerazione- con maestria.

    • Il suo lavoro rappresenta la società contemporanea, esattamente come è ” Ridondante ed eccessivo, sfiora spesso il cattivo gusto”! e lo fa benissimo! ed è proprio questa società che lo adora perchè si rispecchia nel suo lavoro e si nobilita attraverso esso, senza sapere che è : Ridondante ed eccessivo, e di pessimo gusto. Strano non capirlo….

  • angelov

    Ridondante ed eccessivo, sfiora spesso il cattivo gusto, a volte con genialità.

  • E’ incredibile come questa estetizzazione estrema della provocazione alla fine spenga ogni stimolo e messaggio, forse è l’effetto troppo patinato?

    • damienkoons

      la moda è una cosa l’arte un’altra, a volte vanno a braccetto ma in questo caso pare proprio di no