Emma Dante e i I Fiori dell’Olimpo. Presentato a Vicenza il ciclo di spettacoli classici del Teatro Olimpico: fra storia e sperimentazione

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Eumenidi

Un progetto fuori dalle regole. Così Flavio Albanese, presidente della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza, definisce la rassegna I Fiori dell’Olimpo, in occasione della conferenza stampa di presentazione del 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza. L’architetto definisce i fiori che il pubblico potrà osservare dal 18 settembre al 30 ottobre 2015 appartenenti al terzo paesaggio, ossia a quel contesto urbano, cittadino, di cemento e vita quotidiana in cui la natura, con la sua forza primordiale, riesce a germogliare sotto forma di piccoli fili d’erba. Riprende il concetto Emma Dante, direttrice artistica del progetto, al suo secondo anno in queste vesti, che definisce la rassegna un insieme di creature naturali poco rassicuranti, anzi atipiche, dissacranti e destabilizzanti.
Nello specifico il calendario propone: “Prima lettura di San Paolo ai Corinzi. Cantata BWV 4, Christ lag in Todesbanden. Oh, Charles!” di Angelica Liddell; “Festa di nozze la molto bramata regina ci prepara!”, laboratorio sui primi libri dell’Odissea sotto la direzione di Emma Dante; “Odissea-movimento n.1”, studio liberamente tratto dal poema di Omero, testo e regia di Emma Dante; “Primal Matter” di Dimitris Papaioannou; “Eumenidi” di Vincenzo Pirrotta; “Euridice e Orfeo” di Valeria Parrella per la regia di Davide Iodice”; “Palamede. L’Eroe Cancellato”, racconto in 28 frammenti e un monologo scritto e diretto da Alessandro Baricco.
Ecco quindi, i fiori bellissimi, amorfi e ignoti. Proprio dal concetto di oblio muove l’idea di Baricco che desidera riscattare la figura di Palamede, eroe acheo della Guerra di Troia che fu eliminato dalla storia e dalla memoria per volere di Odisseo. Indirettamente del viaggiatore greco si occupa, invece, la Dante con due spettacoli creati e diretti ai neofiti del teatro. “Odissea-movimento n.1” riflette sul concetto di viaggio inteso come cambiamento della propria natura, considerando l’Odissea il viaggio di ogni essere umano. Lo spettacolo prevede, infatti, l’intervento degli allievi della scuola del Teatro Biondo di Palermo all’inizio del loro percorso nel teatro. “Festa di Nozze”, invece, analizza le figure delle ancelle di Penelope e dei Proci nel periodo di occupazione della casa di Ulisse riconsiderando teatralmente e storicamente queste due comunità.
Il lavoro della Littel sulla “Prima lettera di San Paolo” sposta la spiritualità del concetto di amore verso il fervore di quello profano, più carnale, fisico, concreto, mentre “Primal Matter” mette in scena uno scontro tra un uomo vestito e uno nudo. Il percorso del regista greco è nel corpo primordiale, nello svelamento dei suoi caratteri più brutali e dolci. Prima lo distrugge, poi lo ricompone secondo nuovi canoni, facendo leva sull’immaginazione visiva stimolata da luci e suoni. Lo studio della Dante con “I Fiori dell’Olimpo”, concludendo, è etimologico e intrinseco nelle potenzialità tecniche e narrative del teatro che vuole rifiorire all’interno della storia stessa del teatro grazie a temi, concetti, idee nuovi e non convenzionali.

Davide Parpinel

 

 

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